Sound reveals itself as an invisible matter, capable of crossing space and reshaping its deepest structure. This research emerges from listening as a design act, from the desire to understand how the acoustic dimension can not only inhabit architecture, but shape its form, rhythm and presence. Sound is explored as a physical phenomenon, a perceptual experience and a generative tool. Within its wave-like nature and its propagation through space lie compositional principles, formal resonances, and invisible geometries. Matter, in its acoustic response, becomes active, engaged, accessory in a construction that is both technical and poetic. Listening, a bodily and sensitive gesture, opens onto an emotional dimension: space and body meet through vibration, through acoustic memory. Walking, speaking, breathing become acoustic practices, actions that not only trace space but make it resonate. The project becomes a sort of music score, where every built element is also a note, a pause, a rhythm. A further possibility emerges in the relationship between sound and architecture, sound as a code, as a compositional device. Architectures born from an idea of resonance and from a will to harmonize with the environment. It is in this direction that the intervention for the Teatro alle Cave in Sirolo takes shape, a place of stone, echo and landscape, where architecture can engage with the act of listening and become an instrument itself.

Il suono si rivela come materia invisibile, capace di attraversare lo spazio e di modificarne la struttura più profonda. Questa ricerca nasce dall’ascolto come atto progettuale, dal desiderio di comprendere come la dimensione sonora possa non solo abitare l’architettura, ma plasmarne la forma, il ritmo, la presenza. Il suono viene analizzato come fenomeno fisico, come esperienza percettiva e come strumento generativo. Nella sua natura ondulatoria e nella sua propagazione nello spazio si celano principi compositivi, risonanze formali, geometrie invisibili. La materia, nella sua risposta acustica, diventa attiva, partecipe, complice di una costruzione che è insieme tecnica e poetica. L’ascolto, gesto corporeo e sensibile, apre alla dimensione emotiva: spazio e corpo si incontrano nella vibrazione, nella memoria sonora. Camminare, parlare, respirare sono pratiche acustiche, non solo disegnano lo spazio, ma lo fanno suonare. Il progetto diviene così una forma di partitura, in cui ogni elemento costruito è anche nota, pausa, ritmo. Nel rapporto tra suono e architettura si intravede una possibilità ulteriore: il suono come codice, come dispositivo di composizione. Architetture che nascono da un’idea di risonanza e da una volontà di accordo con l’ambiente. È in questa direzione che prende forma l’intervento per il Teatro alle Cave di Sirolo, luogo di pietra, eco e paesaggio, dove l’architettura può misurarsi con l’ascolto e farsi strumento.

The acoustic analogy : sound as a design tool between space, body and landscape

Vegliò, Sofia
2024/2025

Abstract

Sound reveals itself as an invisible matter, capable of crossing space and reshaping its deepest structure. This research emerges from listening as a design act, from the desire to understand how the acoustic dimension can not only inhabit architecture, but shape its form, rhythm and presence. Sound is explored as a physical phenomenon, a perceptual experience and a generative tool. Within its wave-like nature and its propagation through space lie compositional principles, formal resonances, and invisible geometries. Matter, in its acoustic response, becomes active, engaged, accessory in a construction that is both technical and poetic. Listening, a bodily and sensitive gesture, opens onto an emotional dimension: space and body meet through vibration, through acoustic memory. Walking, speaking, breathing become acoustic practices, actions that not only trace space but make it resonate. The project becomes a sort of music score, where every built element is also a note, a pause, a rhythm. A further possibility emerges in the relationship between sound and architecture, sound as a code, as a compositional device. Architectures born from an idea of resonance and from a will to harmonize with the environment. It is in this direction that the intervention for the Teatro alle Cave in Sirolo takes shape, a place of stone, echo and landscape, where architecture can engage with the act of listening and become an instrument itself.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
11-dic-2025
2024/2025
Il suono si rivela come materia invisibile, capace di attraversare lo spazio e di modificarne la struttura più profonda. Questa ricerca nasce dall’ascolto come atto progettuale, dal desiderio di comprendere come la dimensione sonora possa non solo abitare l’architettura, ma plasmarne la forma, il ritmo, la presenza. Il suono viene analizzato come fenomeno fisico, come esperienza percettiva e come strumento generativo. Nella sua natura ondulatoria e nella sua propagazione nello spazio si celano principi compositivi, risonanze formali, geometrie invisibili. La materia, nella sua risposta acustica, diventa attiva, partecipe, complice di una costruzione che è insieme tecnica e poetica. L’ascolto, gesto corporeo e sensibile, apre alla dimensione emotiva: spazio e corpo si incontrano nella vibrazione, nella memoria sonora. Camminare, parlare, respirare sono pratiche acustiche, non solo disegnano lo spazio, ma lo fanno suonare. Il progetto diviene così una forma di partitura, in cui ogni elemento costruito è anche nota, pausa, ritmo. Nel rapporto tra suono e architettura si intravede una possibilità ulteriore: il suono come codice, come dispositivo di composizione. Architetture che nascono da un’idea di risonanza e da una volontà di accordo con l’ambiente. È in questa direzione che prende forma l’intervento per il Teatro alle Cave di Sirolo, luogo di pietra, eco e paesaggio, dove l’architettura può misurarsi con l’ascolto e farsi strumento.
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Descrizione: The Acoustic Analogy. Sound as a design tool between space, body and landscape.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/247592