The thesis proposes a regeneration project for the residual railway urban area of Pescara Centrale Station through the creation of a new cultural hub, conceived as an urban place capable of reconnecting not only the city’s various parts but also its landscape and historical identity. The project is part of a shared masterplan, developed in accordance with the city’s historical axes and alignments, within which the architectures selected for in-depth study are identified as key elements. The theatre, the paired towers and the museum assume the role of interpreting the same spatial and compositional principles, establishing a coherent dialogue between public space and built form. The Ex Machina Theatre represents the core of the research, where functional complexity, structural experimentation, and building systems converge in a single architectural organism; it embodies the tensions generating the masterplan, emphasising them and using them as guiding lines for the distribution of its extended volumes. The twin towers address contemporary living and urban density, while the museum, positioned as the end of the central axis, becomes a space of passage and pause. Taken together, the three interventions translate the principles of the masterplan into architecture, exploring the continuity between concept and construction and integrating composition, structure, and technology. This system of closely interrelated buildings thus becomes not only an urban project, but a true laboratory of design coherence, in which architectural vision engages with the constructive and environmental realities of the site.

La tesi propone un processo di rigenerazione dell’area di risulta della Stazione di Pescara Centrale attraverso la definizione di un nuovo polo culturale, concepito come luogo urbano capace di ricucire il rapporto tra diverse parti della città, il paesaggio e la sua storia. In particolar modo, il progetto nasce da un masterplan condiviso, elaborato nel rispetto degli assi e dei tracciati storici della città, all’interno del quale le architetture scelte per l’approfondimento sono individuate come elementi cardine. Il teatro, le torri binate e il museo assumono il ruolo di interpretare gli stessi principi spaziali e compositivi, costruendo un dialogo coerente tra spazio pubblico e forma costruita. Il teatro Ex Machina costituisce il cuore della ricerca, dove la complessità funzionale, la sperimentazione strutturale e la componente impiantistica si intrecciano in un unico organismo architettonico; esso racchiude in sé le tensioni caratterizzanti il masterplan, assecondandole e utilizzandole come direttrici per la distribuzione dei volumi estesi che lo compongono. Le torri binate affrontano il tema dell’abitare contemporaneo e della densità urbana, mentre il museo, terminale dell’asse centrale, diventa spazio di attraversamento e di sosta. Nel loro insieme, i tre interventi traducono in architettura i principi del masterplan, esplorando la continuità tra idea e costruzione, coniugando tra loro composizione, struttura e tecnologia. Questo sistema di edifici, che opera in stretta relazione, diventa così non solo uno spazio urbano, ma un vero e proprio laboratorio di coerenza progettuale, in cui la visione architettonica si confronta con la realtà costruttiva e ambientale del luogo.

Ex machina : architettura e soglie urbane nell’area di risulta della stazione di Pescara Centrale

Frassineti, Silvia;Braggion, Mattia Michael;Hamedi, Abdessamad
2024/2025

Abstract

The thesis proposes a regeneration project for the residual railway urban area of Pescara Centrale Station through the creation of a new cultural hub, conceived as an urban place capable of reconnecting not only the city’s various parts but also its landscape and historical identity. The project is part of a shared masterplan, developed in accordance with the city’s historical axes and alignments, within which the architectures selected for in-depth study are identified as key elements. The theatre, the paired towers and the museum assume the role of interpreting the same spatial and compositional principles, establishing a coherent dialogue between public space and built form. The Ex Machina Theatre represents the core of the research, where functional complexity, structural experimentation, and building systems converge in a single architectural organism; it embodies the tensions generating the masterplan, emphasising them and using them as guiding lines for the distribution of its extended volumes. The twin towers address contemporary living and urban density, while the museum, positioned as the end of the central axis, becomes a space of passage and pause. Taken together, the three interventions translate the principles of the masterplan into architecture, exploring the continuity between concept and construction and integrating composition, structure, and technology. This system of closely interrelated buildings thus becomes not only an urban project, but a true laboratory of design coherence, in which architectural vision engages with the constructive and environmental realities of the site.
GALLO STAMPINO, PAOLA
MPAMPATSIKOS, VASSILIS
OLIARO, PAOLO
RE CECCONI, FULVIO
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
10-dic-2025
2024/2025
La tesi propone un processo di rigenerazione dell’area di risulta della Stazione di Pescara Centrale attraverso la definizione di un nuovo polo culturale, concepito come luogo urbano capace di ricucire il rapporto tra diverse parti della città, il paesaggio e la sua storia. In particolar modo, il progetto nasce da un masterplan condiviso, elaborato nel rispetto degli assi e dei tracciati storici della città, all’interno del quale le architetture scelte per l’approfondimento sono individuate come elementi cardine. Il teatro, le torri binate e il museo assumono il ruolo di interpretare gli stessi principi spaziali e compositivi, costruendo un dialogo coerente tra spazio pubblico e forma costruita. Il teatro Ex Machina costituisce il cuore della ricerca, dove la complessità funzionale, la sperimentazione strutturale e la componente impiantistica si intrecciano in un unico organismo architettonico; esso racchiude in sé le tensioni caratterizzanti il masterplan, assecondandole e utilizzandole come direttrici per la distribuzione dei volumi estesi che lo compongono. Le torri binate affrontano il tema dell’abitare contemporaneo e della densità urbana, mentre il museo, terminale dell’asse centrale, diventa spazio di attraversamento e di sosta. Nel loro insieme, i tre interventi traducono in architettura i principi del masterplan, esplorando la continuità tra idea e costruzione, coniugando tra loro composizione, struttura e tecnologia. Questo sistema di edifici, che opera in stretta relazione, diventa così non solo uno spazio urbano, ma un vero e proprio laboratorio di coerenza progettuale, in cui la visione architettonica si confronta con la realtà costruttiva e ambientale del luogo.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/247418