Project-Based Organizations (PBOs) are increasingly confronted with workforce ageing, yet ageism remains an overlooked form of inequality within project environments. While workplace ageism has been widely examined in traditional settings, limited attention has been paid to how age-based bias operates in PBOs, where temporary teams, discretionary project allocation and rapid technological change may intensify exclusionary dynamics. Moreover, the gap between formal anti- age discrimination frameworks and their practical implementation remains underexplored. This dissertation investigates how ageism is experienced by senior professionals in PBOs, the main areas in which disadvantage emerges, the drivers sustaining these dynamics, and the related individual and organizational outcomes. A systematic literature review of Scopus-indexed journals was analysed through the Gioia methodology to identify recurring dimensions, drivers and effects of workplace ageism. The framework was complemented by ten semi-structured interviews with professionals aged 50+ working in Italian project-based organizations. Findings show that ageism in PBOs rarely appears as explicit discrimination; rather, it operates through subtle mechanisms embedded in project staffing, access to training and innovation initiatives, restructuring processes and informal networks. Senior professionals are often excluded from high-visibility and innovation-oriented projects due to stereotypes linking youth with adaptability, speed and technological competence, despite their expertise. Economic pressures, digitalisation, managerial habits and cost considerations emerge as key drivers. Outcomes range from reduced engagement and erosion of trust to early exit and long-term career and financial consequences, although some individuals adopt adaptive strategies such as proactive reskilling and role renegotiation. By focusing on PBOs, this study highlights project allocation as a central mechanism through which age inequality is reproduced and exposes the limits of symbolic Diversity & Inclusion policies that fail to address age as a concrete dimension of diversity in practice.

Le Project-Based Organizations (PBOs) si confrontano sempre più con l’invecchiamento della forza lavoro, ma l’ageismo resta una disuguaglianza spesso trascurata nei contesti di progetto. Sebbene la letteratura abbia analizzato l’ageismo nelle organizzazioni tradizionali, poca attenzione è stata dedicata a come il bias legato all’età operi nelle PBOs, dove team temporanei, allocazione discrezionale dei progetti e rapido cambiamento tecnologico possono intensificare dinamiche escludenti. Inoltre, il divario tra i framework formali anti-discriminazione e la loro applicazione pratica è ancora poco esplorato. Questa tesi indaga come l’ageismo venga vissuto dai professionisti senior nelle PBOs, le principali aree di svantaggio, i driver che sostengono tali dinamiche e i relativi esiti individuali e organizzativi. È stata svolta una revisione sistematica della letteratura su riviste indicizzate Scopus, analizzata con la metodologia Gioia per identificare dimensioni, driver ed effetti ricorrenti dell’ageismo sul lavoro. Il quadro teorico è stato integrato da dieci interviste semi-strutturate a professionisti over 50 attivi in PBOs italiane. I risultati mostrano che nelle PBOs l’ageismo raramente assume forme esplicite: agisce invece attraverso meccanismi inseriti nell’assegnazione dei progetti, nell’accesso a formazione e iniziative di innovazione, nei processi di ristrutturazione e nelle reti informali. I professionisti senior sono spesso esclusi da progetti ad alta visibilità e orientati all’innovazione per stereotipi che associano la giovinezza ad adattabilità, velocità e competenze tecnologiche, nonostante l’esperienza. Pressioni economiche, digitalizzazione, abitudini manageriali e logiche di costo emergono come driver interconnessi. Gli esiti includono minore engagement, perdita di fiducia, uscita anticipata e conseguenze di lungo periodo su carriera e finanze, anche se alcuni adottano strategie adattive come reskilling proattivo e rinegoziazione del ruolo. Concentrandosi sulle PBOs, lo studio evidenzia l’allocazione dei progetti come meccanismo centrale di riproduzione delle disuguaglianze legate all’età e i limiti di politiche D&I meramente simboliche.

