The capital of Saudi Arabia, Riyadh, a metropolis shaped by 20th-century car-centric planning, faces significant challenges in fostering human-scale, community-oriented public life. Modern and contemporary urban strategies and plans developed for the city since the 1960s – such as the Doxiadis masterplan – created a city structure of disconnected residential superblocks separated by high-speed roads. This model produced a low-density, sprawling urban fabric, leading to a profound lack of high-quality and accessible public spaces standing in stark contrast to the walkable Najdi urbanism historically present in the region. While the strategic national plan named Vision 2030 calls for the humanization of cities to enhance quality of life, a gap persists between large-scale development projects and the need for neighborhood-level improvements. This thesis addresses this gap by proposing a targeted yet replicable retrofit strategy to transform Riyadh’s superblocks into walkable and vibrant neighborhoods. Drawing on Ray Oldenburg’s concept of the Third Place the research frames the public realm as an essential setting for spontaneous social interactions, a function currently confined to car-dependent spaces such as malls and coffee shops. After tracing the historical evolution of Riyadh’s urban form, this thesis uses the Al Masyaf neighborhood as a case study to identify opportunities for intervention. The proposed solution is a strategy of urban acupuncture that reuses vacant lots, residual spaces, and overly wide streets. These small-scale, targeted interventions can create a new network of public spaces, effectively retrofitting the isolated superblocks into connected and human-centered neighborhoods, improving the quality and comfort of the everyday urban experience. The pilot project could ultimately become a protype for the city, grounding the goals of Vision 2030 into the local scale as a testbed for more sustainable urban life.

Riyadh, capitale dell'Arabia Saudita, è una metropoli la cui forma urbana è stata plasmata dalla pianificazione del Novecento, fortemente incentrata sull'uso dell'automobile. La città si trova oggi ad affrontare sfide significative per la creazione di spazi pubblici a misura d'uomo e che favoriscano la coesione delle comunità locali. Le strategie e i piani urbani sviluppati a partire dagli anni '60 – come il piano Doxiadis – hanno generato una struttura urbana di super-isolati residenziali disconnessi, separati da strade ad alta velocità. Questo modello ha prodotto un tessuto urbano a bassa densità e in continua espansione, con spazi pubblici scarsamente accessibili e di bassa qualità, in netto contrasto con l'urbanistica tradizionale Najdi, storicamente radicata nella regione. In questo contesto, il piano strategico nazionale Vision 2030 promuove l'umanizzazione delle città come leva per migliorare la qualità della vita. Tuttavia, persiste una discrepanza tra gli ambiziosi progetti di sviluppo su larga scala e la necessità di tradurre queste strategie a livello di quartiere. La tesi affronta tale divario proponendo una strategia di riqualificazione mirata ma replicabile per trasformare i super-isolati di Riyadh in quartieri vivibili e orientati al cittadino. Attingendo al concetto di Third Place (Terzo Luogo) di Ray Oldenburg, la ricerca inquadra la sfera pubblica come un contesto essenziale per le interazioni sociali spontanee, una funzione attualmente relegata a spazi come centri commerciali e caffetterie.Dopo aver ripercorso l'evoluzione storica della forma urbana di Riyadh, la tesi utilizza il quartiere di Al Masyaf come caso di studio per identificare specifiche opportunità di intervento. La soluzione proposta è una strategia di agopuntura urbana che prevede il riutilizzo di lotti abbandonati, spazi residuali e sezioni stradali sovradimensionate. Questi interventi mirati e su piccola scala possono generare una nuova rete di spazi pubblici, riqualificando efficacemente i super-isolati da moduli autonomi a quartieri connessi e incentrati sulla scala umana, migliorando la qualità e il comfort dell'esperienza urbana quotidiana. Il progetto pilota ambisce in ultima analisi a fornire da prototipo per l'intera città, radicando gli obiettivi della Vision 2030 alla scala locale e offrendo un banco di prova per una vita urbana più sostenibile.

