What happens after earthquakes? Posing this question, we often imagine devastating loss: of lives, of homes, sometimes entire communities and towns. We think of destroyed heritage and traditions. Then, we imagine recovery as a process of restoring everything that existed before, or building something completely new to overcome the trauma caused by the destruction. However, in this type of narrative, we often overlook what really happens to the landscape itself. We rarely recognise what kinds of ecological and spatial transformations are brought about by disasters, and how people interact with them over different scales of time. Instead, we tirelessly aim to bring our lives “back to normal” as soon as possible. Of all disasters, earthquakes could be the most direct agents of transformation from the earth’s perspective. Earthquakes literally transform the body of the land. When a body is different from before, it’s only possible to find the state of health by adapting with a true sense of “rehabilitation” not by trying to restore the previous state. In rural communities of shrinking societies today, how to deal with post-disaster landscape is a pressing question. When the land itself is radically transformed by an earthquake, and tangible things and built environment are radically altered or lost, we have to confront our fragility. In declining communities, not only physical structures, but also social and cultural systems, are vulnerable to disappearance. Many residents may not return, and depopulation trends often accelerate after the event. This thesis tries to reframe disaster not just as a destruction, but as an transformative agent and an active catalyst for landscape rehabilitation in these communities. This thesis uses a comparative, multidimensional, interdisciplinary methodology to examine earthquake-impacted landscapes and propose recommendations for their rehabilitation. The approach combines comparative case studies across different historical earthquakes in Italy and Japan. by comparing 3 scales which are: large landscape transformation, social reconstruction impacts on local landscape, and intangible heritages along with the recovery of the community landscape , the comparative analysis aims to distill lessons learned that can inform future rehabilitation strategies. Recommendations will be made at the end for improving reconstruction guidelines and rehabilitation strategies for future disasters especially in Italy and Japan where the studies are done. The thesis tries to shift our eyes to multi scalar landscape elements instead of focusing soley on what we can see in front of us.

Cosa succede dopo un terremoto? Quando ci poniamo questa domanda, spesso immaginiamo perdite devastanti: vite umane, case, a volte intere comunità e città. Pensiamo al patrimonio e alle tradizioni distrutti. Quindi, immaginiamo la ricostruzione come un processo di ripristino di tutto ciò che esisteva prima, o di costruzione di qualcosa di completamente nuovo per superare il trauma causato dalla distruzione. Tuttavia, in questo tipo di narrazione, spesso trascuriamo ciò che accade realmente al paesaggio stesso. Raramente riconosciamo quali tipi di trasformazioni ecologiche e spaziali sono causate dai disastri e come le persone interagiscono con esse su diverse scale temporali. Al contrario, miriamo instancabilmente a riportare le nostre vite “alla normalità” il più presto possibile. Tra tutti i disastri, i terremoti potrebbero essere gli agenti di trasformazione più diretti dal punto di vista della terra. I terremoti trasformano letteralmente il corpo della terra. Quando un corpo è diverso da prima, è possibile ritrovare lo stato di salute solo adattandosi con un vero senso di “riabilitazione”, non cercando di ripristinare lo stato precedente. Nelle comunità rurali delle società in declino di oggi, come affrontare il paesaggio post-catastrofe è una questione urgente. Quando la terra stessa viene radicalmente trasformata da un terremoto e le cose tangibili e l'ambiente costruito vengono radicalmente alterati o persi, dobbiamo confrontarci con la nostra fragilità. Nelle comunità in declino, non solo le strutture fisiche, ma anche i sistemi sociali e culturali sono vulnerabili alla scomparsa. Molti residenti potrebbero non tornare e le tendenze di spopolamento spesso accelerano dopo l'evento. Questa tesi cerca di ridefinire il disastro non solo come una distruzione, ma come un agente di trasformazione e un catalizzatore attivo per la riabilitazione del paesaggio in queste comunità. Questa tesi utilizza una metodologia comparativa, multidimensionale e interdisciplinare per esaminare i paesaggi colpiti dal terremoto e proporre raccomandazioni per la loro riabilitazione. L'approccio combina studi comparativi su diversi terremoti storici in Italia e in Giappone. Confrontando tre scale, ovvero: la grande trasformazione del paesaggio, gli impatti della ricostruzione sociale sul paesaggio locale e i patrimoni immateriali insieme al recupero del paesaggio della comunità, l'analisi comparativa mira a distillare le lezioni apprese che possono informare le future strategie di riabilitazione. Alla fine saranno formulate raccomandazioni per migliorare le linee guida di ricostruzione e le strategie di riabilitazione per futuri disastri, in particolare in Italia e in Giappone, dove sono stati condotti gli studi. La tesi cerca di spostare la nostra attenzione su elementi paesaggistici multiscalari invece di concentrarsi esclusivamente su ciò che vediamo davanti a noi.

