Ada Bursi was one of the first women in Italy to graduate with a degree in architecture and practice the profession. Skilfully turning what could have been an obstacle into a strength, she put herself out there, even contributing to the struggles for women’s emancipation. Despite being a key figure in Turin’s post-war reconstruction, Ada Bursi was overshadowed by her male colleagues and the more famous names in architecture from that period. This thesis aims to redeem her figure by documenting her career at the Technical Service of Public Worksfor the Municipality of Turin and outlining her life, which was marked by sacrifices and personal compromises to achieve her degree and hold that position. Through a review of the projects she realized – ranging from urban planning interventions and monumental pavilions to school complexes and even furniture components – her exceptional talent that allowed her to succeed clearly emerges. Focusing specifically on the school buildings, an analysis of five emblematic cases and an in-depth archive search define her architectural style. This style was heavily influenced by her prior artistic training and her sensitivity to everyone’s needs. In her designs, Bursi sought a «democratic luxury», achieved through attention to detail and a search for innovative solutions, even when dealing with limited resources. Her focus on materials, light, the indoor-outdoor relationship, and the study of pathways thus became her contribution to the standard block models of 20th-century school construction, leading her to define a synthesis between cost-effectiveness, functionality, and the aesthetic value of the spaces.

Ada Bursi è una delle prime donne in Italia a laurearsi in architettura ed esercitare la professione. Abile nel trasformare in un punto di forza quello che avrebbe potuto rappresentare un ostacolo, data la realtà storico-sociale del Paese nei riguardi delle donne, si mette in gioco, contribuendo anche alle lotte per l’emancipazione femminile. Nonostante sia stata la figura di riferimento della ricostruzione post-bellica torinese, Ada Bursi è stata messa in ombra da colleghi uomini e nomi noti dell’architettura di quel periodo. La tesi si pone l’obiettivo di riscattare la sua figura, documentandone la carriera presso il Servizio Tecnico dei Lavori Pubblici del Comune di Torino e delineandone le vita, fatta di sacrifici e rinunce per conseguire la laurea e rivestire quel ruolo. Mediante una rassegna dei progetti da lei realizzati, che spaziano da interventi urbanistici a padiglioni monumentale e da complessi scolastici a componenti d’arredo, emergono le eccezionali doti che le hanno permesso di affermarsi. Soffermandosi sugli edifici scolastici, attraverso l’analisi di cinque casi emblematici e un’approfondita ricerca in archivio, si delinea quindi il suo stile architettonico, fortemente influenzato dalla formazione artistica pregressa e dalla sensibilità ai bisogni di tutti. Nei suoi progetti Bursi ricerca un «lusso democratico», raggiunto attraverso la cura nei dettagli e la ricerca di soluzioni innovative, pur dovendosi confrontare con risorse limitate. L’attenzione ai materiali, alla luce, al rapporto interno-esterno e lo studio dei percorsi diventano così il suo contributo ai blocchi-tipo dell’edilizia scolastica del secondo Novecento, portandola alla definizione di una sintesi tra economicità, funzionalità e valore estetico degli spazi.

Gli edifici scolastici di Ada Bursi : una visione femminile dello spazio

Risi, Roberta
2024/2025

Abstract

Ada Bursi was one of the first women in Italy to graduate with a degree in architecture and practice the profession. Skilfully turning what could have been an obstacle into a strength, she put herself out there, even contributing to the struggles for women’s emancipation. Despite being a key figure in Turin’s post-war reconstruction, Ada Bursi was overshadowed by her male colleagues and the more famous names in architecture from that period. This thesis aims to redeem her figure by documenting her career at the Technical Service of Public Worksfor the Municipality of Turin and outlining her life, which was marked by sacrifices and personal compromises to achieve her degree and hold that position. Through a review of the projects she realized – ranging from urban planning interventions and monumental pavilions to school complexes and even furniture components – her exceptional talent that allowed her to succeed clearly emerges. Focusing specifically on the school buildings, an analysis of five emblematic cases and an in-depth archive search define her architectural style. This style was heavily influenced by her prior artistic training and her sensitivity to everyone’s needs. In her designs, Bursi sought a «democratic luxury», achieved through attention to detail and a search for innovative solutions, even when dealing with limited resources. Her focus on materials, light, the indoor-outdoor relationship, and the study of pathways thus became her contribution to the standard block models of 20th-century school construction, leading her to define a synthesis between cost-effectiveness, functionality, and the aesthetic value of the spaces.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
10-dic-2025
2024/2025
Ada Bursi è una delle prime donne in Italia a laurearsi in architettura ed esercitare la professione. Abile nel trasformare in un punto di forza quello che avrebbe potuto rappresentare un ostacolo, data la realtà storico-sociale del Paese nei riguardi delle donne, si mette in gioco, contribuendo anche alle lotte per l’emancipazione femminile. Nonostante sia stata la figura di riferimento della ricostruzione post-bellica torinese, Ada Bursi è stata messa in ombra da colleghi uomini e nomi noti dell’architettura di quel periodo. La tesi si pone l’obiettivo di riscattare la sua figura, documentandone la carriera presso il Servizio Tecnico dei Lavori Pubblici del Comune di Torino e delineandone le vita, fatta di sacrifici e rinunce per conseguire la laurea e rivestire quel ruolo. Mediante una rassegna dei progetti da lei realizzati, che spaziano da interventi urbanistici a padiglioni monumentale e da complessi scolastici a componenti d’arredo, emergono le eccezionali doti che le hanno permesso di affermarsi. Soffermandosi sugli edifici scolastici, attraverso l’analisi di cinque casi emblematici e un’approfondita ricerca in archivio, si delinea quindi il suo stile architettonico, fortemente influenzato dalla formazione artistica pregressa e dalla sensibilità ai bisogni di tutti. Nei suoi progetti Bursi ricerca un «lusso democratico», raggiunto attraverso la cura nei dettagli e la ricerca di soluzioni innovative, pur dovendosi confrontare con risorse limitate. L’attenzione ai materiali, alla luce, al rapporto interno-esterno e lo studio dei percorsi diventano così il suo contributo ai blocchi-tipo dell’edilizia scolastica del secondo Novecento, portandola alla definizione di una sintesi tra economicità, funzionalità e valore estetico degli spazi.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/247680