Public space in contemporary cities is becoming increasingly hybrid, with the presence of spaces that blend private ownership and management with public access. This is the case of Privately Owned Public Spaces (POPS), a type of space first codified within planning practices in New York City that is increasingly taking hold internationally and notably in Italy. In the city of Milan, a range of POPS has emerged together with large urban regeneration processes over the last decades. Yet, the private nature of these spaces is largely unknown, due to limited transparency and availability of information on the topic. Because of the weak regulatory framework, the publicness of some of these POPS is compromised. This leads to the research question: what kind of public space do POPS in Milan produce? This thesis aims to analyze POPS in Milan by building a framework around the notion of publicness in order to characterize and compare them. The hypotheses concern the exclusionary features of these spaces, their consumption-oriented functions, their high levels of security, maintenance, and cleanliness as a characteristic that is widely appreciated by users, and, finally, the general lack of public awareness concerning their ownership. Through a combination of desk research and an ethnographic approach, eight POPS across Milan are analyzed to explore their spatial, functional, and social dimensions. The desk study characterises and compares the eight POPS. To do so, it operationalizes the notion of publicness through six dimensions - Management Regime, Openness, Spatial Quality, Variety of Functions, Flexibility, and Social Interaction - each capturing a different aspect of how these spaces are used and experienced. The ethnographic investigation focuses on Piazza del Liberty, where direct observations and interviews provide insights into users’ perceptions and everyday practices. This approach allows the thesis to assess how their varying conditions shape the degree of publicness across different cases. The findings reveal POPS as a heterogeneous category of urban spaces, shaped by their singular negotiations between private and public interests, and highlight the need for a clearer institutional framework to ensure their transparency, inclusivity, and contribution to Milan’s wider public realm.

Lo spazio pubblico nelle città contemporanee sta diventando sempre più ibrido, con la presenza di spazi che combinano la proprietà e gestione privata con l’accesso pubblico. È il caso dei Privately Owned Public Spaces (POPS), una tipologia di spazio codificata per la prima volta nelle pratiche di pianificazione urbana nella città di New York che si sta diffondendo sempre più a livello internazionale e anche in Italia. Nella città di Milano, alcuni esempi di POPS sono stati creati assieme ai grandi processi di rigenerazione urbana degli ultimi decenni. Tuttavia, la natura privata di questi spazi è in gran parte sconosciuta, a causa della scarsa trasparenza e della limitata disponibilità di informazioni sul tema. A causa di un quadro normativo debole, la dimensione pubblica di alcuni di questi POPS risulta compromessa. Da ciò deriva la seguente domanda: che tipo di spazio pubblico producono i POPS a Milano? Questa tesi si propone di analizzare i POPS a Milano costruendo un quadro interpretativo attorno alla nozione di “publicness” al fine di caratterizzarli e metterli a confronto. Le ipotesi riguardano il carattere esclusivo di questi spazi, le loro funzioni orientate al consumo, gli alti livelli di sicurezza, manutenzione e pulizia che spesso ne definiscono la qualità agli occhi degli utenti, e infine la scarsa consapevolezza pubblica in merito alla loro proprietà privata. Attraverso una combinazione di ricerca documentale e un approccio etnografico, vengono analizzati otto POPS distribuiti in diversi punti di Milano per esplorarne le dimensioni spaziali, funzionali e sociali. Lo studio descrive e paragona tra loro i vari POPS. Con questo intento, la nozione di “publicness” viene resa operativa attraverso l’utilizzo di sei dimensioni - Regime di gestione, Accessibilità, Qualità spaziale, Varietà delle funzioni, Flessibilità e Interazione sociale - ognuna delle quali coglie un diverso aspetto relativo all’utilizzo di questi spazi. L’indagine etnografica si concentra invece su Piazza del Liberty, dove l’osservazione diretta e le interviste agli utenti forniscono un approfondimento sulle loro percezioni e pratiche quotidiane. Questo approccio consente alla tesi di valutare come le differenti caratteristiche dei POPS ne influenzino il grado di “publicness.” I risultati rivelano i POPS come una categoria eterogenea di spazi urbani, modellati dalle singole negoziazioni tra interessi privati e pubblici, e sottolineano la necessità di un quadro istituzionale più forte che ne garantisca trasparenza e inclusività, così da assicurare un contributo più significativo alla sfera pubblica milanese.

