ABSTRACT (ENG) This thesis investigates the transformation of contemporary clubbing into an audiovisual dispositif in which visual language plays a structuring role in producing belonging, shaping environmental narratives, and intensifying sensory spectacle. Drawing together semiotics, ritual anthropology, design theory, and media studies, the research reconstructs the genealogy of the club as a liminal and communal space, and examines the recent phase as a shift toward hypermedial formats governed by content supply chains, real-time technologies, and platform dynamics that shape attention, memory, and value. The study develops a comparative analysis of case studies across artist-led, brand-led, and venue-led formats, observing how recurring scenographic objects, lighting direction, and immersive screens function as guiding signs that stabilize identity and desire across cities and seasons. A focus on Ibiza 2025 highlights the “politics of experience” as a competitive lever: new immersive infrastructures and editorial strategies integrate music, visuals, and communication, while models of scenographic minimalism sustain an ethos of distinction and rituality. A dedicated in-depth section examines Transmoderna as a laboratory of posthuman club culture between museum and dancefloor, where music increasingly supports a cinematic narrative and AI enters as a co-author through audio-reactive processes and generative tools. To close the analytical framework, the thesis includes an applied module, Transy-responses, conceived as a performative research device: one-word answers and prompt design make visible the minimal grammar through which imaginaries are produced. Overall, the research argues that the visual generates aesthetic value when it operates as an environmental code capable of organizing bodies, temporalities, and perceptual thresholds; it becomes primarily a marketing infrastructure when it reduces experience to a repeatable sign and a metric, thereby rigidifying the plurality of club cultures.

ABSTRACT (ITA) La tesi indaga la trasformazione del clubbing contemporaneo in un dispositivo audiovisivo in cui il linguaggio visivo assume una funzione strutturante nella produzione di appartenenza, nella costruzione di narrazioni ambientali e nella spettacolarizzazione sensoriale. Integrando semiotica, antropologia del rito, teoria del design e media studies, la ricerca ricostruisce la genealogia del club come spazio liminale e comunitario e analizza la fase recente come passaggio verso format ipermediali, governati da filiere di contenuti, tecnologie in real time e dinamiche di piattaforma che incidono su attenzione, memoria e valore. Il lavoro sviluppa una comparazione di casi studio che mette in relazione format artist-led, brand-led e venue-led, osservando come oggetti scenici ricorrenti, regie luminose e schermi immersivi agiscano come segni guida capaci di stabilizzare identità e desiderio attraverso città e stagioni. Il focus su Ibiza 2025 evidenzia la “politica dell’esperienza” come leva competitiva: nuove infrastrutture immersive e strategie editoriali integrano musica, visuals e comunicazione, mentre modelli di minimalismo scenografico preservano un ethos di distinzione e ritualità. Un approfondimento verticale è dedicato a Transmoderna, intesa come laboratorio di club postumano tra museo e dancefloor, in cui la musica tende a sostenere una narrazione filmica e l’AI entra come co-autore attraverso processi audio-reattivi e strumenti generativi. A chiusura dell’impianto analitico, la tesi include un modulo applicato, Transy-responses, concepito come dispositivo performativo di ricerca: risposte in una parola e progettazione di prompt rendono osservabile la grammatica minima con cui si produce immaginario. Nel complesso, la ricerca mostra che il visivo produce valore estetico quando funziona da codice ambientale capace di organizzare corpi, tempi e soglie percettive; diventa infrastruttura prevalentemente di marketing quando riduce l’esperienza a segno ripetibile e a metrica, irrigidendo la pluralità delle culture del club.

Vedere oltre il suono : semiotica e design dell'esperienza audiovisiva nel clubbing contemporaneo, tra ritualità urbana e co-autorialità algoritma

PERCUOCO, LETIZIA
2024/2025

Abstract

ABSTRACT (ENG) This thesis investigates the transformation of contemporary clubbing into an audiovisual dispositif in which visual language plays a structuring role in producing belonging, shaping environmental narratives, and intensifying sensory spectacle. Drawing together semiotics, ritual anthropology, design theory, and media studies, the research reconstructs the genealogy of the club as a liminal and communal space, and examines the recent phase as a shift toward hypermedial formats governed by content supply chains, real-time technologies, and platform dynamics that shape attention, memory, and value. The study develops a comparative analysis of case studies across artist-led, brand-led, and venue-led formats, observing how recurring scenographic objects, lighting direction, and immersive screens function as guiding signs that stabilize identity and desire across cities and seasons. A focus on Ibiza 2025 highlights the “politics of experience” as a competitive lever: new immersive infrastructures and editorial strategies integrate music, visuals, and communication, while models of scenographic minimalism sustain an ethos of distinction and rituality. A dedicated in-depth section examines Transmoderna as a laboratory of posthuman club culture between museum and dancefloor, where music increasingly supports a cinematic narrative and AI enters as a co-author through audio-reactive processes and generative tools. To close the analytical framework, the thesis includes an applied module, Transy-responses, conceived as a performative research device: one-word answers and prompt design make visible the minimal grammar through which imaginaries are produced. Overall, the research argues that the visual generates aesthetic value when it operates as an environmental code capable of organizing bodies, temporalities, and perceptual thresholds; it becomes primarily a marketing infrastructure when it reduces experience to a repeatable sign and a metric, thereby rigidifying the plurality of club cultures.
ARC III - Scuola del Design
26-mar-2026
2024/2025
ABSTRACT (ITA) La tesi indaga la trasformazione del clubbing contemporaneo in un dispositivo audiovisivo in cui il linguaggio visivo assume una funzione strutturante nella produzione di appartenenza, nella costruzione di narrazioni ambientali e nella spettacolarizzazione sensoriale. Integrando semiotica, antropologia del rito, teoria del design e media studies, la ricerca ricostruisce la genealogia del club come spazio liminale e comunitario e analizza la fase recente come passaggio verso format ipermediali, governati da filiere di contenuti, tecnologie in real time e dinamiche di piattaforma che incidono su attenzione, memoria e valore. Il lavoro sviluppa una comparazione di casi studio che mette in relazione format artist-led, brand-led e venue-led, osservando come oggetti scenici ricorrenti, regie luminose e schermi immersivi agiscano come segni guida capaci di stabilizzare identità e desiderio attraverso città e stagioni. Il focus su Ibiza 2025 evidenzia la “politica dell’esperienza” come leva competitiva: nuove infrastrutture immersive e strategie editoriali integrano musica, visuals e comunicazione, mentre modelli di minimalismo scenografico preservano un ethos di distinzione e ritualità. Un approfondimento verticale è dedicato a Transmoderna, intesa come laboratorio di club postumano tra museo e dancefloor, in cui la musica tende a sostenere una narrazione filmica e l’AI entra come co-autore attraverso processi audio-reattivi e strumenti generativi. A chiusura dell’impianto analitico, la tesi include un modulo applicato, Transy-responses, concepito come dispositivo performativo di ricerca: risposte in una parola e progettazione di prompt rendono osservabile la grammatica minima con cui si produce immaginario. Nel complesso, la ricerca mostra che il visivo produce valore estetico quando funziona da codice ambientale capace di organizzare corpi, tempi e soglie percettive; diventa infrastruttura prevalentemente di marketing quando riduce l’esperienza a segno ripetibile e a metrica, irrigidendo la pluralità delle culture del club.
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