The research reconstructs, through a historical and critical excursus, the evolution of the Italian motorway system and its service areas, with particular attention to the emblematic case of the Autostrada del Sole. It explores both the technical-engineering aspects and the impact of this modern heritage on the collective imagination and the landscape. Within this framework, the study explores the figure of Melchiorre Bega, one of the leading protagonists of twentieth-century Italian architecture, focusing on a lesser-known aspect of his work: his contribution to the typological development of motorway service areas. This experience originates from Bega’s collaborations with business owner in the confectionery industry during the Milan Fair exhibitions of the 1930s, from which emerged the first experiments in food service areas, where architectural quality assumed a central role in the second generation of motorways. Bega’s contribution stands out for his ability to simultaneously manage multiple design scales, from the detail of design to the territorial configuration, merging architecture, infrastructure, and landscape into a unified language. His typological research aimed at defining flexible and replicable solutions capable of evolving over time while maintaining formal and identity coherence. Through the examined projects of Somaglia and Cantagallo, the thesis highlights the experimental purpose of his approach. In Somaglia, hexagonal modularity generates a continuous system between architecture and landscape, creating a flexible microcosm integrated within the agricultural context. In Cantagallo, on the other hand, the bridge architecture engages a larger scale, defining a symbolic and functional node, part of the so-called “Cantagallo City,” where the inclusion of a church marks a turning point in the conception of the rest area as a place endowed with identity. Finally, the research addresses the fragility of this modern heritage, today compromised by transformations and demolitions, and proposes a conceptual restoration capable of reinterpreting Bega’s founding principles in a contemporary key. The thesis demonstrates how modularity, flexibility, and landscape integration can still serve as effective tools to redefine infrastructural spaces, transferring strategies of urban design into service areas and transforming them into places of relation between infrastructure and territory, between mobility and rest, between technique and perception.

La ricerca ricostruisce, attraverso un excursus storico-critico, l’evoluzione del sistema autostradale italiano e delle sue aree di servizio, con particolare attenzione al caso emblematico dell’Autostrada del Sole, approfondendo sia gli aspetti tecnico-ingegneristici sia l’impatto di questo patrimonio moderno sull’immaginario collettivo e sul paesaggio. In questo contesto, l’elaborato approfondisce la figura di Melchiorre Bega, tra i protagonisti dell’architettura italiana del Novecento, concentrandosi su un aspetto meno indagato della sua opera: il contributo allo sviluppo tipologico delle aree di servizio autostradali. Tale esperienza nasce dalle collaborazioni con imprenditori del settore dolciario durante le manifestazioni della Fiera di Milano dagli anni ’30, da cui derivano le prime sperimentazioni di edifici di ristoro, in cui la qualità architettonica assume un ruolo centrale nella seconda generazione di autostrade. Il contributo di Bega si distingue per la capacità di governare simultaneamente diverse scale di progetto, dal dettaglio di design alla configurazione territoriale, fondendo architettura, infrastruttura e paesaggio in un linguaggio unitario. La sua ricerca tipologica mira alla definizione di soluzioni flessibili e replicabili, capaci di evolvere nel tempo mantenendo coerenza formale e identitaria. Attraverso i casi studio di Somaglia e Cantagallo, la tesi evidenzia la portata sperimentale del suo approccio. A Somaglia, la modularità esagonale genera un sistema continuo tra architettura e paesaggio, configurando un microcosmo flessibile integrato nel contesto agricolo. A Cantagallo, invece, l’architettura a ponte affronta una scala più ampia, definendo un nodo simbolico e funzionale, parte della “Cantagallo City”, dove l’inserimento di una chiesa segna una svolta nella concezione dello spazio della sosta come luogo dotato di identità. Infine, la ricerca affronta la fragilità di questo patrimonio moderno, oggi compromesso da trasformazioni e demolizioni, e propone un restauro concettuale capace di reinterpretare in chiave contemporanea i principi fondativi di Bega. La tesi dimostra come modularità, flessibilità e integrazione paesaggistica possano ancora oggi costituire strumenti efficaci per ridefinire gli spazi infrastrutturali, trasferendo strategie del disegno urbano nelle aree di servizio e trasformandole in luoghi di relazione tra infrastruttura e territorio, tra mobilità e sosta, tra tecnica e percezione.

