In recent years, the Lessinia region has undergone progressive depopulation: local communities have gradually migrated to more developed urban centres, partly due to the fragmented nature of the area’s urban fabric. This phenomenon has led to the abandonment of numerous plots of land and small clusters of houses, known as contrade, which are now often unused and in a state of disrepair. This has led to an increase in the abandonment of land used for agriculture and pastoralism, which over the centuries has been a fundamental part of the district’s subsistence system, and to the gradual abandonment of some tracks and paths that have become secondary to the point of almost disappearing from the territory, allowing vegetation to engulf them in some parts. At the same time, however, a contrary process has taken place. There has been a flow, linked to leisure time, which reverses the direction and rises from the underlying area of Verona, becoming a new resource in the territory, but no longer consistent with the system that regulated Lessinia in the past. The research therefore aims to investigate the interaction between this new flow and local communities, with the intention of implementing a strategy that triggers processes of reactivation of the districts, starting with the reuse of agro-pastoral spaces, such as orchards, vineyards, agricultural land, pastures and meadows, and the consequent restoration of surrounding agricultural structures, such as barns, stables and manure pits. The thesis therefore identifies a strategically interesting area, consisting of a system of small districts branching off from a larger nucleus, geographically located halfway between the Veronese hinterland and the upper Lessinia area, which allows for the study of a system of reconnections, to which the agricultural system is linked, starting from a strategic point of intervention. The grafting focuses on the Crobiol area, which is already showing some delicate signs of recovery. In fact, despite the almost total abandonment of the buildings, some informal practices of using parts of the surrounding area are still active, which represent an interesting starting point. The aim is therefore to consolidate this process, with minimal but necessary actions to ensure that a structure is available in the area to give rise to a system of social cooperation that can involve local users and those linked to new flows of people, so that this encourages the meeting of these two entities, promoting models of regenerative agriculture and encouraging, in a subsequent phase, a gradual permanent reintegration within the area.

Negli anni passati la regione della Lessinia ha subito un progressivo spopolamento: le comunità locali hanno progressivamente migrato verso centri urbani più sviluppati, a causa anche della frammentarietà del tessuto urbano dell’area. Questo fenomeno ha, di conseguenza, portato all’abbandono di numerosi terreni e di piccoli agglomerati di case, le contrade, oggi spesso inutilizzate ed in stato di degrado. Ciò ha portato ad un incremento dell’abbandono dei terreni ad uso agropastorale, che nei secoli sono stati parte fondamentale del sistema di sussistenza della contrada e ad un progressivo abbandono di alcuni tracciati e percorsi che sono divenuti secondari sino quasi a scomparire nel territorio, lasciando che la vegetazione li inglobasse in alcune parti. Allo stesso tempo però è avvenuto un processo contrario. Si è verificato un flusso, legato al tempo libero, che inverte la direzione e sale dalla sottostante area di Verona, che diviene una nuova risorsa sul territorio, non più però coerente con il sistema che regolava la Lessinia nel passato. La ricerca si pone quindi l’obiettivo di indagare l’interazione tra questo nuovo flusso e le comunità locali, con l’intenzione di attuare una strategia che inneschi processi di riattivazione delle contrade a partire dal riutilizzo degli spazi agropastorali, quali frutteti, vigneti, terreni agricoli, pascoli e prati, e del conseguente ripristino delle strutture agricole circostanti, quali fienili, stalle e concimaie. La tesi individua quindi una area strategicamente interessante, composta da un sistema di piccole contrade che si diramano da un nucleo maggiore, geograficamente collocata a metà tra l’hinterland veronese e la zona dell’alta Lessinia, che permettono di studiare un sistema di riconnessioni, a cui si aggancia il sistema agricolo, a partire da un punto strategico di innesto dell’intervento. L’innesto si concentra sull’area di Crobiol, che già mostra spontaneamente alcuni delicati segni di ripartenza, infatti, nonostante il quasi totale abbandono degli edifici, sono tutt’ora attive alcune pratiche informali di utilizzo di porzioni di circostanti, che rappresentano un interessante punto di partenza. L’obiettivo è quindi quello di consolidare questo processo, con azioni minime ma necessarie affinchè sia disponibile nell’area una struttura che dia vita ad un sistema di cooperazione sociale, che possa coinvolgere utenti locali e legati a nuovi flussi di persone, affichè questo favorica l’incontro tra queste due entità, promuovendo modelli di agricoltura rigenerativa ed incoraggiando, in una fase successiva, un graduale reinserimento permanente all’interno dell’area

Innestare. Abitare. Attivazione di sistemi rurali frammentati nella Lessinia occidentale attraverso l'agricoltura collaborativa

