This thesis seeks to explore the relationship between music, architecture, and regeneration through a proposal to expand the Giuseppe Verdi Conservatory in Milan’s Rogoredo neighborhood. Rogoredo is characterized by a strong industrial heritage and a history marked by periods of neglect and more recent redevelopment initiatives. The project aims to expand the range of cultural venues and contribute to urban regeneration processes. This intervention therefore arises from the need to solve the conservatory’s spatial issues and the social issues of the area, shaping as a civic and cultural hub, in line with the issues highlighted by the PGT (Territorial Government Plan) and a vision of the city that promotes green corridors and new public services. The presence of the former Ex-Chimici building on the site, which is being preserved and integrated into the project, symbolizes the industrial heritage of the area, providing a physical reference point that roots the House of Music in the location. The complex is not intended to be an isolated object, but rather a permeable urban infrastructure, ensuring the continuity of the green system and pedestrian paths. Architecture acts as a means of creating a community identity, interpreting music not only as art but as a collective practice that generates a sense of belonging. The auditorium is designed to ensure acoustic quality and flexibility of use, and the teaching spaces are designed as places for collective and individual activities, organized according to thermal and acoustic comfort and natural light. The public areas - pathways, rest areas, sensory garden - become places of transition and permanence, where music is an opportunity for students and residents to meet. The project follows the principle of integrated sustainability, using durable materials that are as sustainable and recyclable as possible, and incorporating specific vegetation to support the climate and environment.

Questa tesi si ripropone di esplorare il rapporto tra musica, architettura e rigenerazione attraverso una proposta di ampliamento del conservatorio Giuseppe Verdi di Milano nel quartiere di Rogoredo. Rogoredo è un quartiere caratterizzato da una forte eredità industriale, e da una storia fatta di fasi di abbandono e iniziative più recenti orientate alla riqualificazione. Il progetto si pone come obiettivi quelli di ampliare l’offerta di luoghi culturali e di contribuire ai processi di rigenerazione urbana. Questo intervento nasce dunque dall’esigenza di risolvere le questioni spaziali del conservatorio e quelle sociali dell’area, configurandosi come un polo civico e culturale, in linea con le questioni evidenziate dal PGT e di una visione della città che promuove corridoi verdi e nuovi servizi pubblici. La presenza della Palazzina Ex-Chimici nel sito, che viene conservata e integrata nel progetto, si fa simbolo dell’eredità industriale dell’area, costituendo un riferimento materiale che radica la House of Music nel luogo. Il complesso non vuole porsi come oggetto isolato, bensì come infrastruttura urbana permeabile, garantendo continuità del sistema del verde e dei percorsi pedonali. L’architettura si pone come mezzo per creare un’identità comunitaria, interpretando la musica non solo come arte ma come pratica collettiva che genera appartenenza. L’auditorium è concepito per garantire qualità acustica e flessibilità d’uso, e gli spazi didattici come luogo di attività collettiva e individuale, organizzati secondo il comfort termo-acustico e della luce naturale. Le aree pubbliche - i percorsi, gli spazi di sosta, il sensory garden – diventano luogo di transizione e di permanenza, in cui la musica è occasione di incontro tra studenti e abitanti. Il progetto segue la linea della sostenibilità integrata, impiegando materiali durevoli e il più possibile sostenibili e riciclabili, e inserendo vegetazione specifica come supporto climatico e ambientale.

House of music

Frattallone, Chiara;Berseneva, Anastasiia;BRZEK, MARIA
2024/2025

Abstract

This thesis seeks to explore the relationship between music, architecture, and regeneration through a proposal to expand the Giuseppe Verdi Conservatory in Milan’s Rogoredo neighborhood. Rogoredo is characterized by a strong industrial heritage and a history marked by periods of neglect and more recent redevelopment initiatives. The project aims to expand the range of cultural venues and contribute to urban regeneration processes. This intervention therefore arises from the need to solve the conservatory’s spatial issues and the social issues of the area, shaping as a civic and cultural hub, in line with the issues highlighted by the PGT (Territorial Government Plan) and a vision of the city that promotes green corridors and new public services. The presence of the former Ex-Chimici building on the site, which is being preserved and integrated into the project, symbolizes the industrial heritage of the area, providing a physical reference point that roots the House of Music in the location. The complex is not intended to be an isolated object, but rather a permeable urban infrastructure, ensuring the continuity of the green system and pedestrian paths. Architecture acts as a means of creating a community identity, interpreting music not only as art but as a collective practice that generates a sense of belonging. The auditorium is designed to ensure acoustic quality and flexibility of use, and the teaching spaces are designed as places for collective and individual activities, organized according to thermal and acoustic comfort and natural light. The public areas - pathways, rest areas, sensory garden - become places of transition and permanence, where music is an opportunity for students and residents to meet. The project follows the principle of integrated sustainability, using durable materials that are as sustainable and recyclable as possible, and incorporating specific vegetation to support the climate and environment.
DOTELLI, GIOVANNI
PECORA, CORRADO
SARTO, LUCA
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
10-dic-2025
2024/2025
Questa tesi si ripropone di esplorare il rapporto tra musica, architettura e rigenerazione attraverso una proposta di ampliamento del conservatorio Giuseppe Verdi di Milano nel quartiere di Rogoredo. Rogoredo è un quartiere caratterizzato da una forte eredità industriale, e da una storia fatta di fasi di abbandono e iniziative più recenti orientate alla riqualificazione. Il progetto si pone come obiettivi quelli di ampliare l’offerta di luoghi culturali e di contribuire ai processi di rigenerazione urbana. Questo intervento nasce dunque dall’esigenza di risolvere le questioni spaziali del conservatorio e quelle sociali dell’area, configurandosi come un polo civico e culturale, in linea con le questioni evidenziate dal PGT e di una visione della città che promuove corridoi verdi e nuovi servizi pubblici. La presenza della Palazzina Ex-Chimici nel sito, che viene conservata e integrata nel progetto, si fa simbolo dell’eredità industriale dell’area, costituendo un riferimento materiale che radica la House of Music nel luogo. Il complesso non vuole porsi come oggetto isolato, bensì come infrastruttura urbana permeabile, garantendo continuità del sistema del verde e dei percorsi pedonali. L’architettura si pone come mezzo per creare un’identità comunitaria, interpretando la musica non solo come arte ma come pratica collettiva che genera appartenenza. L’auditorium è concepito per garantire qualità acustica e flessibilità d’uso, e gli spazi didattici come luogo di attività collettiva e individuale, organizzati secondo il comfort termo-acustico e della luce naturale. Le aree pubbliche - i percorsi, gli spazi di sosta, il sensory garden – diventano luogo di transizione e di permanenza, in cui la musica è occasione di incontro tra studenti e abitanti. Il progetto segue la linea della sostenibilità integrata, impiegando materiali durevoli e il più possibile sostenibili e riciclabili, e inserendo vegetazione specifica come supporto climatico e ambientale.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/247313