The thesis investigates how architecture can redefine the relationship with the ground through historical inquiry and architectural analysis. It interprets Paris through a dual script, the grammar of the surface and that of the underground, articulated according to the categories: “layer”, “trace”, “limit”, and,“void”. These grammars operate in relation to one another, parallel yet inverse, constantly in dialogue while maintaining opposing logics. From Haussmann’s transformation to contemporary urban regenerations, Paris has developed a surface network of traces, limits, and voids, juxtaposed with historical excavations, quarries, catacombs, and subterranean infrastructures, revealing a persistent duality of presence and absence. The study follows the evolution of the epigean and hypogean conditions, demonstrating how the underground has constantly mediated between cultural imagination and urban necessity. Building upon this genealogy of duality, the thesis develops new taxonomies, conceptual tools to test the possibilities of the underground, interpreting it as a symbolic field of experimentation. This approach reveals the subsoil as an architecture of memory, perception, and metaphorical charge: a space in which absence becomes presence, and the void itself assumes an architectural role in shaping experience. Drawing from these reflections, the project reimagines the Parisian underground through acts of engraving, sequencing, and narrative construction, proposing new forms of public inhabitation capable of reconnecting surface and depth. Two towers, located on the right and left banks of the Seine, mark the threshold between above and below, memory and culture, absence and presence. As new nodes within the urban network, they redefine the socio-cultural boundary of the city. While the towers occupy the stratum of presence, the library is carved within the strata of absence. Together, they assert that architecture can reinterpret hidden layers as active cultural and civic grounds, expanding the spatial and symbolic horizons of the discipline.

La tesi indaga come l’architettura possa ridefinire il rapporto con il suolo, attraverso l’indagine storica e l’analisi architettonica. Interpreta Parigi con una visione duale, la grammatica della superficie e quella del sottosuolo, articolate secondo le categorie: “strato”, “traccia”, “limite” e “vuoto”. Queste grammatiche operano in relazione l’una con l’altra in modo parallelo ma inverso, costantemente in dialogo, pur mantenendo logiche opposte. Dalla trasformazione haussmanniana fino alle rigenerazioni urbane contemporanee, Parigi ha sviluppato una rete superficiale di tracce, limiti e vuoti, giustapposta a scavi storici, cave, catacombe e infrastrutture sotterranee, rivelando una dualità di presenza e assenza. Lo studio segue l’evoluzione della condizione Ipogea ed Epigea, dimostrando come il sotterraneo abbia costantemente mediato tra immaginazione culturale e necessità urbana. Sulla base di questa genealogia di dualità, la tesi sviluppa nuove tassonomie: strumenti concettuali per testare le possibilità del sotterraneo, interpretandolo come campo simbolico di sperimentazione. Questo approccio rivela il sottosuolo come un’architettura della memoria, della percezione e della carica metaforica: uno spazio in cui l’assenza diventa presenza e il vuoto stesso assume un ruolo architettonico nel plasmare l’esperienza. A partire da queste riflessioni, il progetto ripensa il sotterraneo parigino attraverso atti di incisione, sequenza e costruzione narrativa, proponendo nuove forme di architettura pubblica, capaci di riconnettere superficie e profondità. Due torri, situate sulle rive destra e sinistra della Senna, segnano la soglia tra sopra e sotto, memoria e cultura, assenza e presenza. Nuovi nodi all’interno della rete urbana, ridefiniscono il confine socio-culturale della città. Mentre le torri si collocano nello strato della presenza, la biblioteca è incisa negli strati dell’assenza. Insieme, esse sostengono che l’architettura può reinterpretare gli strati nascosti come terreni culturali e civici attivi, ampliando gli orizzonti spaziali e simbolici della disciplina.

The latest script of the subsoil: reading the dual script of Paris : regeneration through the subsoil

GOKCE, ALI FURKAN;Lacin, Furkan;DEININGER, LEONARD
2024/2025

Abstract

The thesis investigates how architecture can redefine the relationship with the ground through historical inquiry and architectural analysis. It interprets Paris through a dual script, the grammar of the surface and that of the underground, articulated according to the categories: “layer”, “trace”, “limit”, and,“void”. These grammars operate in relation to one another, parallel yet inverse, constantly in dialogue while maintaining opposing logics. From Haussmann’s transformation to contemporary urban regenerations, Paris has developed a surface network of traces, limits, and voids, juxtaposed with historical excavations, quarries, catacombs, and subterranean infrastructures, revealing a persistent duality of presence and absence. The study follows the evolution of the epigean and hypogean conditions, demonstrating how the underground has constantly mediated between cultural imagination and urban necessity. Building upon this genealogy of duality, the thesis develops new taxonomies, conceptual tools to test the possibilities of the underground, interpreting it as a symbolic field of experimentation. This approach reveals the subsoil as an architecture of memory, perception, and metaphorical charge: a space in which absence becomes presence, and the void itself assumes an architectural role in shaping experience. Drawing from these reflections, the project reimagines the Parisian underground through acts of engraving, sequencing, and narrative construction, proposing new forms of public inhabitation capable of reconnecting surface and depth. Two towers, located on the right and left banks of the Seine, mark the threshold between above and below, memory and culture, absence and presence. As new nodes within the urban network, they redefine the socio-cultural boundary of the city. While the towers occupy the stratum of presence, the library is carved within the strata of absence. Together, they assert that architecture can reinterpret hidden layers as active cultural and civic grounds, expanding the spatial and symbolic horizons of the discipline.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
10-dic-2025
2024/2025
La tesi indaga come l’architettura possa ridefinire il rapporto con il suolo, attraverso l’indagine storica e l’analisi architettonica. Interpreta Parigi con una visione duale, la grammatica della superficie e quella del sottosuolo, articolate secondo le categorie: “strato”, “traccia”, “limite” e “vuoto”. Queste grammatiche operano in relazione l’una con l’altra in modo parallelo ma inverso, costantemente in dialogo, pur mantenendo logiche opposte. Dalla trasformazione haussmanniana fino alle rigenerazioni urbane contemporanee, Parigi ha sviluppato una rete superficiale di tracce, limiti e vuoti, giustapposta a scavi storici, cave, catacombe e infrastrutture sotterranee, rivelando una dualità di presenza e assenza. Lo studio segue l’evoluzione della condizione Ipogea ed Epigea, dimostrando come il sotterraneo abbia costantemente mediato tra immaginazione culturale e necessità urbana. Sulla base di questa genealogia di dualità, la tesi sviluppa nuove tassonomie: strumenti concettuali per testare le possibilità del sotterraneo, interpretandolo come campo simbolico di sperimentazione. Questo approccio rivela il sottosuolo come un’architettura della memoria, della percezione e della carica metaforica: uno spazio in cui l’assenza diventa presenza e il vuoto stesso assume un ruolo architettonico nel plasmare l’esperienza. A partire da queste riflessioni, il progetto ripensa il sotterraneo parigino attraverso atti di incisione, sequenza e costruzione narrativa, proponendo nuove forme di architettura pubblica, capaci di riconnettere superficie e profondità. Due torri, situate sulle rive destra e sinistra della Senna, segnano la soglia tra sopra e sotto, memoria e cultura, assenza e presenza. Nuovi nodi all’interno della rete urbana, ridefiniscono il confine socio-culturale della città. Mentre le torri si collocano nello strato della presenza, la biblioteca è incisa negli strati dell’assenza. Insieme, esse sostengono che l’architettura può reinterpretare gli strati nascosti come terreni culturali e civici attivi, ampliando gli orizzonti spaziali e simbolici della disciplina.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/246991