The thesis investigates the role of the international architecture magazine Le Carré Bleu in the architectural debate between 1958 and 1968, focusing on the transition from functionalism to the pursuit of a new humanistic approach to architecture, promoted by the Helsinki CIAM group, the magazine’s founders, and later by the Parisian Cercle de rédaction. Through the collection and critical analysis of articles published during the decade under study, the research reconstructs the origins of the periodical and its role as an international forum open to the discussion of major architectural and urban issues. The thesis also explores the magazine’s relationship with the CIAM movement and the ideas of Team X, highlighting how Le Carré Bleu emerged as a response to the new concerns developed in the later CIAM meetings. The methodology adopted is based on a historical-critical study of primary sources – the original issues of the magazine – and a comparative reading of the theoretical texts produced within CIAM and post-CIAM contexts. The central chapters examine the notions of fait architectural and fait urbain, categories through which the magazine reinterprets the relationship between architecture and the city. The debate on the fait architectural represents an attempt to refound a theory of form that goes beyond functionalist determinism, recognizing form itself as a determining factor in design. In parallel, the fait urbain addresses the issue of the milieu and the design for the “great number,” promoting open and flexible visions such as Oskar Hansen’s Open Form and Shadrach Woods’ Web. Particular attention is also given to architectural education and the importance of teamwork, considered essential tools for overcoming the isolation of the architect and fostering a collective and integrated approach to design. In this way, Le Carré Bleu played a decisive role in redefining the European architectural discourse, proposing a model of communication and research. Analyzing this periodical today means questioning the possibility of maintaining a lively critical and open dialogue, using the magazine as a platform capable of supporting and nurturing contemporary architectural debate.

La tesi indaga il ruolo della rivista internazionale di architettura Le Carré Bleu nel dibattito architettonico tra il 1958 e il 1968, concentrandosi sulla transizione dal funzionalismo alla ricerca di un nuovo approccio umanistico all’architettura, promossa dal gruppo CIAM di Helsinki, fondatore della rivista, e successivamente dal Cercle de rédaction parigino. Attraverso la raccolta e l’analisi critica degli articoli pubblicati nel decennio oggetto di studio, la ricerca ricostruisce le origini del periodico e il suo ruolo come forum internazionale aperto alla discussione dei principali problemi architettonici e urbanistici. La tesi esplora inoltre il rapporto della rivista con il movimento CIAM e con le idee del Team X, evidenziando come Le Carré Bleu sia emersa come risposta alle nuove istanze sviluppatesi negli ultimi CIAM. La metodologia adottata si fonda su uno studio storico-critico basato sulle fonti primarie – i numeri originali della rivista – e su una lettura comparata dei testi teorici prodotti nell’ambito dei CIAM e del post-CIAM. I capitoli centrali esaminano le nozioni di fait architectural (fatto architettonico) e fait urbain (fatto urbano), categorie attraverso le quali la rivista reinterpreta il rapporto tra architettura e città. Il dibattito sul fait architectural rappresenta il tentativo di rifondare una teoria della forma che superi il determinismo funzionalista, riconoscendo nella forma stessa una causa determinante del progetto. Parallelamente, il fait urbain affronta la questione del milieu costruito e della progettazione per il “grande numero”, promuovendo visioni aperte e flessibili come la Forma Aperta di Oskar Hansen e il Web di Shadrach Woods. Particolare attenzione è dedicata anche all’educazione architettonica e all’importanza del lavoro d’équipe, considerati strumenti essenziali per superare l’isolamento dell’architetto e favorire un approccio collettivo e integrato alla progettazione. In questo modo, Le Carré Bleu ha svolto un ruolo decisivo nella ridefinizione del discorso architettonico europeo, proponendo un modello di comunicazione e ricerca. Analizzare oggi questo periodico significa interrogarsi sulla possibilità di mantenere vivo un dialogo critico e aperto, servendosi della rivista come piattaforma in grado di sostenere e alimentare il dibattito architettonico contemporaneo.

