In the context of the global climate crisis, the resilience of agricultural systems represents one of the most urgent challenges for the immediate future, necessitating a radical rethinking of scientific research spaces. This necessity is powerfully manifested in the Lomellina territory, a landscape of water and land traditionally shaped by rice cultivation, now vulnerable to environmental shifts. Within this scenario, the Ente Nazionale Risi in Castello d’Agogna (PV) emerges as a fundamental institution with untapped potential, currently hindered by a closed typological model and functional obsolescence that prevents a meaningful dialogue with contemporary societal needs and new territorial adaptation technologies. This thesis proposes an extension project for the existing research center aimed at overcoming this isolation. The design introduces a new building conceived as a multidisciplinary hub, where research moves beyond the laboratories to become a public and educational space. Architecture is not understood here as an autonomous object or a mere volumetric expansion, but as a tectonic synthesis of the site’s specific demands: from the bioclimatic response to the morphology of the horizontal landscape, to the reinterpretation of local material culture. The project thus defines a cultural and scientific infrastructure capable of merging technological innovation and territorial identity into a new paradigm for an open and resilient research center.

Nel contesto della crisi climatica globale, la resilienza dei sistemi agricoli rappresenta una delle sfide più urgenti per il prossimo futuro, imponendo un ripensamento radicale dei luoghi della ricerca scientifica. Tale necessità si manifesta con forza nel territorio della Lomellina, un paesaggio d’acqua e terra tradizionalmente definito dalla risicoltura, oggi vulnerabile ai mutamenti ambientali. In questo scenario l’Ente Nazionale Risi di Castello d’Agogna (PV) emerge come un’istituzione fondamentale, ma dal potenziale inespresso, limitato da un modello tipologico chiuso e da un’obsolescenza funzionale che ne impedisce il dialogo con le nuove necessità della società e le nuove tecnologie di adattamento al territorio. La tesi propone un progetto di estensione dell’attuale centro di ricerca che si pone come superamento di questo isolamento, attraverso la progettazione di un nuovo edificio concepito come un hub multidisciplinare dove la ricerca esce dai laboratori per farsi spazio pubblico e divulgativo. L’architettura non viene intesa come oggetto autonomo o mera espansione volumetrica, ma come sintesi tettonica delle istanze del luogo: dalla risposta bioclimatica alla morfologia del paesaggio orizzontale, fino alla reinterpretazione della cultura materiale locale. Il progetto definisce così un’infrastruttura culturale e scientifica capace di far convergere innovazione tecnologica e identità territoriale in un nuovo paradigma di centro di ricerca aperto e resiliente.

The inhabited line: resilient architecture for research in the italian agricultural landscape

Arrisio, Amedeo
2025/2026

Abstract

In the context of the global climate crisis, the resilience of agricultural systems represents one of the most urgent challenges for the immediate future, necessitating a radical rethinking of scientific research spaces. This necessity is powerfully manifested in the Lomellina territory, a landscape of water and land traditionally shaped by rice cultivation, now vulnerable to environmental shifts. Within this scenario, the Ente Nazionale Risi in Castello d’Agogna (PV) emerges as a fundamental institution with untapped potential, currently hindered by a closed typological model and functional obsolescence that prevents a meaningful dialogue with contemporary societal needs and new territorial adaptation technologies. This thesis proposes an extension project for the existing research center aimed at overcoming this isolation. The design introduces a new building conceived as a multidisciplinary hub, where research moves beyond the laboratories to become a public and educational space. Architecture is not understood here as an autonomous object or a mere volumetric expansion, but as a tectonic synthesis of the site’s specific demands: from the bioclimatic response to the morphology of the horizontal landscape, to the reinterpretation of local material culture. The project thus defines a cultural and scientific infrastructure capable of merging technological innovation and territorial identity into a new paradigm for an open and resilient research center.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
26-mar-2026
2025/2026
Nel contesto della crisi climatica globale, la resilienza dei sistemi agricoli rappresenta una delle sfide più urgenti per il prossimo futuro, imponendo un ripensamento radicale dei luoghi della ricerca scientifica. Tale necessità si manifesta con forza nel territorio della Lomellina, un paesaggio d’acqua e terra tradizionalmente definito dalla risicoltura, oggi vulnerabile ai mutamenti ambientali. In questo scenario l’Ente Nazionale Risi di Castello d’Agogna (PV) emerge come un’istituzione fondamentale, ma dal potenziale inespresso, limitato da un modello tipologico chiuso e da un’obsolescenza funzionale che ne impedisce il dialogo con le nuove necessità della società e le nuove tecnologie di adattamento al territorio. La tesi propone un progetto di estensione dell’attuale centro di ricerca che si pone come superamento di questo isolamento, attraverso la progettazione di un nuovo edificio concepito come un hub multidisciplinare dove la ricerca esce dai laboratori per farsi spazio pubblico e divulgativo. L’architettura non viene intesa come oggetto autonomo o mera espansione volumetrica, ma come sintesi tettonica delle istanze del luogo: dalla risposta bioclimatica alla morfologia del paesaggio orizzontale, fino alla reinterpretazione della cultura materiale locale. Il progetto definisce così un’infrastruttura culturale e scientifica capace di far convergere innovazione tecnologica e identità territoriale in un nuovo paradigma di centro di ricerca aperto e resiliente.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/251902