Privately public: exploring the publicness of milanese POPS

Milliery, Laurence
2024/2025

Abstract

Public space in contemporary cities is becoming increasingly hybrid, with the presence of spaces that blend private ownership and management with public access. This is the case of Privately Owned Public Spaces (POPS), a type of space first codified within planning practices in New York City that is increasingly taking hold internationally and notably in Italy. In the city of Milan, a range of POPS has emerged together with large urban regeneration processes over the last decades. Yet, the private nature of these spaces is largely unknown, due to limited transparency and availability of information on the topic. Because of the weak regulatory framework, the publicness of some of these POPS is compromised. This leads to the research question: what kind of public space do POPS in Milan produce? This thesis aims to analyze POPS in Milan by building a framework around the notion of publicness in order to characterize and compare them. The hypotheses concern the exclusionary features of these spaces, their consumption-oriented functions, their high levels of security, maintenance, and cleanliness as a characteristic that is widely appreciated by users, and, finally, the general lack of public awareness concerning their ownership. Through a combination of desk research and an ethnographic approach, eight POPS across Milan are analyzed to explore their spatial, functional, and social dimensions. The desk study characterises and compares the eight POPS. To do so, it operationalizes the notion of publicness through six dimensions - Management Regime, Openness, Spatial Quality, Variety of Functions, Flexibility, and Social Interaction - each capturing a different aspect of how these spaces are used and experienced. The ethnographic investigation focuses on Piazza del Liberty, where direct observations and interviews provide insights into users’ perceptions and everyday practices. This approach allows the thesis to assess how their varying conditions shape the degree of publicness across different cases. The findings reveal POPS as a heterogeneous category of urban spaces, shaped by their singular negotiations between private and public interests, and highlight the need for a clearer institutional framework to ensure their transparency, inclusivity, and contribution to Milan’s wider public realm.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
10-dic-2025
2024/2025
Lo spazio pubblico nelle città contemporanee sta diventando sempre più ibrido, con la presenza di spazi che combinano la proprietà e gestione privata con l’accesso pubblico. È il caso dei Privately Owned Public Spaces (POPS), una tipologia di spazio codificata per la prima volta nelle pratiche di pianificazione urbana nella città di New York che si sta diffondendo sempre più a livello internazionale e anche in Italia. Nella città di Milano, alcuni esempi di POPS sono stati creati assieme ai grandi processi di rigenerazione urbana degli ultimi decenni. Tuttavia, la natura privata di questi spazi è in gran parte sconosciuta, a causa della scarsa trasparenza e della limitata disponibilità di informazioni sul tema. A causa di un quadro normativo debole, la dimensione pubblica di alcuni di questi POPS risulta compromessa. Da ciò deriva la seguente domanda: che tipo di spazio pubblico producono i POPS a Milano? Questa tesi si propone di analizzare i POPS a Milano costruendo un quadro interpretativo attorno alla nozione di “publicness” al fine di caratterizzarli e metterli a confronto. Le ipotesi riguardano il carattere esclusivo di questi spazi, le loro funzioni orientate al consumo, gli alti livelli di sicurezza, manutenzione e pulizia che spesso ne definiscono la qualità agli occhi degli utenti, e infine la scarsa consapevolezza pubblica in merito alla loro proprietà privata. Attraverso una combinazione di ricerca documentale e un approccio etnografico, vengono analizzati otto POPS distribuiti in diversi punti di Milano per esplorarne le dimensioni spaziali, funzionali e sociali. Lo studio descrive e paragona tra loro i vari POPS. Con questo intento, la nozione di “publicness” viene resa operativa attraverso l’utilizzo di sei dimensioni - Regime di gestione, Accessibilità, Qualità spaziale, Varietà delle funzioni, Flessibilità e Interazione sociale - ognuna delle quali coglie un diverso aspetto relativo all’utilizzo di questi spazi. L’indagine etnografica si concentra invece su Piazza del Liberty, dove l’osservazione diretta e le interviste agli utenti forniscono un approfondimento sulle loro percezioni e pratiche quotidiane. Questo approccio consente alla tesi di valutare come le differenti caratteristiche dei POPS ne influenzino il grado di “publicness.” I risultati rivelano i POPS come una categoria eterogenea di spazi urbani, modellati dalle singole negoziazioni tra interessi privati e pubblici, e sottolineano la necessità di un quadro istituzionale più forte che ne garantisca trasparenza e inclusività, così da assicurare un contributo più significativo alla sfera pubblica milanese.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/247171