Exploring age-based discrimination in project-based organization: a focus on senior professional

Vecchio, Riccardo
2024/2025

Abstract

Project-Based Organizations (PBOs) are increasingly confronted with workforce ageing, yet ageism remains an overlooked form of inequality within project environments. While workplace ageism has been widely examined in traditional settings, limited attention has been paid to how age-based bias operates in PBOs, where temporary teams, discretionary project allocation and rapid technological change may intensify exclusionary dynamics. Moreover, the gap between formal anti- age discrimination frameworks and their practical implementation remains underexplored. This dissertation investigates how ageism is experienced by senior professionals in PBOs, the main areas in which disadvantage emerges, the drivers sustaining these dynamics, and the related individual and organizational outcomes. A systematic literature review of Scopus-indexed journals was analysed through the Gioia methodology to identify recurring dimensions, drivers and effects of workplace ageism. The framework was complemented by ten semi-structured interviews with professionals aged 50+ working in Italian project-based organizations. Findings show that ageism in PBOs rarely appears as explicit discrimination; rather, it operates through subtle mechanisms embedded in project staffing, access to training and innovation initiatives, restructuring processes and informal networks. Senior professionals are often excluded from high-visibility and innovation-oriented projects due to stereotypes linking youth with adaptability, speed and technological competence, despite their expertise. Economic pressures, digitalisation, managerial habits and cost considerations emerge as key drivers. Outcomes range from reduced engagement and erosion of trust to early exit and long-term career and financial consequences, although some individuals adopt adaptive strategies such as proactive reskilling and role renegotiation. By focusing on PBOs, this study highlights project allocation as a central mechanism through which age inequality is reproduced and exposes the limits of symbolic Diversity & Inclusion policies that fail to address age as a concrete dimension of diversity in practice.
ING - Scuola di Ingegneria Industriale e dell'Informazione
26-mar-2026
2024/2025
Le Project-Based Organizations (PBOs) si confrontano sempre più con l’invecchiamento della forza lavoro, ma l’ageismo resta una disuguaglianza spesso trascurata nei contesti di progetto. Sebbene la letteratura abbia analizzato l’ageismo nelle organizzazioni tradizionali, poca attenzione è stata dedicata a come il bias legato all’età operi nelle PBOs, dove team temporanei, allocazione discrezionale dei progetti e rapido cambiamento tecnologico possono intensificare dinamiche escludenti. Inoltre, il divario tra i framework formali anti-discriminazione e la loro applicazione pratica è ancora poco esplorato. Questa tesi indaga come l’ageismo venga vissuto dai professionisti senior nelle PBOs, le principali aree di svantaggio, i driver che sostengono tali dinamiche e i relativi esiti individuali e organizzativi. È stata svolta una revisione sistematica della letteratura su riviste indicizzate Scopus, analizzata con la metodologia Gioia per identificare dimensioni, driver ed effetti ricorrenti dell’ageismo sul lavoro. Il quadro teorico è stato integrato da dieci interviste semi-strutturate a professionisti over 50 attivi in PBOs italiane. I risultati mostrano che nelle PBOs l’ageismo raramente assume forme esplicite: agisce invece attraverso meccanismi inseriti nell’assegnazione dei progetti, nell’accesso a formazione e iniziative di innovazione, nei processi di ristrutturazione e nelle reti informali. I professionisti senior sono spesso esclusi da progetti ad alta visibilità e orientati all’innovazione per stereotipi che associano la giovinezza ad adattabilità, velocità e competenze tecnologiche, nonostante l’esperienza. Pressioni economiche, digitalizzazione, abitudini manageriali e logiche di costo emergono come driver interconnessi. Gli esiti includono minore engagement, perdita di fiducia, uscita anticipata e conseguenze di lungo periodo su carriera e finanze, anche se alcuni adottano strategie adattive come reskilling proattivo e rinegoziazione del ruolo. Concentrandosi sulle PBOs, lo studio evidenzia l’allocazione dei progetti come meccanismo centrale di riproduzione delle disuguaglianze legate all’età e i limiti di politiche D&I meramente simboliche.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/250338