Typological Reference: Cultural and participatory center Concept: Valorizing a construction site to allow the immediate community to take ownership of their assembling space. This thesis investigates how architecture can create value in places where it has been lost or overlooked. It operates simultaneously at the scale of the site by reactivating abandoned land, and at the scale of materials by reclaiming elements typically dismissed as waste. In doing so, it challenges the dominant take–make–waste model that treats buildings as disposable and leaves behind “ghosts” after their functional life ends. Contemporary architectural practice often reinforces an illusion of permanence, prioritizing creation while neglecting the inevitability of deconstruction. This denial results in the careless abandonment of materials. Confronting impermanence is therefore essential if architecture is to respond meaningfully to ecological and cultural realities. The thesis repositions deconstruction as a central architectural concern. It explores how architecture can acknowledge its temporality both materially—through the reuse and reassembly of components—and immaterially, through shifting cultural value. By embracing cyclical processes of disassembly, reuse, and transformation, the project reframes architectural worth not as fixed in built mass but as embedded in ongoing processes. To ground these principles, the project proposes a cultural and participatory centre in Corvetto as a pilot for reactivating abandoned sites in Milan. Two systems structure the design: 1. A land rotation system of three zones—a forest, a park, and a building—whose uses cyclically exchange to maintain soil health and assert equal territorial rights. 2. A cyclical site (de)construction system o f four steps that recognizes the inherent value of all site elements, natural and artificial, ensuring their continuous reuse. Together, these strategies articulate an architecture that accepts its mortality, foregrounds circularity, and invites the community to participate in the ongoing reassembly of their environment.

Riferimento tipologico: Centro culturale e partecipativo Concetto: Valorizzare un cantiere per permettere alla comunità immediata di appropriarsi del proprio spazio di assemblaggio. Questa tesi indaga come l’architettura possa generare valore in luoghi in cui esso è stato perso o trascurato. Opera alla scala del sito attraverso la riattivazione di aree abbandonate e alla scala dei materiali tramite il recupero di elementi considerati scarti, mettendo in discussione il modello dominante take–make–waste. La pratica architettonica contemporanea tende a privilegiare la creazione, ignorando l’inevitabilità della de-costruzione e favorendo l’abbandono dei materiali. Affrontare l’impermanenza diventa quindi essenziale per rispondere alle attuali condizioni ecologiche e culturali. La tesi riposiziona la de costruzione come tema centrale, esplorando come l’architettura possa riconoscere la propria temporalità sia materialmente — attraverso riuso e riassemblaggio — sia immaterialmente, tramite il mutamento del valore culturale. Abbracciando processi ciclici di smontaggio, riuso e trasformazione, il progetto ridefinisce il valore architettonico come processo in evoluzione. Per tradurre questi principi nella pratica, il progetto propone un centro culturale e partecipativo a Corvetto come intervento pilota per la riattivazione dei siti abbandonati di Milano. Due sistemi ne strutturano l’impianto: 1. Un sistema di rotazione del suolo, articolato in tre zone — foresta, parco ed edificio — che si scambiano ciclicamente le funzioni per mantenere la salute del terreno e garantire pari diritti territoriali. 2. Un sistema ciclico di (de)costruzione, composto da quattro fasi, che riconosce il valore intrinseco degli elementi naturali e artificiali, assicurandone il riuso continuo. Insieme, queste strategie delineano un’architettura che accetta la propria mortalità, valorizza la circolarità e invita la comunità a partecipare al costante riassemblaggio del proprio ambiente.

De constructive Valorization

LEE, KUAN-JUNG;Peponi, Ioanna
2024/2025

Abstract

Typological Reference: Cultural and participatory center Concept: Valorizing a construction site to allow the immediate community to take ownership of their assembling space. This thesis investigates how architecture can create value in places where it has been lost or overlooked. It operates simultaneously at the scale of the site by reactivating abandoned land, and at the scale of materials by reclaiming elements typically dismissed as waste. In doing so, it challenges the dominant take–make–waste model that treats buildings as disposable and leaves behind “ghosts” after their functional life ends. Contemporary architectural practice often reinforces an illusion of permanence, prioritizing creation while neglecting the inevitability of deconstruction. This denial results in the careless abandonment of materials. Confronting impermanence is therefore essential if architecture is to respond meaningfully to ecological and cultural realities. The thesis repositions deconstruction as a central architectural concern. It explores how architecture can acknowledge its temporality both materially—through the reuse and reassembly of components—and immaterially, through shifting cultural value. By embracing cyclical processes of disassembly, reuse, and transformation, the project reframes architectural worth not as fixed in built mass but as embedded in ongoing processes. To ground these principles, the project proposes a cultural and participatory centre in Corvetto as a pilot for reactivating abandoned sites in Milan. Two systems structure the design: 1. A land rotation system of three zones—a forest, a park, and a building—whose uses cyclically exchange to maintain soil health and assert equal territorial rights. 2. A cyclical site (de)construction system o f four steps that recognizes the inherent value of all site elements, natural and artificial, ensuring their continuous reuse. Together, these strategies articulate an architecture that accepts its mortality, foregrounds circularity, and invites the community to participate in the ongoing reassembly of their environment.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
26-mar-2026
2024/2025
Riferimento tipologico: Centro culturale e partecipativo Concetto: Valorizzare un cantiere per permettere alla comunità immediata di appropriarsi del proprio spazio di assemblaggio. Questa tesi indaga come l’architettura possa generare valore in luoghi in cui esso è stato perso o trascurato. Opera alla scala del sito attraverso la riattivazione di aree abbandonate e alla scala dei materiali tramite il recupero di elementi considerati scarti, mettendo in discussione il modello dominante take–make–waste. La pratica architettonica contemporanea tende a privilegiare la creazione, ignorando l’inevitabilità della de-costruzione e favorendo l’abbandono dei materiali. Affrontare l’impermanenza diventa quindi essenziale per rispondere alle attuali condizioni ecologiche e culturali. La tesi riposiziona la de costruzione come tema centrale, esplorando come l’architettura possa riconoscere la propria temporalità sia materialmente — attraverso riuso e riassemblaggio — sia immaterialmente, tramite il mutamento del valore culturale. Abbracciando processi ciclici di smontaggio, riuso e trasformazione, il progetto ridefinisce il valore architettonico come processo in evoluzione. Per tradurre questi principi nella pratica, il progetto propone un centro culturale e partecipativo a Corvetto come intervento pilota per la riattivazione dei siti abbandonati di Milano. Due sistemi ne strutturano l’impianto: 1. Un sistema di rotazione del suolo, articolato in tre zone — foresta, parco ed edificio — che si scambiano ciclicamente le funzioni per mantenere la salute del terreno e garantire pari diritti territoriali. 2. Un sistema ciclico di (de)costruzione, composto da quattro fasi, che riconosce il valore intrinseco degli elementi naturali e artificiali, assicurandone il riuso continuo. Insieme, queste strategie delineano un’architettura che accetta la propria mortalità, valorizza la circolarità e invita la comunità a partecipare al costante riassemblaggio del proprio ambiente.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/251838