In the wake of the Industrial Revolution of 19th century America, everyday life inside the home drastically changes, especially for women. The rich social lives and interconnected social webs that women had during the Early Modern Era, dwindle in the newly developed industrial urban environments; women’s place in society and sphere of influence becomes confined inside the walls of their homes. In the narrowing of their social position, Material Feminist movements, concerned with bettering women’s material conditions, activate to find solutions to domestic isolation. A new city, a new neighbourhood, and a new domestic environment are needed to accommodate the needs of a new, modern woman. Kitchen-less houses are one expression of their experimentation. Together, Utopian Socialists and Feminists, set out to found colonies in the underdeveloped American West, that followed the theories of french philosopher Charles Fourier, who promoted collective living arrangements to conquer the isolation and competitive nature of the Industrial Capitalist world. The objective of this thesis is to try and explain the American Industrial Revolution through a female and feminist perspective, from a socio-political point of view, as well as a more Architectural perspective, to try and understand the way one of the first Feminist movements wanted to reshape the Industrial World. American Feminists were influential in the sphere of Architecture and Urban Planning, for their belief that women’s disadvantaged condition in society could only be made equal through the betterment of the material, physical conditions of women’s everyday lives. Moreover, this thesis explores the two Socialist and Feminist Utopias of Topolobampo, in Mexico, and Llano del Rio, in the USA, which were born as experimental communities based on the communitarian, collective theories of Fourier.

Con l’avvento della rivoluzione industriale nell’America del XIX secolo, la vita domestica subisce un cambio radicale, soprattutto per la donna. All’interno delle nuove società urbane ed industriali, le connessioni sociali e i sistemi di sostegno di cui si trovavano a far parte le donne nell’epoca preindustriale vengono meno; il ruolo della donna nella società viene relegato alle quattro mura domestiche. Con lo svilimento del loro ruolo all’interno della società, nascono i primi movimenti materialisti femministi, con l’obiettivo di migliorare le condizioni materiali delle donne e cercare soluzioni al loro isolamento domestico. Soluzioni concrete per una condizione migliore della donna moderna si traducono in progetti per nuove città e quartieri. Appartamenti senza cucina sono solo una delle espressioni di queste sperimentazioni. Insieme, movimenti socialisti utopici e femministi si avventurarono negli Stati Uniti occidentali, all’epoca ancora sottosviluppati, con l’obiettivo di fondare colonie che seguissero gli insegnamenti di Charles Fourier. Il filosofo, con i suoi studi, promuoveva collettivismo e unione sociale per contrastare l’isolamento causato dalla società capitalistica. L’obiettivo di questa tesi è quello di analizzare la rivoluzione industriale americana attraverso una prospettiva femminile e femminista, da un punto di vista socio-politico ed architettonico-urbanistico, e di come uno dei primi movimenti femministi abbia provato a ribellarsi al mondo industriale. Questa tesi vuole approfondire come i movimenti femministi americani furono importanti anche per l’architettura e la pianificazione urbana, in quanto proponevano soluzioni concrete alla posizione svantaggiata della donna nella società. In particolare, nel corso della tesi si analizzano due esempi di utopie socialiste femministe: Topolobambo, in Messico, e Llano del Rio, negli Stati Uniti d’America, nati proprio come comunità sperimentali basate sugli studi di Fourier.

Kitchen-less utopias : a tale of the feminist domestic revolution of 19th century capitalist America

Ricci, Alice Zoe
2024/2025

Abstract

In the wake of the Industrial Revolution of 19th century America, everyday life inside the home drastically changes, especially for women. The rich social lives and interconnected social webs that women had during the Early Modern Era, dwindle in the newly developed industrial urban environments; women’s place in society and sphere of influence becomes confined inside the walls of their homes. In the narrowing of their social position, Material Feminist movements, concerned with bettering women’s material conditions, activate to find solutions to domestic isolation. A new city, a new neighbourhood, and a new domestic environment are needed to accommodate the needs of a new, modern woman. Kitchen-less houses are one expression of their experimentation. Together, Utopian Socialists and Feminists, set out to found colonies in the underdeveloped American West, that followed the theories of french philosopher Charles Fourier, who promoted collective living arrangements to conquer the isolation and competitive nature of the Industrial Capitalist world. The objective of this thesis is to try and explain the American Industrial Revolution through a female and feminist perspective, from a socio-political point of view, as well as a more Architectural perspective, to try and understand the way one of the first Feminist movements wanted to reshape the Industrial World. American Feminists were influential in the sphere of Architecture and Urban Planning, for their belief that women’s disadvantaged condition in society could only be made equal through the betterment of the material, physical conditions of women’s everyday lives. Moreover, this thesis explores the two Socialist and Feminist Utopias of Topolobampo, in Mexico, and Llano del Rio, in the USA, which were born as experimental communities based on the communitarian, collective theories of Fourier.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
10-dic-2025
2024/2025
Con l’avvento della rivoluzione industriale nell’America del XIX secolo, la vita domestica subisce un cambio radicale, soprattutto per la donna. All’interno delle nuove società urbane ed industriali, le connessioni sociali e i sistemi di sostegno di cui si trovavano a far parte le donne nell’epoca preindustriale vengono meno; il ruolo della donna nella società viene relegato alle quattro mura domestiche. Con lo svilimento del loro ruolo all’interno della società, nascono i primi movimenti materialisti femministi, con l’obiettivo di migliorare le condizioni materiali delle donne e cercare soluzioni al loro isolamento domestico. Soluzioni concrete per una condizione migliore della donna moderna si traducono in progetti per nuove città e quartieri. Appartamenti senza cucina sono solo una delle espressioni di queste sperimentazioni. Insieme, movimenti socialisti utopici e femministi si avventurarono negli Stati Uniti occidentali, all’epoca ancora sottosviluppati, con l’obiettivo di fondare colonie che seguissero gli insegnamenti di Charles Fourier. Il filosofo, con i suoi studi, promuoveva collettivismo e unione sociale per contrastare l’isolamento causato dalla società capitalistica. L’obiettivo di questa tesi è quello di analizzare la rivoluzione industriale americana attraverso una prospettiva femminile e femminista, da un punto di vista socio-politico ed architettonico-urbanistico, e di come uno dei primi movimenti femministi abbia provato a ribellarsi al mondo industriale. Questa tesi vuole approfondire come i movimenti femministi americani furono importanti anche per l’architettura e la pianificazione urbana, in quanto proponevano soluzioni concrete alla posizione svantaggiata della donna nella società. In particolare, nel corso della tesi si analizzano due esempi di utopie socialiste femministe: Topolobambo, in Messico, e Llano del Rio, negli Stati Uniti d’America, nati proprio come comunità sperimentali basate sugli studi di Fourier.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/247516