From super-blocks to neighborhoods hubs: a human-centered retrofit strategy for Riyadh

Imad, Elie Noel
2025/2026

Abstract

The capital of Saudi Arabia, Riyadh, a metropolis shaped by 20th-century car-centric planning, faces significant challenges in fostering human-scale, community-oriented public life. Modern and contemporary urban strategies and plans developed for the city since the 1960s – such as the Doxiadis masterplan – created a city structure of disconnected residential superblocks separated by high-speed roads. This model produced a low-density, sprawling urban fabric, leading to a profound lack of high-quality and accessible public spaces standing in stark contrast to the walkable Najdi urbanism historically present in the region. While the strategic national plan named Vision 2030 calls for the humanization of cities to enhance quality of life, a gap persists between large-scale development projects and the need for neighborhood-level improvements. This thesis addresses this gap by proposing a targeted yet replicable retrofit strategy to transform Riyadh’s superblocks into walkable and vibrant neighborhoods. Drawing on Ray Oldenburg’s concept of the Third Place the research frames the public realm as an essential setting for spontaneous social interactions, a function currently confined to car-dependent spaces such as malls and coffee shops. After tracing the historical evolution of Riyadh’s urban form, this thesis uses the Al Masyaf neighborhood as a case study to identify opportunities for intervention. The proposed solution is a strategy of urban acupuncture that reuses vacant lots, residual spaces, and overly wide streets. These small-scale, targeted interventions can create a new network of public spaces, effectively retrofitting the isolated superblocks into connected and human-centered neighborhoods, improving the quality and comfort of the everyday urban experience. The pilot project could ultimately become a protype for the city, grounding the goals of Vision 2030 into the local scale as a testbed for more sustainable urban life.
COLANINNO, NICOLA
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
10-dic-2025
2025/2026
Riyadh, capitale dell'Arabia Saudita, è una metropoli la cui forma urbana è stata plasmata dalla pianificazione del Novecento, fortemente incentrata sull'uso dell'automobile. La città si trova oggi ad affrontare sfide significative per la creazione di spazi pubblici a misura d'uomo e che favoriscano la coesione delle comunità locali. Le strategie e i piani urbani sviluppati a partire dagli anni '60 – come il piano Doxiadis – hanno generato una struttura urbana di super-isolati residenziali disconnessi, separati da strade ad alta velocità. Questo modello ha prodotto un tessuto urbano a bassa densità e in continua espansione, con spazi pubblici scarsamente accessibili e di bassa qualità, in netto contrasto con l'urbanistica tradizionale Najdi, storicamente radicata nella regione. In questo contesto, il piano strategico nazionale Vision 2030 promuove l'umanizzazione delle città come leva per migliorare la qualità della vita. Tuttavia, persiste una discrepanza tra gli ambiziosi progetti di sviluppo su larga scala e la necessità di tradurre queste strategie a livello di quartiere. La tesi affronta tale divario proponendo una strategia di riqualificazione mirata ma replicabile per trasformare i super-isolati di Riyadh in quartieri vivibili e orientati al cittadino. Attingendo al concetto di Third Place (Terzo Luogo) di Ray Oldenburg, la ricerca inquadra la sfera pubblica come un contesto essenziale per le interazioni sociali spontanee, una funzione attualmente relegata a spazi come centri commerciali e caffetterie.Dopo aver ripercorso l'evoluzione storica della forma urbana di Riyadh, la tesi utilizza il quartiere di Al Masyaf come caso di studio per identificare specifiche opportunità di intervento. La soluzione proposta è una strategia di agopuntura urbana che prevede il riutilizzo di lotti abbandonati, spazi residuali e sezioni stradali sovradimensionate. Questi interventi mirati e su piccola scala possono generare una nuova rete di spazi pubblici, riqualificando efficacemente i super-isolati da moduli autonomi a quartieri connessi e incentrati sulla scala umana, migliorando la qualità e il comfort dell'esperienza urbana quotidiana. Il progetto pilota ambisce in ultima analisi a fornire da prototipo per l'intera città, radicando gli obiettivi della Vision 2030 alla scala locale e offrendo un banco di prova per una vita urbana più sostenibile.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/247164