This thesis repositions the corridor that is just for a passage for connecting two spaces, but as a spatial mode of thinking that transforms human experience. The aim is to reveal how the emotion, rhythm, and narrative made visible in cinema can be translated into architectural design. It investigates the corridor as a spatial element that reveals a fundamental flow in-between architecture and cinema. While architecture often treats the corridor as a functional connector, an organizational necessity with limited experiential value, cinema transforms it into an expressive medium where spatial narrative perception are constructed. Through color, light, rhythm, perspective, sound, and movement, the corridor becomes a site of affective intensity. The study first examines architectural examples to show that corridors, although marginalized within architectural discourse, holds atmospheric and symbolic potential. Then analyzes films that embodies the emotional and narrative capacity of the corridor under two axes (corridor as a narrative tool / corridor with a cinematic function); in which corridors play an active narrative role, demonstrating how directors use real architectural spaces or construct set-designed corridors when existing architecture cannot adequately convey the desired emotional charge. This contrast reveals how cinema often exposes the affective capacities that architecture overlooks. By comparing architectural and cinematic practices, the research argues for a conjugated flow between the two disciplines. Cinema’s ability to intensify spatial experience offers architecture alternative ways of engaging with emotion and perception, while architectural thinking informs cinema’s spatial construction. While architects design experiences for a space, cinema presents these experiences as a tangible sources. Ultimately, the corridor emerges as a shared conceptual ground where movement, narrative and affect intersect across both fields.

Questa tesi reposiziona il corridoio, non più visto come un semplice passaggio per collegare due spazi, ma come una modalità di pensiero spaziale che trasforma l’esperienza umana. L’obiettivo è rivelare come l’emozione, il ritmo e la narrativa resi visibili nel cinema possano essere tradotti nel design architettonico. Si investiga il corridoio come un elemento spaziale che rivela un flusso fondamentale tra architettura e cinema. Se l’architettura spesso tratta il corridoio come un connettore funzionale, una necessità organizzativa con un valore esperienziale limitato, il cinema lo trasforma in un medium espressivo dove vengono costruite la percezione e la narrativa spaziale. Attraverso il colore, la luce, il ritmo, la prospettiva, il suono e il movimento, il corridoio diventa un sito di intensità affettiva. Lo studio esamina prima esempi architettonici per mostrare che i corridoi, sebbene marginalizzati nel discorso architettonico, detengono un potenziale atmosferico e simbolico. Poi analizza film che incarnano la capacità emotiva e narrativa del corridoio secondo due assi (corridoio come strumento narrativo / corridoio con una funzione cinematografica); in cui i corridoi svolgono un ruolo narrativo attivo, dimostrando come i registi utilizzino spazi architettonici reali o costruiscano corridoi scenografati quando l’architettura esistente non è in grado di trasmettere adeguatamente la carica emotiva desiderata. Questo contrasto rivela come il cinema spesso esponga le capacità affettive che l’architettura trascura. Confrontando le pratiche architettoniche e cinematografiche, la ricerca sostiene l’esistenza di un flusso coniugato tra le due discipline. La capacità del cinema di intensificare l’esperienza spaziale offre all’architettura modi alternativi di coinvolgere l’emozione e la percezione, mentre il pensiero architettonico informa la costruzione spaziale del cinema. Se gli architetti progettano esperienze per uno spazio, il cinema presenta queste esperienze come fonti tangibili. In ultima analisi, il corridoio emerge come un terreno concettuale condiviso dove movimento, narrativa e affetto si intersecano in entrambi i campi.

In-between: scenes of emotions: space where emotions takes a cinematic journey

Cakir, Selen
2024/2025

Abstract

This thesis repositions the corridor that is just for a passage for connecting two spaces, but as a spatial mode of thinking that transforms human experience. The aim is to reveal how the emotion, rhythm, and narrative made visible in cinema can be translated into architectural design. It investigates the corridor as a spatial element that reveals a fundamental flow in-between architecture and cinema. While architecture often treats the corridor as a functional connector, an organizational necessity with limited experiential value, cinema transforms it into an expressive medium where spatial narrative perception are constructed. Through color, light, rhythm, perspective, sound, and movement, the corridor becomes a site of affective intensity. The study first examines architectural examples to show that corridors, although marginalized within architectural discourse, holds atmospheric and symbolic potential. Then analyzes films that embodies the emotional and narrative capacity of the corridor under two axes (corridor as a narrative tool / corridor with a cinematic function); in which corridors play an active narrative role, demonstrating how directors use real architectural spaces or construct set-designed corridors when existing architecture cannot adequately convey the desired emotional charge. This contrast reveals how cinema often exposes the affective capacities that architecture overlooks. By comparing architectural and cinematic practices, the research argues for a conjugated flow between the two disciplines. Cinema’s ability to intensify spatial experience offers architecture alternative ways of engaging with emotion and perception, while architectural thinking informs cinema’s spatial construction. While architects design experiences for a space, cinema presents these experiences as a tangible sources. Ultimately, the corridor emerges as a shared conceptual ground where movement, narrative and affect intersect across both fields.
ARC III - Scuola del Design
10-dic-2025
2024/2025
Questa tesi reposiziona il corridoio, non più visto come un semplice passaggio per collegare due spazi, ma come una modalità di pensiero spaziale che trasforma l’esperienza umana. L’obiettivo è rivelare come l’emozione, il ritmo e la narrativa resi visibili nel cinema possano essere tradotti nel design architettonico. Si investiga il corridoio come un elemento spaziale che rivela un flusso fondamentale tra architettura e cinema. Se l’architettura spesso tratta il corridoio come un connettore funzionale, una necessità organizzativa con un valore esperienziale limitato, il cinema lo trasforma in un medium espressivo dove vengono costruite la percezione e la narrativa spaziale. Attraverso il colore, la luce, il ritmo, la prospettiva, il suono e il movimento, il corridoio diventa un sito di intensità affettiva. Lo studio esamina prima esempi architettonici per mostrare che i corridoi, sebbene marginalizzati nel discorso architettonico, detengono un potenziale atmosferico e simbolico. Poi analizza film che incarnano la capacità emotiva e narrativa del corridoio secondo due assi (corridoio come strumento narrativo / corridoio con una funzione cinematografica); in cui i corridoi svolgono un ruolo narrativo attivo, dimostrando come i registi utilizzino spazi architettonici reali o costruiscano corridoi scenografati quando l’architettura esistente non è in grado di trasmettere adeguatamente la carica emotiva desiderata. Questo contrasto rivela come il cinema spesso esponga le capacità affettive che l’architettura trascura. Confrontando le pratiche architettoniche e cinematografiche, la ricerca sostiene l’esistenza di un flusso coniugato tra le due discipline. La capacità del cinema di intensificare l’esperienza spaziale offre all’architettura modi alternativi di coinvolgere l’emozione e la percezione, mentre il pensiero architettonico informa la costruzione spaziale del cinema. Se gli architetti progettano esperienze per uno spazio, il cinema presenta queste esperienze come fonti tangibili. In ultima analisi, il corridoio emerge come un terreno concettuale condiviso dove movimento, narrativa e affetto si intersecano in entrambi i campi.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/247198