The project is located in the Goccia area of Bovisa, north of Milan, in a place where industrial memory meets the transformations of the contemporary city. The intervention reflects on the relationship between architecture, landscape, and knowledge: a new scientific hub that renews the identity of the neighborhood through public spaces, laboratories, and residences for research. The design unfolds along two main axes of the Goccia, corresponding to the disused gasometer, from which the layout of the project originates. The laboratory and the auditorium are arranged on either side of the square, defining its edges and engaging in dialogue with the stoa, which opens toward the city. On the opposite side, the Goccia forest acts as a natural frontage and the spatial conclusion of the composition, symbolically defining the boundary of the complex and serving as the visual limit of the large green plaza — a place of encounter and interaction. The project adopts a clear composition based on elementary forms and rigorous proportions: each building, though autonomous, contributes to a shared order that gives unity to the whole complex. The choice of materials, particularly the use of brick as a continuous base, recalls the building tradition of Bovisa and transforms it into a contemporary language, capable of linking the new architecture to its context. The intervention stands as a mediation between the city and the Goccia landscape, between built density and green emptiness, proposing a balance between memory and innovation. The new campus is not merely a collection of buildings but an open urban system that restores to the neighborhood its original vocation as a productive and collective space — today dedicated to knowledge.

Il progetto si inserisce nell’area della Goccia di Bovisa, a nord di Milano, in un luogo dove la memoria industriale incontra le trasformazioni della città contemporanea. L’intervento riflette sul rapporto tra architettura, paesaggio e conoscenza: un nuovo polo scientifico che rinnova l’identità del quartiere attraverso spazi pubblici, laboratori e residenze per la ricerca. L’intervento si articola lungo due assi principali della Goccia, in corrispondenza del gasometro dismesso, da cui si origina l’impianto del progetto. Il laboratorio e l’auditorium si dispongono ai lati della piazza, definendone i margini e dialogando con la stoà, che si apre verso la città. Sul lato opposto, il bosco della Goccia si pone come fronte naturale e conclusione dello spazio, definendo simbolicamente il confine del complesso e fungendo da limite visivo della grande piazza verde, luogo di incontro e relazione. Il progetto adotta una composizione chiara, basata su forme elementari e proporzioni rigorose: ogni edificio, pur autonomo, partecipa a un ordine comune che restituisce unità al complesso. La scelta dei materiali, in particolare l’uso del mattone come basamento continuo, rievoca la tradizione costruttiva di Bovisa e la trasforma in linguaggio contemporaneo, capace di legare la nuova architettura al contesto. L’intervento si pone come mediazione tra la città e il paesaggio della Goccia, tra la densità costruita e il vuoto verde, proponendo un equilibrio tra memoria e innovazione. Il nuovo campus non è soltanto un insieme di edifici, ma un dispositivo urbano aperto, che restituisce al quartiere la sua vocazione originaria di spazio produttivo e collettivo, oggi dedicato alla conoscenza.

B.R.I.C : Bovisa research and innovation Campus

CONTI, NICOLE;Bizzozero, Isotta;Scozzi, Massimiliano
2024/2025

Abstract

The project is located in the Goccia area of Bovisa, north of Milan, in a place where industrial memory meets the transformations of the contemporary city. The intervention reflects on the relationship between architecture, landscape, and knowledge: a new scientific hub that renews the identity of the neighborhood through public spaces, laboratories, and residences for research. The design unfolds along two main axes of the Goccia, corresponding to the disused gasometer, from which the layout of the project originates. The laboratory and the auditorium are arranged on either side of the square, defining its edges and engaging in dialogue with the stoa, which opens toward the city. On the opposite side, the Goccia forest acts as a natural frontage and the spatial conclusion of the composition, symbolically defining the boundary of the complex and serving as the visual limit of the large green plaza — a place of encounter and interaction. The project adopts a clear composition based on elementary forms and rigorous proportions: each building, though autonomous, contributes to a shared order that gives unity to the whole complex. The choice of materials, particularly the use of brick as a continuous base, recalls the building tradition of Bovisa and transforms it into a contemporary language, capable of linking the new architecture to its context. The intervention stands as a mediation between the city and the Goccia landscape, between built density and green emptiness, proposing a balance between memory and innovation. The new campus is not merely a collection of buildings but an open urban system that restores to the neighborhood its original vocation as a productive and collective space — today dedicated to knowledge.
GALLO STAMPINO, PAOLA
MPAMPATSIKOS, VASSILIS
OLIARO, PAOLO
RE CECCONI, FULVIO
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
10-dic-2025
2024/2025
Il progetto si inserisce nell’area della Goccia di Bovisa, a nord di Milano, in un luogo dove la memoria industriale incontra le trasformazioni della città contemporanea. L’intervento riflette sul rapporto tra architettura, paesaggio e conoscenza: un nuovo polo scientifico che rinnova l’identità del quartiere attraverso spazi pubblici, laboratori e residenze per la ricerca. L’intervento si articola lungo due assi principali della Goccia, in corrispondenza del gasometro dismesso, da cui si origina l’impianto del progetto. Il laboratorio e l’auditorium si dispongono ai lati della piazza, definendone i margini e dialogando con la stoà, che si apre verso la città. Sul lato opposto, il bosco della Goccia si pone come fronte naturale e conclusione dello spazio, definendo simbolicamente il confine del complesso e fungendo da limite visivo della grande piazza verde, luogo di incontro e relazione. Il progetto adotta una composizione chiara, basata su forme elementari e proporzioni rigorose: ogni edificio, pur autonomo, partecipa a un ordine comune che restituisce unità al complesso. La scelta dei materiali, in particolare l’uso del mattone come basamento continuo, rievoca la tradizione costruttiva di Bovisa e la trasforma in linguaggio contemporaneo, capace di legare la nuova architettura al contesto. L’intervento si pone come mediazione tra la città e il paesaggio della Goccia, tra la densità costruita e il vuoto verde, proponendo un equilibrio tra memoria e innovazione. Il nuovo campus non è soltanto un insieme di edifici, ma un dispositivo urbano aperto, che restituisce al quartiere la sua vocazione originaria di spazio produttivo e collettivo, oggi dedicato alla conoscenza.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/246799