The Lessina plateau extends across the provinces of Verona, Vicenza, and Trento; it is within this specific territory that the thesis’s reasoning is rooted. The area is marked by traditional building, contrade, which have developed and changed their form, and with them the landscape. It is also marked by buildings from a more recent construction period, which, very often, have served only productive purposes, with little regard for their environmental and architectural impact on the landscape. This is the theme that must be considered to understand how to address the material legacy left by post-war industrial archaeology, now mostly abandoned and constituting non-functional territorial hubs that need to be treated, studied, and revalued. The specific case of the Ceredo hamlet in the municipality of Sant’Anna d’Alfaedo and its pig farm presents the problem of abandonment of a structure that no longer fulfills the purpose for which it was conceived. It has been used only for production purposes and now makes no sense to exist in its current form in that specific location, constituting a negative impact on an important landscape node. The logic is to view abandoned buildings as an opportunity, as spatial resources, to be reconsidered and reinvented through a secular transformation with an interest in architectural opportunity and the landscape as a process, understood as something that transforms; with the built environment acting on the landscape, perceived as an entity to be worked on. The paper proposes a rationale based on a logic of partial demolition and reconstruction, given the impossibility of fully repurposing the architectural object; a structure located in a unique landscape area, with a strategic territorial position, also given its inclusion in CAI hiking trails. The project also reconfigures the area’s road network, more appropriately reconnecting the various routes and ensuring improved pedestrian and vehicular access compared to the current state. The new development’s development logic draws on the local environment, directing the opening and views of the project toward the valley and the mountain vistas that form the backdrop to the municipality of Sant’Anna d’Alfaedo. It seeks to enhance the surrounding area, serving as an example for future developments in abandoned industrial buildings. The proposal developed in the design process for a structure with cultural activities, an educational farm, is particularly significant given the architectural structure’s geographic location, given the presence of schools and tourism in the area and the aforementioned hiking trails mapped by the Italian Alpine Club (CAI).

L’altopiano della Lessina si sviluppa nell’area compresa tra le province di Verona, Vicenza e Trento; è in questo territorio specifico che si innesta il ragionamento dell’elaborato di tesi. Il territorio è segnato da costruzioni aderenti alla tradizione, le contrade, che si sono sviluppate e hanno mutato la loro forma, e con esse il territorio, e da costruzioni inerenti a una stagione costruttiva più recente che, con elevata frequenza, hanno presentato solo scopi produttivi, senza curarsi del loro impatto sul territorio, a livello ambientale e architettonico; è su questo tema che è necessario ragionare per capire come trattare l’eredità materiale lasciata dalle archeologie industriali del dopoguerra, oggi perlopiù abbandonate e costituenti dei poli territoriali non funzionali che necessitano di essere trattati, studiati, rivalorizzati. Il caso specifico della frazione di Ceredo del comune di Sant’Anna d’Alfaedo e del suo allevamento di suini presenta un problema di abbandono di una struttura che non adempie ormai al compito per la quale fu concepita e che è stata utilizzata solo per scopi produttivi e che ora non ha senso di esistere nella sua forma odierna, in quel luogo specifico, costituendo un segno negativo in un nodo paesaggistico importante. La logica è quella di guardare i manufatti dismessi come un’opportunità, come delle risorse nello spazio, che vengono guardate e reinventate, attraverso una trasformazione laica con un interesse verso l’opportunità architettonica e la dimensione del paesaggio come processo, inteso come qualcosa che si trasforma; con la dimensione costruita che agisce sul paesaggio percepito come entità su cui lavorare. L’elaborato propone un ragionamento basato su una logica di demolizione parziale e ricostruzione, data l’impossibilità di rifunzionalizzazione totale dell’oggetto architettonico; un ogetto che è ubicato in un’area paesaggistica unica, con una posizione strategica a livello territoriale, dato anche un inserimento in percorsi escursionistici CAI. L’intervento riconfigura anche l’aspetto viabilistico dell’area, riconnettendo in modo più consono le varie tratte e garantendo un accesso pedonale e carrabile migliore dello stato attuale. La logica insediativa del nuovo intervento coglie gli spunti del territorio rivolgendo l’apertura e la visuale dell’intervento verso la valle e le vedute montane che fanno da sfondo al comune di Sant’Anna d’Alfaedo, cercando di valorizzare la porzione territoriale su cui insiste, fungendo da esempio per gli interventi futuri su corpi industriali dismessi. La proposta sviluppata nell’attività progettuale di struttura con attività in ambito culturale, una fattoria didattica, ha un importante valenza per la posizione geografica in cui insiste l’oggetto architettonico, vista la presenza di scuole e turismo sul territorio e i già citati percorsi escursionisti mappati dal CAI.