Landscape rehabilitation. Reframing disaster and the role of multi scalar landscape approach in fostering post-disaster resilience of the territory

Sasaki, Shizuka
2024/2025

Abstract

What happens after earthquakes? Posing this question, we often imagine devastating loss: of lives, of homes, sometimes entire communities and towns. We think of destroyed heritage and traditions. Then, we imagine recovery as a process of restoring everything that existed before, or building something completely new to overcome the trauma caused by the destruction. However, in this type of narrative, we often overlook what really happens to the landscape itself. We rarely recognise what kinds of ecological and spatial transformations are brought about by disasters, and how people interact with them over different scales of time. Instead, we tirelessly aim to bring our lives “back to normal” as soon as possible. Of all disasters, earthquakes could be the most direct agents of transformation from the earth’s perspective. Earthquakes literally transform the body of the land. When a body is different from before, it’s only possible to find the state of health by adapting with a true sense of “rehabilitation” not by trying to restore the previous state. In rural communities of shrinking societies today, how to deal with post-disaster landscape is a pressing question. When the land itself is radically transformed by an earthquake, and tangible things and built environment are radically altered or lost, we have to confront our fragility. In declining communities, not only physical structures, but also social and cultural systems, are vulnerable to disappearance. Many residents may not return, and depopulation trends often accelerate after the event. This thesis tries to reframe disaster not just as a destruction, but as an transformative agent and an active catalyst for landscape rehabilitation in these communities. This thesis uses a comparative, multidimensional, interdisciplinary methodology to examine earthquake-impacted landscapes and propose recommendations for their rehabilitation. The approach combines comparative case studies across different historical earthquakes in Italy and Japan. by comparing 3 scales which are: large landscape transformation, social reconstruction impacts on local landscape, and intangible heritages along with the recovery of the community landscape , the comparative analysis aims to distill lessons learned that can inform future rehabilitation strategies. Recommendations will be made at the end for improving reconstruction guidelines and rehabilitation strategies for future disasters especially in Italy and Japan where the studies are done. The thesis tries to shift our eyes to multi scalar landscape elements instead of focusing soley on what we can see in front of us.
L’ERARIO, ANDREA
RIGHETTO, GIORGIA
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
10-dic-2025
2024/2025
Cosa succede dopo un terremoto? Quando ci poniamo questa domanda, spesso immaginiamo perdite devastanti: vite umane, case, a volte intere comunità e città. Pensiamo al patrimonio e alle tradizioni distrutti. Quindi, immaginiamo la ricostruzione come un processo di ripristino di tutto ciò che esisteva prima, o di costruzione di qualcosa di completamente nuovo per superare il trauma causato dalla distruzione. Tuttavia, in questo tipo di narrazione, spesso trascuriamo ciò che accade realmente al paesaggio stesso. Raramente riconosciamo quali tipi di trasformazioni ecologiche e spaziali sono causate dai disastri e come le persone interagiscono con esse su diverse scale temporali. Al contrario, miriamo instancabilmente a riportare le nostre vite “alla normalità” il più presto possibile. Tra tutti i disastri, i terremoti potrebbero essere gli agenti di trasformazione più diretti dal punto di vista della terra. I terremoti trasformano letteralmente il corpo della terra. Quando un corpo è diverso da prima, è possibile ritrovare lo stato di salute solo adattandosi con un vero senso di “riabilitazione”, non cercando di ripristinare lo stato precedente. Nelle comunità rurali delle società in declino di oggi, come affrontare il paesaggio post-catastrofe è una questione urgente. Quando la terra stessa viene radicalmente trasformata da un terremoto e le cose tangibili e l'ambiente costruito vengono radicalmente alterati o persi, dobbiamo confrontarci con la nostra fragilità. Nelle comunità in declino, non solo le strutture fisiche, ma anche i sistemi sociali e culturali sono vulnerabili alla scomparsa. Molti residenti potrebbero non tornare e le tendenze di spopolamento spesso accelerano dopo l'evento. Questa tesi cerca di ridefinire il disastro non solo come una distruzione, ma come un agente di trasformazione e un catalizzatore attivo per la riabilitazione del paesaggio in queste comunità. Questa tesi utilizza una metodologia comparativa, multidimensionale e interdisciplinare per esaminare i paesaggi colpiti dal terremoto e proporre raccomandazioni per la loro riabilitazione. L'approccio combina studi comparativi su diversi terremoti storici in Italia e in Giappone. Confrontando tre scale, ovvero: la grande trasformazione del paesaggio, gli impatti della ricostruzione sociale sul paesaggio locale e i patrimoni immateriali insieme al recupero del paesaggio della comunità, l'analisi comparativa mira a distillare le lezioni apprese che possono informare le future strategie di riabilitazione. Alla fine saranno formulate raccomandazioni per migliorare le linee guida di ricostruzione e le strategie di riabilitazione per futuri disastri, in particolare in Italia e in Giappone, dove sono stati condotti gli studi. La tesi cerca di spostare la nostra attenzione su elementi paesaggistici multiscalari invece di concentrarsi esclusivamente su ciò che vediamo davanti a noi.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/247252