Measuring advertising effectiveness has represented a central challenge in the advertising industry for a long time. Traditional exposure-based metrics, while scalable and standardized, fail to capture whether advertising stimuli are actually cognitively processed by consumers. In response, both academic research and practitioners have increasingly turned to studying attention as a key explanatory mechanism of advertising effectiveness. This thesis investigates the significant divergences between academic literature and industry practice in the understanding of human attention and its practical operationalization. The question this study aim to answer consist in the identification of the differences in the application of techniques and derived metrics to study advertising between academic theory and market practitioners, in order to outline potential direction to improve the current attention metrics market. To address this research question, the study adopts qualitative research, including a comprehensive review of both academic and grey literature. The final part of the work consists of a structured discussion of the differences between theory and practice, based on the application of the Klein and Lawrence (2012) framework of attention, which intersects modes of attentional control with the domains of space, time, sense, and task. The findings reveal substantial discrepancies between the two approaches, leading to important implications that affect both the validity of practitioners’ methodologies and the overall development of the attention metrics market. The thesis concludes with recommendations aimed at bridging the current division between theory and practice, including stronger alignment with cognitive frameworks, more rigorous validation studies, and enhanced methodological transparency.

Misurare l'efficacia della pubblicità rappresenta da tempo una sfida fondamentale nel settore pubblicitario. Le tradizionali metriche basate sull'esposizione, sebbene scalabili e standardizzate, non riescono a cogliere se gli stimoli pubblicitari siano effettivamente elaborati cognitivamente dai consumatori. In risposta a ciò, sia la ricerca accademica che i professionisti nel mercato si sono sempre più orientati verso lo studio dell' attenzione come meccanismo chiave per spiegare l'efficacia della pubblicità. Questa tesi indaga le significative divergenze tra la letteratura accademica e la pratica industriale nella comprensione dell'attenzione umana e nella sua operatività pratica. La domanda a cui questo studio mira a rispondere consiste nell'identificare le differenze nell'applicazione delle tecniche e delle metriche derivate per studiare la pubblicità tra la teoria accademica e i professionisti del mercato, al fine di delineare una potenziale direzione per migliorare l'attuale mercato delle metriche dell'attenzione. Per affrontare questa domanda di ricerca, lo studio adotta una ricerca qualitativa, che include una revisione completa sia della letteratura accademica che di quella grigia. La parte finale del lavoro consiste in una discussione strutturata delle differenze tra teoria e pratica, basata sull' applicazione del quadro di riferimento dell'attenzione di Klein e Lawrence (2012), che interseca le modalità di controllo dell'attenzione con i domini dello spazio, del tempo, dei sensi e dei compiti. I risultati rivelano discrepanze sostanziali tra i due approcci, con importanti implicazioni che influenzano sia la validità delle metodologie dei professionisti sia lo sviluppo complessivo del mercato delle metriche di attenzione. La tesi si conclude con raccomandazioni volte a colmare l'attuale divario tra teoria e pratica, tra cui un maggiore allineamento con i quadri cognitivi, studi di validazione più rigorosi e una maggiore trasparenza metodologica.

Attention metrics in advertising: a comparative analysis between academic theory and industry practice

DELUCCHI, RICCARDO
2024/2025

Abstract

Measuring advertising effectiveness has represented a central challenge in the advertising industry for a long time. Traditional exposure-based metrics, while scalable and standardized, fail to capture whether advertising stimuli are actually cognitively processed by consumers. In response, both academic research and practitioners have increasingly turned to studying attention as a key explanatory mechanism of advertising effectiveness. This thesis investigates the significant divergences between academic literature and industry practice in the understanding of human attention and its practical operationalization. The question this study aim to answer consist in the identification of the differences in the application of techniques and derived metrics to study advertising between academic theory and market practitioners, in order to outline potential direction to improve the current attention metrics market. To address this research question, the study adopts qualitative research, including a comprehensive review of both academic and grey literature. The final part of the work consists of a structured discussion of the differences between theory and practice, based on the application of the Klein and Lawrence (2012) framework of attention, which intersects modes of attentional control with the domains of space, time, sense, and task. The findings reveal substantial discrepancies between the two approaches, leading to important implications that affect both the validity of practitioners’ methodologies and the overall development of the attention metrics market. The thesis concludes with recommendations aimed at bridging the current division between theory and practice, including stronger alignment with cognitive frameworks, more rigorous validation studies, and enhanced methodological transparency.
ING - Scuola di Ingegneria Industriale e dell'Informazione
26-mar-2026
2024/2025
Misurare l'efficacia della pubblicità rappresenta da tempo una sfida fondamentale nel settore pubblicitario. Le tradizionali metriche basate sull'esposizione, sebbene scalabili e standardizzate, non riescono a cogliere se gli stimoli pubblicitari siano effettivamente elaborati cognitivamente dai consumatori. In risposta a ciò, sia la ricerca accademica che i professionisti nel mercato si sono sempre più orientati verso lo studio dell' attenzione come meccanismo chiave per spiegare l'efficacia della pubblicità. Questa tesi indaga le significative divergenze tra la letteratura accademica e la pratica industriale nella comprensione dell'attenzione umana e nella sua operatività pratica. La domanda a cui questo studio mira a rispondere consiste nell'identificare le differenze nell'applicazione delle tecniche e delle metriche derivate per studiare la pubblicità tra la teoria accademica e i professionisti del mercato, al fine di delineare una potenziale direzione per migliorare l'attuale mercato delle metriche dell'attenzione. Per affrontare questa domanda di ricerca, lo studio adotta una ricerca qualitativa, che include una revisione completa sia della letteratura accademica che di quella grigia. La parte finale del lavoro consiste in una discussione strutturata delle differenze tra teoria e pratica, basata sull' applicazione del quadro di riferimento dell'attenzione di Klein e Lawrence (2012), che interseca le modalità di controllo dell'attenzione con i domini dello spazio, del tempo, dei sensi e dei compiti. I risultati rivelano discrepanze sostanziali tra i due approcci, con importanti implicazioni che influenzano sia la validità delle metodologie dei professionisti sia lo sviluppo complessivo del mercato delle metriche di attenzione. La tesi si conclude con raccomandazioni volte a colmare l'attuale divario tra teoria e pratica, tra cui un maggiore allineamento con i quadri cognitivi, studi di validazione più rigorosi e una maggiore trasparenza metodologica.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/251904