Le Carré Bleu: 58-68

Pasini, Anna
2024/2025

Abstract

The thesis investigates the role of the international architecture magazine Le Carré Bleu in the architectural debate between 1958 and 1968, focusing on the transition from functionalism to the pursuit of a new humanistic approach to architecture, promoted by the Helsinki CIAM group, the magazine’s founders, and later by the Parisian Cercle de rédaction. Through the collection and critical analysis of articles published during the decade under study, the research reconstructs the origins of the periodical and its role as an international forum open to the discussion of major architectural and urban issues. The thesis also explores the magazine’s relationship with the CIAM movement and the ideas of Team X, highlighting how Le Carré Bleu emerged as a response to the new concerns developed in the later CIAM meetings. The methodology adopted is based on a historical-critical study of primary sources – the original issues of the magazine – and a comparative reading of the theoretical texts produced within CIAM and post-CIAM contexts. The central chapters examine the notions of fait architectural and fait urbain, categories through which the magazine reinterprets the relationship between architecture and the city. The debate on the fait architectural represents an attempt to refound a theory of form that goes beyond functionalist determinism, recognizing form itself as a determining factor in design. In parallel, the fait urbain addresses the issue of the milieu and the design for the “great number,” promoting open and flexible visions such as Oskar Hansen’s Open Form and Shadrach Woods’ Web. Particular attention is also given to architectural education and the importance of teamwork, considered essential tools for overcoming the isolation of the architect and fostering a collective and integrated approach to design. In this way, Le Carré Bleu played a decisive role in redefining the European architectural discourse, proposing a model of communication and research. Analyzing this periodical today means questioning the possibility of maintaining a lively critical and open dialogue, using the magazine as a platform capable of supporting and nurturing contemporary architectural debate.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
11-dic-2025
2024/2025
La tesi indaga il ruolo della rivista internazionale di architettura Le Carré Bleu nel dibattito architettonico tra il 1958 e il 1968, concentrandosi sulla transizione dal funzionalismo alla ricerca di un nuovo approccio umanistico all’architettura, promossa dal gruppo CIAM di Helsinki, fondatore della rivista, e successivamente dal Cercle de rédaction parigino. Attraverso la raccolta e l’analisi critica degli articoli pubblicati nel decennio oggetto di studio, la ricerca ricostruisce le origini del periodico e il suo ruolo come forum internazionale aperto alla discussione dei principali problemi architettonici e urbanistici. La tesi esplora inoltre il rapporto della rivista con il movimento CIAM e con le idee del Team X, evidenziando come Le Carré Bleu sia emersa come risposta alle nuove istanze sviluppatesi negli ultimi CIAM. La metodologia adottata si fonda su uno studio storico-critico basato sulle fonti primarie – i numeri originali della rivista – e su una lettura comparata dei testi teorici prodotti nell’ambito dei CIAM e del post-CIAM. I capitoli centrali esaminano le nozioni di fait architectural (fatto architettonico) e fait urbain (fatto urbano), categorie attraverso le quali la rivista reinterpreta il rapporto tra architettura e città. Il dibattito sul fait architectural rappresenta il tentativo di rifondare una teoria della forma che superi il determinismo funzionalista, riconoscendo nella forma stessa una causa determinante del progetto. Parallelamente, il fait urbain affronta la questione del milieu costruito e della progettazione per il “grande numero”, promuovendo visioni aperte e flessibili come la Forma Aperta di Oskar Hansen e il Web di Shadrach Woods. Particolare attenzione è dedicata anche all’educazione architettonica e all’importanza del lavoro d’équipe, considerati strumenti essenziali per superare l’isolamento dell’architetto e favorire un approccio collettivo e integrato alla progettazione. In questo modo, Le Carré Bleu ha svolto un ruolo decisivo nella ridefinizione del discorso architettonico europeo, proponendo un modello di comunicazione e ricerca. Analizzare oggi questo periodico significa interrogarsi sulla possibilità di mantenere vivo un dialogo critico e aperto, servendosi della rivista come piattaforma in grado di sostenere e alimentare il dibattito architettonico contemporaneo.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/247158