Milan is a city built upon multiple layers of memory, where every architectural intervention inevitably engages in a dialogue with history. Within this context, the Diocesan Museum of Sant’Eustorgio stands as a site of significant symbolic and urban value, but also as a great opportunity for enhancement. The project presented in this thesis positions itself within this framework as an opportunity to redefine the relationship between the museum, a private space, and the new architectural volumes. The aim is to transform it from an isolated entity into a place capable of generating connections, opening itself to the city, and becoming an active part of collective life. The intervention arises from the desire to reestablish a dialogue between the historical fabric and contemporary needs, seeking a sense of continuity grounded in respect and in the creation of spaces for the community. The project develops a network of cultural connections as well as multiple spatial and functional layers, where architecture and public space intertwine to shape a new cultural hub and a historically and contextually sensitive urban renewal. The goal is to present an architecture capable of integrating both the historical memory of the Cloisters of Sant’Eustorgio and the ongoing urban transformation of the Porta Ticinese area.

Milano è una città costruita su molteplici strati di memoria, dove ogni intervento architettonico si confronta inevitabilmente con la storia. In questo contesto, il Museo Diocesano di Sant’Eustorgio si configura come un luogo di grande valore simbolico e urbano, ma anche come una straordinaria opportunità di valorizzazione. Il progetto presentato in questa tesi si inserisce in questo quadro come un’occasione per ridefinire il rapporto tra il museo, spazio privato, e i nuovi volumi architettonici. L’obiettivo è trasformarlo da entità isolata in un luogo capace di generare connessioni, aprendosi alla città e diventando parte attiva della vita collettiva. L’intervento nasce dal desiderio di ristabilire un dialogo tra il tessuto storico e le esigenze contemporanee, ricercando un senso di continuità fondato sul rispetto e sulla creazione di spazi per la comunità. Il progetto sviluppa una rete di connessioni culturali, nonché molteplici livelli spaziali e funzionali, in cui architettura e spazio pubblico si intrecciano per dar forma a un nuovo polo culturale e a un intervento di rigenerazione urbana sensibile alla storia e al contesto. L’obiettivo è quello di proporre un’architettura capace di integrare la memoria storica dei Chiostri di Sant’Eustorgio con la continua trasformazione urbana dell’area di Porta Ticinese.

Paths of continuity: reconnecting the historical city and the contemporary project

Ruggiero, Giorgia;Catanese, Emma
2024/2025

Abstract

Milan is a city built upon multiple layers of memory, where every architectural intervention inevitably engages in a dialogue with history. Within this context, the Diocesan Museum of Sant’Eustorgio stands as a site of significant symbolic and urban value, but also as a great opportunity for enhancement. The project presented in this thesis positions itself within this framework as an opportunity to redefine the relationship between the museum, a private space, and the new architectural volumes. The aim is to transform it from an isolated entity into a place capable of generating connections, opening itself to the city, and becoming an active part of collective life. The intervention arises from the desire to reestablish a dialogue between the historical fabric and contemporary needs, seeking a sense of continuity grounded in respect and in the creation of spaces for the community. The project develops a network of cultural connections as well as multiple spatial and functional layers, where architecture and public space intertwine to shape a new cultural hub and a historically and contextually sensitive urban renewal. The goal is to present an architecture capable of integrating both the historical memory of the Cloisters of Sant’Eustorgio and the ongoing urban transformation of the Porta Ticinese area.
ADDAMIANO, MASSIMO
CELANI, ALBERTO
DE PONTI, JACOPO MARIA
PISTIDDA, SONIA
PITERÀ, LUCA ALBERTO
TONIOLO, LUCIA
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
10-dic-2025
2024/2025
Milano è una città costruita su molteplici strati di memoria, dove ogni intervento architettonico si confronta inevitabilmente con la storia. In questo contesto, il Museo Diocesano di Sant’Eustorgio si configura come un luogo di grande valore simbolico e urbano, ma anche come una straordinaria opportunità di valorizzazione. Il progetto presentato in questa tesi si inserisce in questo quadro come un’occasione per ridefinire il rapporto tra il museo, spazio privato, e i nuovi volumi architettonici. L’obiettivo è trasformarlo da entità isolata in un luogo capace di generare connessioni, aprendosi alla città e diventando parte attiva della vita collettiva. L’intervento nasce dal desiderio di ristabilire un dialogo tra il tessuto storico e le esigenze contemporanee, ricercando un senso di continuità fondato sul rispetto e sulla creazione di spazi per la comunità. Il progetto sviluppa una rete di connessioni culturali, nonché molteplici livelli spaziali e funzionali, in cui architettura e spazio pubblico si intrecciano per dar forma a un nuovo polo culturale e a un intervento di rigenerazione urbana sensibile alla storia e al contesto. L’obiettivo è quello di proporre un’architettura capace di integrare la memoria storica dei Chiostri di Sant’Eustorgio con la continua trasformazione urbana dell’area di Porta Ticinese.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/246997