Mazzi, Lisa
2024/2025

Abstract

In recent years, the Lessinia region has undergone progressive depopulation: local communities have gradually migrated to more developed urban centres, partly due to the fragmented nature of the area’s urban fabric. This phenomenon has led to the abandonment of numerous plots of land and small clusters of houses, known as contrade, which are now often unused and in a state of disrepair. This has led to an increase in the abandonment of land used for agriculture and pastoralism, which over the centuries has been a fundamental part of the district’s subsistence system, and to the gradual abandonment of some tracks and paths that have become secondary to the point of almost disappearing from the territory, allowing vegetation to engulf them in some parts. At the same time, however, a contrary process has taken place. There has been a flow, linked to leisure time, which reverses the direction and rises from the underlying area of Verona, becoming a new resource in the territory, but no longer consistent with the system that regulated Lessinia in the past. The research therefore aims to investigate the interaction between this new flow and local communities, with the intention of implementing a strategy that triggers processes of reactivation of the districts, starting with the reuse of agro-pastoral spaces, such as orchards, vineyards, agricultural land, pastures and meadows, and the consequent restoration of surrounding agricultural structures, such as barns, stables and manure pits. The thesis therefore identifies a strategically interesting area, consisting of a system of small districts branching off from a larger nucleus, geographically located halfway between the Veronese hinterland and the upper Lessinia area, which allows for the study of a system of reconnections, to which the agricultural system is linked, starting from a strategic point of intervention. The grafting focuses on the Crobiol area, which is already showing some delicate signs of recovery. In fact, despite the almost total abandonment of the buildings, some informal practices of using parts of the surrounding area are still active, which represent an interesting starting point. The aim is therefore to consolidate this process, with minimal but necessary actions to ensure that a structure is available in the area to give rise to a system of social cooperation that can involve local users and those linked to new flows of people, so that this encourages the meeting of these two entities, promoting models of regenerative agriculture and encouraging, in a subsequent phase, a gradual permanent reintegration within the area.
SEMPREBON, GERARDO
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
10-dic-2025
2024/2025
Negli anni passati la regione della Lessinia ha subito un progressivo spopolamento: le comunità locali hanno progressivamente migrato verso centri urbani più sviluppati, a causa anche della frammentarietà del tessuto urbano dell’area. Questo fenomeno ha, di conseguenza, portato all’abbandono di numerosi terreni e di piccoli agglomerati di case, le contrade, oggi spesso inutilizzate ed in stato di degrado. Ciò ha portato ad un incremento dell’abbandono dei terreni ad uso agropastorale, che nei secoli sono stati parte fondamentale del sistema di sussistenza della contrada e ad un progressivo abbandono di alcuni tracciati e percorsi che sono divenuti secondari sino quasi a scomparire nel territorio, lasciando che la vegetazione li inglobasse in alcune parti. Allo stesso tempo però è avvenuto un processo contrario. Si è verificato un flusso, legato al tempo libero, che inverte la direzione e sale dalla sottostante area di Verona, che diviene una nuova risorsa sul territorio, non più però coerente con il sistema che regolava la Lessinia nel passato. La ricerca si pone quindi l’obiettivo di indagare l’interazione tra questo nuovo flusso e le comunità locali, con l’intenzione di attuare una strategia che inneschi processi di riattivazione delle contrade a partire dal riutilizzo degli spazi agropastorali, quali frutteti, vigneti, terreni agricoli, pascoli e prati, e del conseguente ripristino delle strutture agricole circostanti, quali fienili, stalle e concimaie. La tesi individua quindi una area strategicamente interessante, composta da un sistema di piccole contrade che si diramano da un nucleo maggiore, geograficamente collocata a metà tra l’hinterland veronese e la zona dell’alta Lessinia, che permettono di studiare un sistema di riconnessioni, a cui si aggancia il sistema agricolo, a partire da un punto strategico di innesto dell’intervento. L’innesto si concentra sull’area di Crobiol, che già mostra spontaneamente alcuni delicati segni di ripartenza, infatti, nonostante il quasi totale abbandono degli edifici, sono tutt’ora attive alcune pratiche informali di utilizzo di porzioni di circostanti, che rappresentano un interessante punto di partenza. L’obiettivo è quindi quello di consolidare questo processo, con azioni minime ma necessarie affinchè sia disponibile nell’area una struttura che dia vita ad un sistema di cooperazione sociale, che possa coinvolgere utenti locali e legati a nuovi flussi di persone, affichè questo favorica l’incontro tra queste due entità, promuovendo modelli di agricoltura rigenerativa ed incoraggiando, in una fase successiva, un graduale reinserimento permanente all’interno dell’area
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