This research narrates past, present, and future stories of coexistence with water—of a city that lies on an ancient sea. From its geological past and prehistoric landscapes, through the socialist era and the post-socialist transition into a neoliberal market, to today’s emergence of authoritarian urbanism, Belgrade’s bond with water is best described as a paradox: a city on the water without water—or at least without much life on the water. Accelerated urbanization, marked by land reclamation and altered water flows, has disrupted natural cycles and erased much of the historic waterscape, profoundly shaping socio-cultural attitudes toward water. Yet long before political regimes and ideologies shaped its form, Belgrade was shaped by rivers. Beneath shifting historical layers lies a “deep structure”—a resilient network that continues to sustain urban life. To understand this ambiguous relationship, this research proposes a lens at the intersection of history, sociology, and geography. Using the atlas as both a scientific and conceptual tool, it documents historical events, cultural memories, alternative and future visions of water, capturing human interaction as an evolving dialogue between nature and culture, landscape and perception. Once a socialist housing laboratory, New Belgrade emerges as a key site to be transformed into a socio-ecological laboratory, as its rivers, canals, and wetlands—systematically erased—continue to carry a living infrastructure waiting to be reactivated. Between longing and fear, this research-by-design presents a new eco-hydro-cultural construct at Sava River, one that does not seek to conquer the river or protect itself from it, but to co-live with it in more long-term sustainable ways.

Questa ricerca racconta storie passate, presenti e future di coesistenza con l'acqua, di una città che sorge su un mare antico. Dal suo passato geologico e dai paesaggi preistorici, attraverso l'era socialista e la transizione post-socialista verso un mercato neoliberista, fino all'emergere odierno dell'urbanistica autoritaria, il legame di Belgrado con l'acqua è meglio descritto come un paradosso: una città sull'acqua senza acqua, o almeno senza molta vita sull'acqua. L'urbanizzazione rapida, caratterizzata dalla bonifica dei terreni e dall'alterazione dei corsi d'acqua, ha interrotto i cicli naturali e cancellato gran parte del paesaggio acquatico storico, influenzando profondamente l'atteggiamento socio-culturale nei confronti dell'acqua. Tuttavia, molto prima che i regimi politici e le ideologie ne determinassero la forma, Belgrado era stata plasmata dai fiumi. Sotto gli strati storici mutevoli si trova una “struttura profonda”, una rete resiliente che continua a sostenere la vita urbana. Per capire questa relazione ambigua, questa ricerca propone una lettura che si colloca all'intersezione tra storia, sociologia e geografia. Utilizzando l'atlante come strumento sia scientifico che concettuale, documenta eventi storici, memorie culturali, visioni alternative e future dell'acqua, catturando l'interazione umana come un dialogo in evoluzione tra natura e cultura, paesaggio e percezione. Un volta laboratorio socialista per l'edilizia abitativa, Nuova Belgrado emerge come un sito chiave da trasformare in un laboratorio socio-ecologico, poiché i suoi fiumi, canali e zone umide - sistematicamente cancellati - continuano a trasportare un'infrastruttura vivente in attesa di essere riattivata. Tra desiderio e incertezza, questa ricerca progettuale presenta un nuovo costrutto eco-idro-culturale sul fiume Sava, che non cerca di conquistare il fiume o di proteggersi da esso, ma di convivere con il fiume in modo più sostenibile a lungo termine.

Post-new Belgrade: reimaging the future through the lens of alternative pasts : towards the new form of co-living with Sava river

Nheili, Mona
2024/2025

Abstract

This research narrates past, present, and future stories of coexistence with water—of a city that lies on an ancient sea. From its geological past and prehistoric landscapes, through the socialist era and the post-socialist transition into a neoliberal market, to today’s emergence of authoritarian urbanism, Belgrade’s bond with water is best described as a paradox: a city on the water without water—or at least without much life on the water. Accelerated urbanization, marked by land reclamation and altered water flows, has disrupted natural cycles and erased much of the historic waterscape, profoundly shaping socio-cultural attitudes toward water. Yet long before political regimes and ideologies shaped its form, Belgrade was shaped by rivers. Beneath shifting historical layers lies a “deep structure”—a resilient network that continues to sustain urban life. To understand this ambiguous relationship, this research proposes a lens at the intersection of history, sociology, and geography. Using the atlas as both a scientific and conceptual tool, it documents historical events, cultural memories, alternative and future visions of water, capturing human interaction as an evolving dialogue between nature and culture, landscape and perception. Once a socialist housing laboratory, New Belgrade emerges as a key site to be transformed into a socio-ecological laboratory, as its rivers, canals, and wetlands—systematically erased—continue to carry a living infrastructure waiting to be reactivated. Between longing and fear, this research-by-design presents a new eco-hydro-cultural construct at Sava River, one that does not seek to conquer the river or protect itself from it, but to co-live with it in more long-term sustainable ways.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
26-mar-2026
2024/2025
Questa ricerca racconta storie passate, presenti e future di coesistenza con l'acqua, di una città che sorge su un mare antico. Dal suo passato geologico e dai paesaggi preistorici, attraverso l'era socialista e la transizione post-socialista verso un mercato neoliberista, fino all'emergere odierno dell'urbanistica autoritaria, il legame di Belgrado con l'acqua è meglio descritto come un paradosso: una città sull'acqua senza acqua, o almeno senza molta vita sull'acqua. L'urbanizzazione rapida, caratterizzata dalla bonifica dei terreni e dall'alterazione dei corsi d'acqua, ha interrotto i cicli naturali e cancellato gran parte del paesaggio acquatico storico, influenzando profondamente l'atteggiamento socio-culturale nei confronti dell'acqua. Tuttavia, molto prima che i regimi politici e le ideologie ne determinassero la forma, Belgrado era stata plasmata dai fiumi. Sotto gli strati storici mutevoli si trova una “struttura profonda”, una rete resiliente che continua a sostenere la vita urbana. Per capire questa relazione ambigua, questa ricerca propone una lettura che si colloca all'intersezione tra storia, sociologia e geografia. Utilizzando l'atlante come strumento sia scientifico che concettuale, documenta eventi storici, memorie culturali, visioni alternative e future dell'acqua, catturando l'interazione umana come un dialogo in evoluzione tra natura e cultura, paesaggio e percezione. Un volta laboratorio socialista per l'edilizia abitativa, Nuova Belgrado emerge come un sito chiave da trasformare in un laboratorio socio-ecologico, poiché i suoi fiumi, canali e zone umide - sistematicamente cancellati - continuano a trasportare un'infrastruttura vivente in attesa di essere riattivata. Tra desiderio e incertezza, questa ricerca progettuale presenta un nuovo costrutto eco-idro-culturale sul fiume Sava, che non cerca di conquistare il fiume o di proteggersi da esso, ma di convivere con il fiume in modo più sostenibile a lungo termine.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/250617