In recent decades, design’s role in supporting well-being has expanded beyond individual interventions to embrace systemic approaches. Service Design and Social Innovation now emphasize relational contexts, social networks, and environmental conditions as essential elements for fostering collective flourishing. Similarly, dementia care scholarship has evolved from focusing solely on individual outcomes to examining dyadic relationships, care networks, and community level inclusivity. While both design and dementia care recognize systemic complexity, they often overlook how dynamic interactions among actors, and their connection to broader social, cultural, and institutional structures shape well-being. Current frameworks remain static, favoring subjective well-being metrics over the fluid, reciprocal relationships that sustain (or undermine) care ecosystems. This research uses a programmatic research approach based on immersive, practice-based experimentations. The researcher was embedded for approximately one year within a Dementia Friendly Community in Scotland, conducting auto-ethnographic research and three iterative design experiment clusters: (1) Emergent co-creation of meaningful activities to develop initiatives that amplify reciprocity and agency across care networks; (2) Participatory relational mapping and aligning, which traced interactions among people living with dementia, care partners, and community actors to identify assets and leverage points for re-imagining care; and (3) Embedded, small-scale experimentations to explore how situated design and minor procedural changes can create temporary spaces for negotiation and power rebalancing. The contribution of this study is to illuminate the systemic and relational dynamics that shape well-being in dementia care, moving beyond individual subjective well-being to examine the collective and contextual factors that influence care experiences. This research also challenges dominant deficit paradigms by demonstrating how well-being emerges through cross-systemic resonance. Practical implications advocate for dementia-inclusive co-design methodologies, asset-based community development, and polycentric governance models that institutionalize lived expertise.

Negli ultimi decenni, il ruolo del design nel sostenere il benessere si è espanso oltre interventi individuali per sviluppare approcci sistemici. Il Design dei Servizi e l'Innovazione Sociale oggi enfatizzano i contesti relazionali, le reti sociali e le condizioni ambientali come elementi essenziali per promuovere il benessere collettivo. Allo stesso modo, la ricerca sulla cura della demenza si è evoluta, passando dal concentrarsi esclusivamente sui risultati individuali all'esaminare le relazioni diadiche, le reti di assistenza e l'inclusività a livello di comunità. Sebbene sia il design che la cura della demenza riconoscano la complessità sistemica, spesso trascurano come le interazioni dinamiche tra gli attori e la loro connessione con le più ampie strutture sociali, culturali e istituzionali modellino il benessere. I quadri di riferimento attuali rimangono statici, privilegiando le metriche di benessere soggettivo rispetto alle relazioni fluide e reciproche che sostengono (o minano) gli ecosistemi di cura. Questa ricerca utilizza un approccio di ricerca programmatico basato su sperimentazioni immersive e fondate sulla pratica. La ricercatrice è stata integrata per circa un anno in una Dementia Friendly Community in Scozia, conducendo una ricerca auto-etnografica e tre cluster iterativi di esperimenti di design: (1) Co-creazione emergente di attività significative per sviluppare iniziative che amplifichino la reciprocità e l'agentività attraverso le reti di assistenza; (2) Mappatura e allineamento relazionale partecipativo, che ha tracciato le interazioni tra persone che convivono con la demenza, partner di cura e attori della comunità per identificare risorse e punti di leva per re-immaginare la cura; e (3) Sperimentazioni integrate su piccola scala per esplorare come il design situato e piccoli cambiamenti procedurali possano creare spazi temporanei per la negoziazione e il riequilibrio del potere. Il contributo di questo studio è quello di mettere in luce le dinamiche sistemiche e relazionali che modellano il benessere nella cura della demenza, andando oltre il benessere soggettivo individuale per esaminare i fattori collettivi e contestuali che influenzano le esperienze di cura. Questa ricerca sfida inoltre i paradigmi dominanti basati sul deficit, dimostrando come il benessere emerga attraverso una risonanza trans-sistemica. Le implicazioni pratiche promuovono metodologie di co-design inclusive per la demenza, lo sviluppo di comunità basato sulle risorse (asset-based) e modelli di governance policentrica che istituzionalizzino l'esperienza vissuta.

