During the 20th century, factory spaces were symbols of modernity and development, expressions of the relationship between man and machine. However, as they evolved, these spaces lost their human dimension, becoming mere tools of efficiency and production. Today, in a context marked by ecological and social transformation, the theme of the factory has returned to center stage: no longer as a production machine, but as a human space capable of generating well-being, relationships, and culture. Underlying this reflection is the original meaning of the term fabrica – “that which is made by human hands” 1 _ which, expressing the act of building and transforming matter to improve life, restores an ethical and civil value to the factory. From this perspective, the factory becomes a place of conscious action, where architecture relates to everyday life and the landscape, renewing the humanist vision that inspired figures such as Adriano Olivetti and Pier Luigi Nervi. The Burgo Paper Mill in Mantua, designed by Nervi in 1961, is an emblematic example of this dialogue between industry and the city. Located within a historic area, the paper mill became a sign of innovation capable of interpreting its own time and engaging in dialogue with the city. Through an analysis of its history, this research identifies the paper mill as a industrial heritage site to be regenerated, capable of adapting to new needs while preserving its own memory. The restoration project proposes a regeneration of the factory spaces that restores the centrality of people, introducing spaces for training, socializing, and well-being. Starting from the guidelines of the white paper promoted by Assolombarda, the project addresses the principles of WELL certification, which orient design toward health, comfort, and sustainability, recognizing the built environment as a determining factor in quality of life. In this vision, the factory is no longer just an industrial heritage to be preserved, but a laboratory for the future, in which architecture, recognizing man as the measure, becomes the tool to go beyond decommissioning and relaunch its role as a workspace in the future.

Nel corso del Novecento, gli spazi della fabbrica sono stati simbolo di modernità e sviluppo, espressione del rapporto tra uomo e macchina. Tuttavia, nella loro evoluzione, questi spazi hanno perso la propria dimensione umana, riducendosi a strumento di efficienza e produzione. Oggi, in un contesto segnato da una trasformazione ecologica e sociale, il tema della fabbrica torna ad essere centrale: non più come macchina produttiva, ma come spazio umano capace di generare benessere, relazioni e cultura. Alla base di questa riflessione, vi è il significato originario del termine fabrica – “ciò che è fatto con le mani dell’uomo” - che, esprimendo l’atto di costruire e trasformare la materia per migliorare la vita, restituisce alla fabbrica un valore etico e civile. In questa prospettiva, la fabbrica diventa luogo del fare consapevole, dove l’architettura si relaziona con la vita quotidiana e con il paesaggio, rinnovando quella visione umanista che aveva animato figure come Adriano Olivetti e Pier Luigi Nervi. La Cartiera Burgo di Mantova, progettata da Nervi nel 1961, rappresenta un caso emblematico di questo dialogo tra industria e città. Situata all’interno di un territorio storico, la cartiera divenne un segno d’innovazione capace di interpretare il proprio tempo e porsi in dialogo con la città. Attraverso l’analisi della sua storia questa ricerca individua nella cartiera un patrimonio da rigenerare, capace di adattarsi alle nuove esigenze conservando tuttavia la propria memoria. Il progetto di recupero propone una rigenerazione degli spazi dello stabilimento che restituisca centralità all’uomo, introducendo luoghi per la formazione, la socialità e il benessere. L’intervento partendo dalle linee guida del libro bianco promosso da Assolombarda, si confronta con i principi della certificazione WELL che orientano la progettazione verso la salute, riconoscendo nell’ambiente costruito un fattore determinante per la qualità della vita. In questa visione, la fabbrica non è più soltanto un’eredità industriale da conservare, ma un laboratorio di futuro, in cui l’architettura, riconoscendo nell’uomo la misura, diviene lo strumento per andare oltre la dismissione e rilanciare il suo ruolo di spazio di lavoro nel futuro.

