This paper analyzes the intersection between patent law and artificial intelligence, with particular reference to the DABUS case, the first AI system listed as an inventor in a patent application. After outlining the fundamental principles of industrial property and the functioning of the patent system at both national and international levels, the study examines the legal, ethical, and philosophical challenges posed by inventions generated or assisted by intelligent systems. Through a comparative approach, the main cases and positions adopted by the competent authorities including the European Patent Office (EPO), the United States Patent and Trademark Office (USPTO), and the courts of Australia and South Africa are analyzed in order to highlight the divergent interpretations regarding the recognition of inventive authorship to machines. The analysis shows how the current legal framework, based on the anthropocentric assumption of a human inventor, is now inadequate to regulate the autonomous creativity of AI, raising questions about the ownership of rights, responsibility, and the balance between the protection of individuals and technological progress. Finally, the paper proposes a reflection on the possible human–machine co-creation, emphasizing the need for a regulatory evolution that preserves the centrality of the human being while at the same time recognizing the innovative value of new artificial intelligence tools as an integral part of the future patent system.

Il presente elaborato analizza l’intersezione tra diritto brevettuale e intelligenza artificiale, con particolare riferimento al caso DABUS, il primo sistema di IA indicato come inventore in una domanda di brevetto. Dopo aver delineato i principi fondamentali della proprietà industriale e il funzionamento del sistema brevettuale a livello nazionale e internazionale, il lavoro indaga le sfide giuridiche, etiche e filosofiche poste dalle invenzioni generate o assistite da sistemi intelligenti. Attraverso un approccio comparativo, vengono esaminati i principali casi e orientamenti delle autorità competenti tra cui l’EPO, l’USPTO e i tribunali australiani e sudafricani al fine di evidenziare la divergenza interpretativa sul riconoscimento della paternità inventiva alle macchine. L’analisi mostra come l’attuale normativa, basata sul presupposto antropocentrico dell’inventore umano, risulti oggi inadeguata a disciplinare la creatività autonoma delle IA, sollevando questioni sulla titolarità dei diritti, sulla responsabilità e sull’equilibrio tra tutela della persona e progresso tecnologico. Il lavoro propone infine una riflessione sulla possibile co-creazione uomo–macchina, sottolineando la necessità di un’evoluzione normativa che salvaguardi la centralità dell’essere umano, ma che al tempo stesso riconosca il valore innovativo dei nuovi strumenti di intelligenza artificiale come parte integrante del futuro sistema brevettuale.

Intelligenza artificiale e i brevetti: il caso Dabus

SACCHETTO, ALESSIO
2025/2026

Abstract

This paper analyzes the intersection between patent law and artificial intelligence, with particular reference to the DABUS case, the first AI system listed as an inventor in a patent application. After outlining the fundamental principles of industrial property and the functioning of the patent system at both national and international levels, the study examines the legal, ethical, and philosophical challenges posed by inventions generated or assisted by intelligent systems. Through a comparative approach, the main cases and positions adopted by the competent authorities including the European Patent Office (EPO), the United States Patent and Trademark Office (USPTO), and the courts of Australia and South Africa are analyzed in order to highlight the divergent interpretations regarding the recognition of inventive authorship to machines. The analysis shows how the current legal framework, based on the anthropocentric assumption of a human inventor, is now inadequate to regulate the autonomous creativity of AI, raising questions about the ownership of rights, responsibility, and the balance between the protection of individuals and technological progress. Finally, the paper proposes a reflection on the possible human–machine co-creation, emphasizing the need for a regulatory evolution that preserves the centrality of the human being while at the same time recognizing the innovative value of new artificial intelligence tools as an integral part of the future patent system.
ING - Scuola di Ingegneria Industriale e dell'Informazione
26-mar-2026
2025/2026
Il presente elaborato analizza l’intersezione tra diritto brevettuale e intelligenza artificiale, con particolare riferimento al caso DABUS, il primo sistema di IA indicato come inventore in una domanda di brevetto. Dopo aver delineato i principi fondamentali della proprietà industriale e il funzionamento del sistema brevettuale a livello nazionale e internazionale, il lavoro indaga le sfide giuridiche, etiche e filosofiche poste dalle invenzioni generate o assistite da sistemi intelligenti. Attraverso un approccio comparativo, vengono esaminati i principali casi e orientamenti delle autorità competenti tra cui l’EPO, l’USPTO e i tribunali australiani e sudafricani al fine di evidenziare la divergenza interpretativa sul riconoscimento della paternità inventiva alle macchine. L’analisi mostra come l’attuale normativa, basata sul presupposto antropocentrico dell’inventore umano, risulti oggi inadeguata a disciplinare la creatività autonoma delle IA, sollevando questioni sulla titolarità dei diritti, sulla responsabilità e sull’equilibrio tra tutela della persona e progresso tecnologico. Il lavoro propone infine una riflessione sulla possibile co-creazione uomo–macchina, sottolineando la necessità di un’evoluzione normativa che salvaguardi la centralità dell’essere umano, ma che al tempo stesso riconosca il valore innovativo dei nuovi strumenti di intelligenza artificiale come parte integrante del futuro sistema brevettuale.
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