Service design to promote a systemic and dynamic perspective of well-being in dementia care

Shen, Xiaolin
2025/2026

Abstract

In recent decades, design’s role in supporting well-being has expanded beyond individual interventions to embrace systemic approaches. Service Design and Social Innovation now emphasize relational contexts, social networks, and environmental conditions as essential elements for fostering collective flourishing. Similarly, dementia care scholarship has evolved from focusing solely on individual outcomes to examining dyadic relationships, care networks, and community level inclusivity. While both design and dementia care recognize systemic complexity, they often overlook how dynamic interactions among actors, and their connection to broader social, cultural, and institutional structures shape well-being. Current frameworks remain static, favoring subjective well-being metrics over the fluid, reciprocal relationships that sustain (or undermine) care ecosystems. This research uses a programmatic research approach based on immersive, practice-based experimentations. The researcher was embedded for approximately one year within a Dementia Friendly Community in Scotland, conducting auto-ethnographic research and three iterative design experiment clusters: (1) Emergent co-creation of meaningful activities to develop initiatives that amplify reciprocity and agency across care networks; (2) Participatory relational mapping and aligning, which traced interactions among people living with dementia, care partners, and community actors to identify assets and leverage points for re-imagining care; and (3) Embedded, small-scale experimentations to explore how situated design and minor procedural changes can create temporary spaces for negotiation and power rebalancing. The contribution of this study is to illuminate the systemic and relational dynamics that shape well-being in dementia care, moving beyond individual subjective well-being to examine the collective and contextual factors that influence care experiences. This research also challenges dominant deficit paradigms by demonstrating how well-being emerges through cross-systemic resonance. Practical implications advocate for dementia-inclusive co-design methodologies, asset-based community development, and polycentric governance models that institutionalize lived expertise.
RAMPINO, LUCIA ROSA ELENA
RAMPINO, LUCIA ROSA ELENA
16-mar-2026
Service design to promote a systemic and dynamic perspective of well-being in dementia care
Negli ultimi decenni, il ruolo del design nel sostenere il benessere si è espanso oltre interventi individuali per sviluppare approcci sistemici. Il Design dei Servizi e l'Innovazione Sociale oggi enfatizzano i contesti relazionali, le reti sociali e le condizioni ambientali come elementi essenziali per promuovere il benessere collettivo. Allo stesso modo, la ricerca sulla cura della demenza si è evoluta, passando dal concentrarsi esclusivamente sui risultati individuali all'esaminare le relazioni diadiche, le reti di assistenza e l'inclusività a livello di comunità. Sebbene sia il design che la cura della demenza riconoscano la complessità sistemica, spesso trascurano come le interazioni dinamiche tra gli attori e la loro connessione con le più ampie strutture sociali, culturali e istituzionali modellino il benessere. I quadri di riferimento attuali rimangono statici, privilegiando le metriche di benessere soggettivo rispetto alle relazioni fluide e reciproche che sostengono (o minano) gli ecosistemi di cura. Questa ricerca utilizza un approccio di ricerca programmatico basato su sperimentazioni immersive e fondate sulla pratica. La ricercatrice è stata integrata per circa un anno in una Dementia Friendly Community in Scozia, conducendo una ricerca auto-etnografica e tre cluster iterativi di esperimenti di design: (1) Co-creazione emergente di attività significative per sviluppare iniziative che amplifichino la reciprocità e l'agentività attraverso le reti di assistenza; (2) Mappatura e allineamento relazionale partecipativo, che ha tracciato le interazioni tra persone che convivono con la demenza, partner di cura e attori della comunità per identificare risorse e punti di leva per re-immaginare la cura; e (3) Sperimentazioni integrate su piccola scala per esplorare come il design situato e piccoli cambiamenti procedurali possano creare spazi temporanei per la negoziazione e il riequilibrio del potere. Il contributo di questo studio è quello di mettere in luce le dinamiche sistemiche e relazionali che modellano il benessere nella cura della demenza, andando oltre il benessere soggettivo individuale per esaminare i fattori collettivi e contestuali che influenzano le esperienze di cura. Questa ricerca sfida inoltre i paradigmi dominanti basati sul deficit, dimostrando come il benessere emerga attraverso una risonanza trans-sistemica. Le implicazioni pratiche promuovono metodologie di co-design inclusive per la demenza, lo sviluppo di comunità basato sulle risorse (asset-based) e modelli di governance policentrica che istituzionalizzino l'esperienza vissuta.
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