Le architetture autostradali di Melchiorre Bega tra progetto e patrimonio : le aree di Servizio di Cantagallo e Somaglia

Latini, Alessandra;Umbro, Martina
2024/2025

Abstract

The research reconstructs, through a historical and critical excursus, the evolution of the Italian motorway system and its service areas, with particular attention to the emblematic case of the Autostrada del Sole. It explores both the technical-engineering aspects and the impact of this modern heritage on the collective imagination and the landscape. Within this framework, the study explores the figure of Melchiorre Bega, one of the leading protagonists of twentieth-century Italian architecture, focusing on a lesser-known aspect of his work: his contribution to the typological development of motorway service areas. This experience originates from Bega’s collaborations with business owner in the confectionery industry during the Milan Fair exhibitions of the 1930s, from which emerged the first experiments in food service areas, where architectural quality assumed a central role in the second generation of motorways. Bega’s contribution stands out for his ability to simultaneously manage multiple design scales, from the detail of design to the territorial configuration, merging architecture, infrastructure, and landscape into a unified language. His typological research aimed at defining flexible and replicable solutions capable of evolving over time while maintaining formal and identity coherence. Through the examined projects of Somaglia and Cantagallo, the thesis highlights the experimental purpose of his approach. In Somaglia, hexagonal modularity generates a continuous system between architecture and landscape, creating a flexible microcosm integrated within the agricultural context. In Cantagallo, on the other hand, the bridge architecture engages a larger scale, defining a symbolic and functional node, part of the so-called “Cantagallo City,” where the inclusion of a church marks a turning point in the conception of the rest area as a place endowed with identity. Finally, the research addresses the fragility of this modern heritage, today compromised by transformations and demolitions, and proposes a conceptual restoration capable of reinterpreting Bega’s founding principles in a contemporary key. The thesis demonstrates how modularity, flexibility, and landscape integration can still serve as effective tools to redefine infrastructural spaces, transferring strategies of urban design into service areas and transforming them into places of relation between infrastructure and territory, between mobility and rest, between technique and perception.
AZZOLA, BEATRICE
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
10-dic-2025
2024/2025
La ricerca ricostruisce, attraverso un excursus storico-critico, l’evoluzione del sistema autostradale italiano e delle sue aree di servizio, con particolare attenzione al caso emblematico dell’Autostrada del Sole, approfondendo sia gli aspetti tecnico-ingegneristici sia l’impatto di questo patrimonio moderno sull’immaginario collettivo e sul paesaggio. In questo contesto, l’elaborato approfondisce la figura di Melchiorre Bega, tra i protagonisti dell’architettura italiana del Novecento, concentrandosi su un aspetto meno indagato della sua opera: il contributo allo sviluppo tipologico delle aree di servizio autostradali. Tale esperienza nasce dalle collaborazioni con imprenditori del settore dolciario durante le manifestazioni della Fiera di Milano dagli anni ’30, da cui derivano le prime sperimentazioni di edifici di ristoro, in cui la qualità architettonica assume un ruolo centrale nella seconda generazione di autostrade. Il contributo di Bega si distingue per la capacità di governare simultaneamente diverse scale di progetto, dal dettaglio di design alla configurazione territoriale, fondendo architettura, infrastruttura e paesaggio in un linguaggio unitario. La sua ricerca tipologica mira alla definizione di soluzioni flessibili e replicabili, capaci di evolvere nel tempo mantenendo coerenza formale e identitaria. Attraverso i casi studio di Somaglia e Cantagallo, la tesi evidenzia la portata sperimentale del suo approccio. A Somaglia, la modularità esagonale genera un sistema continuo tra architettura e paesaggio, configurando un microcosmo flessibile integrato nel contesto agricolo. A Cantagallo, invece, l’architettura a ponte affronta una scala più ampia, definendo un nodo simbolico e funzionale, parte della “Cantagallo City”, dove l’inserimento di una chiesa segna una svolta nella concezione dello spazio della sosta come luogo dotato di identità. Infine, la ricerca affronta la fragilità di questo patrimonio moderno, oggi compromesso da trasformazioni e demolizioni, e propone un restauro concettuale capace di reinterpretare in chiave contemporanea i principi fondativi di Bega. La tesi dimostra come modularità, flessibilità e integrazione paesaggistica possano ancora oggi costituire strumenti efficaci per ridefinire gli spazi infrastrutturali, trasferendo strategie del disegno urbano nelle aree di servizio e trasformandole in luoghi di relazione tra infrastruttura e territorio, tra mobilità e sosta, tra tecnica e percezione.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/247323