Trasformare un allevamento abbandonato nel paesaggio rurale della Lessinia : l'architettura contemporanea di una fattoria didattica a Sant'Anna d'Alfaedo

Lazzarato, Riccardo;BECCALLI, MATTEO FRANCESCO
2024/2025

Abstract

The Lessina plateau extends across the provinces of Verona, Vicenza, and Trento; it is within this specific territory that the thesis’s reasoning is rooted. The area is marked by traditional building, contrade, which have developed and changed their form, and with them the landscape. It is also marked by buildings from a more recent construction period, which, very often, have served only productive purposes, with little regard for their environmental and architectural impact on the landscape. This is the theme that must be considered to understand how to address the material legacy left by post-war industrial archaeology, now mostly abandoned and constituting non-functional territorial hubs that need to be treated, studied, and revalued. The specific case of the Ceredo hamlet in the municipality of Sant’Anna d’Alfaedo and its pig farm presents the problem of abandonment of a structure that no longer fulfills the purpose for which it was conceived. It has been used only for production purposes and now makes no sense to exist in its current form in that specific location, constituting a negative impact on an important landscape node. The logic is to view abandoned buildings as an opportunity, as spatial resources, to be reconsidered and reinvented through a secular transformation with an interest in architectural opportunity and the landscape as a process, understood as something that transforms; with the built environment acting on the landscape, perceived as an entity to be worked on. The paper proposes a rationale based on a logic of partial demolition and reconstruction, given the impossibility of fully repurposing the architectural object; a structure located in a unique landscape area, with a strategic territorial position, also given its inclusion in CAI hiking trails. The project also reconfigures the area’s road network, more appropriately reconnecting the various routes and ensuring improved pedestrian and vehicular access compared to the current state. The new development’s development logic draws on the local environment, directing the opening and views of the project toward the valley and the mountain vistas that form the backdrop to the municipality of Sant’Anna d’Alfaedo. It seeks to enhance the surrounding area, serving as an example for future developments in abandoned industrial buildings. The proposal developed in the design process for a structure with cultural activities, an educational farm, is particularly significant given the architectural structure’s geographic location, given the presence of schools and tourism in the area and the aforementioned hiking trails mapped by the Italian Alpine Club (CAI).
CAZZANIGA, GIULIA
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
10-dic-2025
2024/2025
L’altopiano della Lessina si sviluppa nell’area compresa tra le province di Verona, Vicenza e Trento; è in questo territorio specifico che si innesta il ragionamento dell’elaborato di tesi. Il territorio è segnato da costruzioni aderenti alla tradizione, le contrade, che si sono sviluppate e hanno mutato la loro forma, e con esse il territorio, e da costruzioni inerenti a una stagione costruttiva più recente che, con elevata frequenza, hanno presentato solo scopi produttivi, senza curarsi del loro impatto sul territorio, a livello ambientale e architettonico; è su questo tema che è necessario ragionare per capire come trattare l’eredità materiale lasciata dalle archeologie industriali del dopoguerra, oggi perlopiù abbandonate e costituenti dei poli territoriali non funzionali che necessitano di essere trattati, studiati, rivalorizzati. Il caso specifico della frazione di Ceredo del comune di Sant’Anna d’Alfaedo e del suo allevamento di suini presenta un problema di abbandono di una struttura che non adempie ormai al compito per la quale fu concepita e che è stata utilizzata solo per scopi produttivi e che ora non ha senso di esistere nella sua forma odierna, in quel luogo specifico, costituendo un segno negativo in un nodo paesaggistico importante. La logica è quella di guardare i manufatti dismessi come un’opportunità, come delle risorse nello spazio, che vengono guardate e reinventate, attraverso una trasformazione laica con un interesse verso l’opportunità architettonica e la dimensione del paesaggio come processo, inteso come qualcosa che si trasforma; con la dimensione costruita che agisce sul paesaggio percepito come entità su cui lavorare. L’elaborato propone un ragionamento basato su una logica di demolizione parziale e ricostruzione, data l’impossibilità di rifunzionalizzazione totale dell’oggetto architettonico; un ogetto che è ubicato in un’area paesaggistica unica, con una posizione strategica a livello territoriale, dato anche un inserimento in percorsi escursionistici CAI. L’intervento riconfigura anche l’aspetto viabilistico dell’area, riconnettendo in modo più consono le varie tratte e garantendo un accesso pedonale e carrabile migliore dello stato attuale. La logica insediativa del nuovo intervento coglie gli spunti del territorio rivolgendo l’apertura e la visuale dell’intervento verso la valle e le vedute montane che fanno da sfondo al comune di Sant’Anna d’Alfaedo, cercando di valorizzare la porzione territoriale su cui insiste, fungendo da esempio per gli interventi futuri su corpi industriali dismessi. La proposta sviluppata nell’attività progettuale di struttura con attività in ambito culturale, una fattoria didattica, ha un importante valenza per la posizione geografica in cui insiste l’oggetto architettonico, vista la presenza di scuole e turismo sul territorio e i già citati percorsi escursionisti mappati dal CAI.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/247292