L’obiettivo di questa tesi è analizzare lo sviluppo del sistema moda Italia per poi ibridarlo con la tendenza legata alla sostenibilità, sia essa ambientale o sociale, che già da qualche anno interessa sia i campi creativi di architettura, design e arte che la moda inglese, nordeuropea ed americana. Questa tesi intende proporre un metodo progettuale che unisce caratteristiche mutuate dal sistema tradizionale e altre derivanti dai movimenti sostenibili. Analizzare il sistema moda dalle origini ad oggi è il primo passo per comprendere la necessità di una svolta sostenibile: indagando lo sviluppo dei sistemi produttivi dalla nascita del distretto industriale alla delocalizzazione, dal licensing al branding, identifichiamo quelli che sono i fattori insostenibili lungo tutta la filiera. Per poter capire se “una nuova moda è possibile” è necessario studiare i movimenti che sviluppano politiche sociali e ambientali e che vanno ad affiancare il sistema consolidato. Lo studio del Critical Fashion, il movimento nostrano che si basa sul concetto di consumo critico, mutua molti parametri dai tre gruppi internazionali sostenibili: - L’Eco-Moda, incentrata sulla sostenibilità ambientale, fornisce metodi utili per iniziare un produzione zero waste; - La Moda Etica, dedicata alla sostenibilità sociale e legata al movimento fair, lavora su un contesto globale; - La Moda Slow, specializzata sul recupero dei saperi sartoriali e dell’artigianato, sviluppa politiche locali e km0. I tre movimenti nascono da uno scenario creativo molto più vasto: attraverso la loro analisi andate delineandosi delle linee guida trasversali alla filiera con le quali sono stati poi selezionati e analizzati una serie di brand sostenibili che raccontano una “biodiversità progettuale” che identificherà dei modelli di approccio più o meno funzionali. La ricerca trova sfogo in un progetto di moda critica che prevede un sistema modulare che si basa su quattro punti: il recupero di tessuti di qualità, il recupero dei saperi sartoriali, lo studio di cartamodelli classici, rivisitati nella collezione finale, e l’archiviazione dei materiali e delle minuterie che vanno a completare l’immagine d’insieme.
Labö24 : un nuovo approccio per una moda sostenibile
SAVIAN, SARA
2010/2011
Abstract
L’obiettivo di questa tesi è analizzare lo sviluppo del sistema moda Italia per poi ibridarlo con la tendenza legata alla sostenibilità, sia essa ambientale o sociale, che già da qualche anno interessa sia i campi creativi di architettura, design e arte che la moda inglese, nordeuropea ed americana. Questa tesi intende proporre un metodo progettuale che unisce caratteristiche mutuate dal sistema tradizionale e altre derivanti dai movimenti sostenibili. Analizzare il sistema moda dalle origini ad oggi è il primo passo per comprendere la necessità di una svolta sostenibile: indagando lo sviluppo dei sistemi produttivi dalla nascita del distretto industriale alla delocalizzazione, dal licensing al branding, identifichiamo quelli che sono i fattori insostenibili lungo tutta la filiera. Per poter capire se “una nuova moda è possibile” è necessario studiare i movimenti che sviluppano politiche sociali e ambientali e che vanno ad affiancare il sistema consolidato. Lo studio del Critical Fashion, il movimento nostrano che si basa sul concetto di consumo critico, mutua molti parametri dai tre gruppi internazionali sostenibili: - L’Eco-Moda, incentrata sulla sostenibilità ambientale, fornisce metodi utili per iniziare un produzione zero waste; - La Moda Etica, dedicata alla sostenibilità sociale e legata al movimento fair, lavora su un contesto globale; - La Moda Slow, specializzata sul recupero dei saperi sartoriali e dell’artigianato, sviluppa politiche locali e km0. I tre movimenti nascono da uno scenario creativo molto più vasto: attraverso la loro analisi andate delineandosi delle linee guida trasversali alla filiera con le quali sono stati poi selezionati e analizzati una serie di brand sostenibili che raccontano una “biodiversità progettuale” che identificherà dei modelli di approccio più o meno funzionali. La ricerca trova sfogo in un progetto di moda critica che prevede un sistema modulare che si basa su quattro punti: il recupero di tessuti di qualità, il recupero dei saperi sartoriali, lo studio di cartamodelli classici, rivisitati nella collezione finale, e l’archiviazione dei materiali e delle minuterie che vanno a completare l’immagine d’insieme.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/10589/24783