Despite living in an age of hyperconnection and constant media exposure, sexuality remains a subject marked by taboos, silences, and misinformation. The ease with which sexual content can be accessed online today does not translate into real understanding or conscious communication; on the contrary, the excess of information—often partial, inaccurate, or filtered through cultural stereotypes—feeds embarrassment, prejudice, and misconceptions. In this context, the lack of adequate sex education and the difficulty of discussing these topics openly create inequalities in access to knowledge and hinder the development of a culture grounded in awareness and respect. This thesis explores the role of communication design as a tool to overcome the cultural and social barriers that continue to prevent a free, inclusive, and informed dialogue about sexuality. The research question therefore investigates how sex education can be made more accessible, legitimate, and practicable for young people. To address this, the thesis adopts an interdisciplinary approach: it reconstructs the cultural roots of sexual taboo in Italy, analyzes how the media have shaped the erotic imaginary, examines case studies and campaigns that have engaged with the topic, gathers perspectives from professionals through interviews, and investigates adolescents’ real needs through a questionnaire. The research culminates in an experimental phase embodied in the project Unsaid, a website conceived as a safe digital space where adolescents can anonymously express thoughts, questions, concerns, and opinions related to sexuality and affectivity. The platform is supervised by experts and healthcare professionals, ensuring the quality of responses, the protection of users, and the creation of a space genuinely free from judgment. The results show that when sexuality is presented through simple, visual, and inclusive languages, silence begins to loosen: doubts, curiosity, and a real need for dialogue emerge. Unsaid thus demonstrates that creating a context in which asking becomes possible is already an educational and transformative act.

Nonostante viviamo in un’epoca di iperconnessione e di continua esposizione ai media, la sessualità continua a essere un tema segnato da tabù, silenzi e disinformazione. La facilità con cui oggi si accede online a contenuti legati al sesso non coincide con una reale comprensione né con una comunicazione consapevole: al contrario, l’eccesso di informazioni, spesso parziali, scorrette o filtrate da stereotipi culturali alimenta imbarazzo, pregiudizi e convinzioni sbagliate. In questo quadro, l’assenza di un’educazione sessuale adeguata e la difficoltà di parlarne apertamente creano disuguaglianze nell’accesso al sapere e ostacolano la costruzione di una cultura basata sulla consapevolezza e sul rispetto. Questa tesi esplora il ruolo del design della comunicazione come strumento per superare le barriere culturali e sociali che ancora impediscono un dialogo libero, inclusivo e informato sulla sessualità. La domanda di ricerca indaga dunque in che modo l’educazione sessuale si possa rendere più accessibile, legittima e praticabile per i giovani. Per rispondere, la tesi adotta un approccio interdisciplinare: ricostruisce le radici culturali del tabù sessuale in Italia, analizza come i media abbiano plasmato l’immaginario erotico, esamina casi studio e campagne che hanno affrontato il tema, raccoglie pareri di professionisti attraverso interviste e indaga i bisogni reali degli adolescenti tramite questionario. La ricerca confluisce in una fase sperimentale che prende forma nel progetto Unsaid, un sito web concepito come spazio digitale sicuro in cui gli adolescenti possono esprimere in modo anonimo pensieri, domande, preoccupazioni e opinioni legate alla sessualità e all’affettività. La piattaforma è supervisionata da esperti e professionisti sanitari, che assicurano la qualità delle risposte, la tutela degli utenti e la costruzione di un luogo libero dal giudizio. I risultati mostrano che quando la sessualità viene presentata attraverso linguaggi semplici, visivi e inclusivi, il silenzio si allenta: emergono dubbi, curiosità e un reale bisogno di confronto. Unsaid dimostra così che creare un contesto in cui è possibile chiedere è già un atto educativo e trasformativo.