La fabbrica tra passato e futuro : una strategia di rigenerazione per il complesso delle cartiere Burgo a Mantova

Giussani, Camilla Margherita
2024/2025

Abstract

During the 20th century, factory spaces were symbols of modernity and development, expressions of the relationship between man and machine. However, as they evolved, these spaces lost their human dimension, becoming mere tools of efficiency and production. Today, in a context marked by ecological and social transformation, the theme of the factory has returned to center stage: no longer as a production machine, but as a human space capable of generating well-being, relationships, and culture. Underlying this reflection is the original meaning of the term fabrica – “that which is made by human hands” 1 _ which, expressing the act of building and transforming matter to improve life, restores an ethical and civil value to the factory. From this perspective, the factory becomes a place of conscious action, where architecture relates to everyday life and the landscape, renewing the humanist vision that inspired figures such as Adriano Olivetti and Pier Luigi Nervi. The Burgo Paper Mill in Mantua, designed by Nervi in 1961, is an emblematic example of this dialogue between industry and the city. Located within a historic area, the paper mill became a sign of innovation capable of interpreting its own time and engaging in dialogue with the city. Through an analysis of its history, this research identifies the paper mill as a industrial heritage site to be regenerated, capable of adapting to new needs while preserving its own memory. The restoration project proposes a regeneration of the factory spaces that restores the centrality of people, introducing spaces for training, socializing, and well-being. Starting from the guidelines of the white paper promoted by Assolombarda, the project addresses the principles of WELL certification, which orient design toward health, comfort, and sustainability, recognizing the built environment as a determining factor in quality of life. In this vision, the factory is no longer just an industrial heritage to be preserved, but a laboratory for the future, in which architecture, recognizing man as the measure, becomes the tool to go beyond decommissioning and relaunch its role as a workspace in the future.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
10-dic-2025
2024/2025
Nel corso del Novecento, gli spazi della fabbrica sono stati simbolo di modernità e sviluppo, espressione del rapporto tra uomo e macchina. Tuttavia, nella loro evoluzione, questi spazi hanno perso la propria dimensione umana, riducendosi a strumento di efficienza e produzione. Oggi, in un contesto segnato da una trasformazione ecologica e sociale, il tema della fabbrica torna ad essere centrale: non più come macchina produttiva, ma come spazio umano capace di generare benessere, relazioni e cultura. Alla base di questa riflessione, vi è il significato originario del termine fabrica – “ciò che è fatto con le mani dell’uomo” - che, esprimendo l’atto di costruire e trasformare la materia per migliorare la vita, restituisce alla fabbrica un valore etico e civile. In questa prospettiva, la fabbrica diventa luogo del fare consapevole, dove l’architettura si relaziona con la vita quotidiana e con il paesaggio, rinnovando quella visione umanista che aveva animato figure come Adriano Olivetti e Pier Luigi Nervi. La Cartiera Burgo di Mantova, progettata da Nervi nel 1961, rappresenta un caso emblematico di questo dialogo tra industria e città. Situata all’interno di un territorio storico, la cartiera divenne un segno d’innovazione capace di interpretare il proprio tempo e porsi in dialogo con la città. Attraverso l’analisi della sua storia questa ricerca individua nella cartiera un patrimonio da rigenerare, capace di adattarsi alle nuove esigenze conservando tuttavia la propria memoria. Il progetto di recupero propone una rigenerazione degli spazi dello stabilimento che restituisca centralità all’uomo, introducendo luoghi per la formazione, la socialità e il benessere. L’intervento partendo dalle linee guida del libro bianco promosso da Assolombarda, si confronta con i principi della certificazione WELL che orientano la progettazione verso la salute, riconoscendo nell’ambiente costruito un fattore determinante per la qualità della vita. In questa visione, la fabbrica non è più soltanto un’eredità industriale da conservare, ma un laboratorio di futuro, in cui l’architettura, riconoscendo nell’uomo la misura, diviene lo strumento per andare oltre la dismissione e rilanciare il suo ruolo di spazio di lavoro nel futuro.
File allegati
File Dimensione Formato  
2025_12_Giussani.pdf.pdf

solo utenti autorizzati a partire dal 12/11/2026

Dimensione 12.36 MB
Formato Adobe PDF
12.36 MB Adobe PDF   Visualizza/Apri

I documenti in POLITesi sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/246846