In an age of ecological transformation and technological acceleration, this thesis explores whether Artificial Intelligence can become a tool for listening to nature rather than controlling it. By intersecting technological innovation with ecological sensitivity this thesis proposes a new framework for intelligent and inclusive spatial practices that move beyond anthropocentric paradigms. Through an experimental dialogue with rivers, the research aims to investigate whether Artificial Intelligence can evoke the agency and the “voice” of natural systems, fostering communication between human, technology, and more-than-human dynamics. This work repositions technology as a medium of translation and coexistence, emphasizing its narrative and relational potential rather than its technological advancement. Ultimately, it invites a shift from managing nature to collaborate with it, imagining a future grounded in shared intelligence, interdisciplinarity, and more-than-human understanding.

In un’epoca di trasformazione ecologica e di accelerazione tecnologica, questa tesi esplora se l’Intelligenza Artificiale possa diventare uno strumento per ascoltare la natura anzichè controllarla. Attraverso l’intersezione tra innovazione tecnologica e sensibilità ecologica, la tesi propone un nuovo quadro di pratiche spaziali intelligenti ed inclusive, capaci di superare i paradigmi antropocentrici. Attraverso un dialogo sperimentale con i fiumi, la ricerca mira ad indagare se l’Intelligenza Artificiale possa evocare l’agency e la “voce” dei sistemi naturali, favorendo una comunicazione tra esseri umani, tecnologia e dinamiche more-than-human. Questo lavoro riposiziona dunque la tecnologia come mezzo di traduzione e coesistenza, sottolineandone il potenziale narrativo e relazionale più che l’avanzamento tecnologico. In ultima analisi, invita a un passaggio dalla gestione della natura alla collaborazione con essa, immaginando un futuro fondato su un’intelligenza condivisa, sull’interdisciplinarità e su una comprensione “più-che-umana”.

More-than-human narratives exploring nature's agency : through technological innovation

BARUFFINI, ALESSANDRA
2024/2025

Abstract

In an age of ecological transformation and technological acceleration, this thesis explores whether Artificial Intelligence can become a tool for listening to nature rather than controlling it. By intersecting technological innovation with ecological sensitivity this thesis proposes a new framework for intelligent and inclusive spatial practices that move beyond anthropocentric paradigms. Through an experimental dialogue with rivers, the research aims to investigate whether Artificial Intelligence can evoke the agency and the “voice” of natural systems, fostering communication between human, technology, and more-than-human dynamics. This work repositions technology as a medium of translation and coexistence, emphasizing its narrative and relational potential rather than its technological advancement. Ultimately, it invites a shift from managing nature to collaborate with it, imagining a future grounded in shared intelligence, interdisciplinarity, and more-than-human understanding.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
10-dic-2025
2024/2025
In un’epoca di trasformazione ecologica e di accelerazione tecnologica, questa tesi esplora se l’Intelligenza Artificiale possa diventare uno strumento per ascoltare la natura anzichè controllarla. Attraverso l’intersezione tra innovazione tecnologica e sensibilità ecologica, la tesi propone un nuovo quadro di pratiche spaziali intelligenti ed inclusive, capaci di superare i paradigmi antropocentrici. Attraverso un dialogo sperimentale con i fiumi, la ricerca mira ad indagare se l’Intelligenza Artificiale possa evocare l’agency e la “voce” dei sistemi naturali, favorendo una comunicazione tra esseri umani, tecnologia e dinamiche more-than-human. Questo lavoro riposiziona dunque la tecnologia come mezzo di traduzione e coesistenza, sottolineandone il potenziale narrativo e relazionale più che l’avanzamento tecnologico. In ultima analisi, invita a un passaggio dalla gestione della natura alla collaborazione con essa, immaginando un futuro fondato su un’intelligenza condivisa, sull’interdisciplinarità e su una comprensione “più-che-umana”.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/246752