Unsaid: ripensare il dialogo sulla sessualità, uno spazio sicuro contro tabù e disinformazione

DINOLFO, CARLA
2024/2025

Abstract

Despite living in an age of hyperconnection and constant media exposure, sexuality remains a subject marked by taboos, silences, and misinformation. The ease with which sexual content can be accessed online today does not translate into real understanding or conscious communication; on the contrary, the excess of information—often partial, inaccurate, or filtered through cultural stereotypes—feeds embarrassment, prejudice, and misconceptions. In this context, the lack of adequate sex education and the difficulty of discussing these topics openly create inequalities in access to knowledge and hinder the development of a culture grounded in awareness and respect. This thesis explores the role of communication design as a tool to overcome the cultural and social barriers that continue to prevent a free, inclusive, and informed dialogue about sexuality. The research question therefore investigates how sex education can be made more accessible, legitimate, and practicable for young people. To address this, the thesis adopts an interdisciplinary approach: it reconstructs the cultural roots of sexual taboo in Italy, analyzes how the media have shaped the erotic imaginary, examines case studies and campaigns that have engaged with the topic, gathers perspectives from professionals through interviews, and investigates adolescents’ real needs through a questionnaire. The research culminates in an experimental phase embodied in the project Unsaid, a website conceived as a safe digital space where adolescents can anonymously express thoughts, questions, concerns, and opinions related to sexuality and affectivity. The platform is supervised by experts and healthcare professionals, ensuring the quality of responses, the protection of users, and the creation of a space genuinely free from judgment. The results show that when sexuality is presented through simple, visual, and inclusive languages, silence begins to loosen: doubts, curiosity, and a real need for dialogue emerge. Unsaid thus demonstrates that creating a context in which asking becomes possible is already an educational and transformative act.
ARC III - Scuola del Design
10-dic-2025
2024/2025
Nonostante viviamo in un’epoca di iperconnessione e di continua esposizione ai media, la sessualità continua a essere un tema segnato da tabù, silenzi e disinformazione. La facilità con cui oggi si accede online a contenuti legati al sesso non coincide con una reale comprensione né con una comunicazione consapevole: al contrario, l’eccesso di informazioni, spesso parziali, scorrette o filtrate da stereotipi culturali alimenta imbarazzo, pregiudizi e convinzioni sbagliate. In questo quadro, l’assenza di un’educazione sessuale adeguata e la difficoltà di parlarne apertamente creano disuguaglianze nell’accesso al sapere e ostacolano la costruzione di una cultura basata sulla consapevolezza e sul rispetto. Questa tesi esplora il ruolo del design della comunicazione come strumento per superare le barriere culturali e sociali che ancora impediscono un dialogo libero, inclusivo e informato sulla sessualità. La domanda di ricerca indaga dunque in che modo l’educazione sessuale si possa rendere più accessibile, legittima e praticabile per i giovani. Per rispondere, la tesi adotta un approccio interdisciplinare: ricostruisce le radici culturali del tabù sessuale in Italia, analizza come i media abbiano plasmato l’immaginario erotico, esamina casi studio e campagne che hanno affrontato il tema, raccoglie pareri di professionisti attraverso interviste e indaga i bisogni reali degli adolescenti tramite questionario. La ricerca confluisce in una fase sperimentale che prende forma nel progetto Unsaid, un sito web concepito come spazio digitale sicuro in cui gli adolescenti possono esprimere in modo anonimo pensieri, domande, preoccupazioni e opinioni legate alla sessualità e all’affettività. La piattaforma è supervisionata da esperti e professionisti sanitari, che assicurano la qualità delle risposte, la tutela degli utenti e la costruzione di un luogo libero dal giudizio. I risultati mostrano che quando la sessualità viene presentata attraverso linguaggi semplici, visivi e inclusivi, il silenzio si allenta: emergono dubbi, curiosità e un reale bisogno di confronto. Unsaid dimostra così che creare un contesto in cui è possibile chiedere è già un atto educativo e trasformativo.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/247373