This thesis explores the application of design futures in integration and reception centers for migrants, an area that remains largely underexplored. The originality of the research lies in the experimentation with design tools that move beyond the mere production of abstract scenarios, instead aiming to strengthen the dignity, agency, and participation of migrants, fostering concrete micro-changes in their relationship with the future. From this perspective, the thesis proposes an innovative contribution by integrating theory and practice within contexts of social vulnerability. The research focuses in particular on workshop-based activities, laboratories, and Italian L2 courses for foreigners, with the aim of introducing educational and design practices grounded in scientific and psychological references. These activities are conceived to address a dual need: enabling migrants to better understand themselves and, at the same time, to make themselves known, creating authentic opportunities for expression and recognition. Within the contemporary landscape, marked by the pervasiveness of digital technology, the research also addresses the role of technological devices and languages, reconfiguring them in a more analog, relational, and “human” direction, consistent with the needs and conditions of reception contexts. From these premises emerges Domani ti chiamo (“I will call you tomorrow”), a product–system that generates reflective experiences and opportunities for self-discovery and Italian language learning. The project aims to facilitate the adoption of futures thinking as a practice of awareness and action, promoting a mindset oriented toward behavioral change. Furthermore, it offers migrants a space to narrate their experiences directly to citizens, challenging and subverting stereotypical narratives of migration. The intention is to lay the foundations for a network of dialogue between migrants and the local community, working toward the activation of empathy and the construction of new forms of social proximity.

La presente tesi esplora l’applicazione del design futures nei centri di integrazione e accoglienza per persone migranti, un ambito tuttora poco indagato. L’originalità della ricerca risiede nella sperimentazione di strumenti di design che superano la sola produzione di scenari astratti, orientandosi invece a rafforzare dignità, agency e partecipazione delle persone migranti, favorendo micro-cambiamenti concreti nel loro rapporto con il futuro. In questa prospettiva, la tesi propone un contributo innovativo, integrando teoria e pratica all’interno di contesti di vulnerabilità sociale. La ricerca si concentra in particolare su attività laboratoriali, workshop e corsi di italiano L2 per stranieri, con l’obiettivo di introdurre pratiche didattiche e progettuali basate su riferimenti scientifici e psicologici. Tali attività sono concepite per rispondere a una duplice esigenza: permettere alle persone migranti di conoscersi meglio e, al contempo, di farsi conoscere, costruendo occasioni autentiche di espressione e riconoscimento. Nel quadro contemporaneo, segnato dalla pervasività della tecnologia digitale, la ricerca affronta anche il ruolo dei dispositivi e dei linguaggi tecnologici, riformulandoli però in una direzione più analogica, relazionale e “umana”, coerente con i bisogni e le condizioni dei contesti di accoglienza. Da queste premesse nasce Domani ti chiamo, un sistema-prodotto che genera esperienze riflessive e di apprendimento di sé e della lingua italiana. Il progetto mira a facilitare l’adozione del futures thinking come pratica di consapevolezza e azione, promuovendo una mentalità orientata al cambiamento comportamentale. Inoltre, offre alle persone migranti uno spazio per narrare in prima persona le proprie esperienze ai cittadini, mettendo in discussione e sovvertendo le narrazioni stereotipate della migrazione. L’intento è porre le basi per una rete di dialogo tra persone migranti e comunità locale, lavorando sull’attivazione dell’empatia e sulla costruzione di nuove forme di prossimità sociale.

Design futures come cittadinanza nei contesti di accoglienza: agency, apprendimento linguistico e attivazione dell'empatia tra persone migranti e comunità ospitanti

Tofacchi, Filippo
2024/2025

Abstract

This thesis explores the application of design futures in integration and reception centers for migrants, an area that remains largely underexplored. The originality of the research lies in the experimentation with design tools that move beyond the mere production of abstract scenarios, instead aiming to strengthen the dignity, agency, and participation of migrants, fostering concrete micro-changes in their relationship with the future. From this perspective, the thesis proposes an innovative contribution by integrating theory and practice within contexts of social vulnerability. The research focuses in particular on workshop-based activities, laboratories, and Italian L2 courses for foreigners, with the aim of introducing educational and design practices grounded in scientific and psychological references. These activities are conceived to address a dual need: enabling migrants to better understand themselves and, at the same time, to make themselves known, creating authentic opportunities for expression and recognition. Within the contemporary landscape, marked by the pervasiveness of digital technology, the research also addresses the role of technological devices and languages, reconfiguring them in a more analog, relational, and “human” direction, consistent with the needs and conditions of reception contexts. From these premises emerges Domani ti chiamo (“I will call you tomorrow”), a product–system that generates reflective experiences and opportunities for self-discovery and Italian language learning. The project aims to facilitate the adoption of futures thinking as a practice of awareness and action, promoting a mindset oriented toward behavioral change. Furthermore, it offers migrants a space to narrate their experiences directly to citizens, challenging and subverting stereotypical narratives of migration. The intention is to lay the foundations for a network of dialogue between migrants and the local community, working toward the activation of empathy and the construction of new forms of social proximity.
ARC III - Scuola del Design
26-mar-2026
2024/2025
La presente tesi esplora l’applicazione del design futures nei centri di integrazione e accoglienza per persone migranti, un ambito tuttora poco indagato. L’originalità della ricerca risiede nella sperimentazione di strumenti di design che superano la sola produzione di scenari astratti, orientandosi invece a rafforzare dignità, agency e partecipazione delle persone migranti, favorendo micro-cambiamenti concreti nel loro rapporto con il futuro. In questa prospettiva, la tesi propone un contributo innovativo, integrando teoria e pratica all’interno di contesti di vulnerabilità sociale. La ricerca si concentra in particolare su attività laboratoriali, workshop e corsi di italiano L2 per stranieri, con l’obiettivo di introdurre pratiche didattiche e progettuali basate su riferimenti scientifici e psicologici. Tali attività sono concepite per rispondere a una duplice esigenza: permettere alle persone migranti di conoscersi meglio e, al contempo, di farsi conoscere, costruendo occasioni autentiche di espressione e riconoscimento. Nel quadro contemporaneo, segnato dalla pervasività della tecnologia digitale, la ricerca affronta anche il ruolo dei dispositivi e dei linguaggi tecnologici, riformulandoli però in una direzione più analogica, relazionale e “umana”, coerente con i bisogni e le condizioni dei contesti di accoglienza. Da queste premesse nasce Domani ti chiamo, un sistema-prodotto che genera esperienze riflessive e di apprendimento di sé e della lingua italiana. Il progetto mira a facilitare l’adozione del futures thinking come pratica di consapevolezza e azione, promuovendo una mentalità orientata al cambiamento comportamentale. Inoltre, offre alle persone migranti uno spazio per narrare in prima persona le proprie esperienze ai cittadini, mettendo in discussione e sovvertendo le narrazioni stereotipate della migrazione. L’intento è porre le basi per una rete di dialogo tra persone migranti e comunità locale, lavorando sull’attivazione dell’empatia e sulla costruzione di nuove forme di prossimità sociale.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/251234