The thesis investigates the role of design in displaced testimonies (understood as experiences of geographic uprooting, such as migration, exile, and deportation) in translating them into forms that are socially meaningful, politically operative, and experientially accessible. It specifically focuses on traumatic testimonies, which are typical of displacement. Testimony is positioned as a dynamic material that takes shape through the designer’s choices, with the designer acting as a mediator between witness and public. Based on the literature, research, and observation of case studies, the study proposes two levels of analysis: a technical-instrumental and an interpretative-curatorial approach. Applying these analyses to a curated selection of case studies, the research identifies translational patterns and models, highlighting divergences and recurring strategies in mediation within communication design applied to testimony. Key aspects emerge regarding how a project mediates the distance between witness and public, the use of material traces as persistent memory, the role of immersive technologies in fostering empathy, and the scale of trauma, from individual experiences to systemic phenomena. Projects such as the investigations by Forensic Architecture, Carne y Arena, and Bouchra Khalili’s video installations illustrate how testimony can be transformed into evidence, immersive experience, and linguistic performance. Furthermore, the study highlights the emergence of hybrid translational models in which various tensions are negotiated: immediacy and reflection, empathy and evidence, presence and mediation. The thesis frames communication design as a practice capable of translating lived experiences into public, meaningful, and accessible forms, giving voice to stories that might otherwise remain silent.

La tesi investiga il ruolo del design delle testimonianze dislocate (inteso nei termini di uno sradicamento geografico come possono essere le migrazioni, gli esili e le deportazioni) nella traduzione in forme che sono socialmente significative, politicamente operative e accessibili a livello esperienziale. Occupandosi nello specifico di testimonianze traumatiche, in quanto tipiche del dislocamento. Posiziona la testimonianza come materiale dinamico che prende forma dalle scelte del progettista, dove esso agisce come mediatore tra testimone e pubblico. Dalla bibliografia, ricerca e l’osservazione di casi studio la ricerca propone due livelli di analisi, una tecnico-strumentale, una interpretativa-curatoriale. Dall’applicazione di queste ultime ad una selezione curata di casi studio, la ricerca identifica pattern e modelli traduttivi, divergenze e ricorrenze nelle strategie di mediazione nel design della comunicazione applicato alla testimonianza. Ne emergono aspetti chiave su come il progetto medi la distanza tra testimone e pubblico, l’utilizzo di tracce materiche come persistenza di memoria, l’uso delle tecnologie immersive per accrescere l’empatia e la scala del trauma da una dimensione individuale a una sistemica. Progetti come le investigazioni di Forensic Architecture, Carne y Arena e le installazioni video di Bouchra Khalili illustrano come la testimonianza può essere trasformata in prova, esperienza e performance linguistica. Inoltre lo studio mette in luce l’emergere di modelli traduttivi ibridi in cui sono negoziate varie tensioni: immediatezza e riflessione, empatia e prova, presenza e mediazione. La tesi inquadra il design della comunicazione come pratica in grado di tradurre esperienze vissute in forme pubbliche, significative e accessibili, fornendo voce a storie che altrimenti rimarrebbero silenziose.

Displaced : il design della comunicazione come pratica di traduzione della testimonianza dislocata

Bosco, Adhara Beatrice Giorgia
2024/2025

Abstract

The thesis investigates the role of design in displaced testimonies (understood as experiences of geographic uprooting, such as migration, exile, and deportation) in translating them into forms that are socially meaningful, politically operative, and experientially accessible. It specifically focuses on traumatic testimonies, which are typical of displacement. Testimony is positioned as a dynamic material that takes shape through the designer’s choices, with the designer acting as a mediator between witness and public. Based on the literature, research, and observation of case studies, the study proposes two levels of analysis: a technical-instrumental and an interpretative-curatorial approach. Applying these analyses to a curated selection of case studies, the research identifies translational patterns and models, highlighting divergences and recurring strategies in mediation within communication design applied to testimony. Key aspects emerge regarding how a project mediates the distance between witness and public, the use of material traces as persistent memory, the role of immersive technologies in fostering empathy, and the scale of trauma, from individual experiences to systemic phenomena. Projects such as the investigations by Forensic Architecture, Carne y Arena, and Bouchra Khalili’s video installations illustrate how testimony can be transformed into evidence, immersive experience, and linguistic performance. Furthermore, the study highlights the emergence of hybrid translational models in which various tensions are negotiated: immediacy and reflection, empathy and evidence, presence and mediation. The thesis frames communication design as a practice capable of translating lived experiences into public, meaningful, and accessible forms, giving voice to stories that might otherwise remain silent.
ARC III - Scuola del Design
26-mar-2026
2024/2025
La tesi investiga il ruolo del design delle testimonianze dislocate (inteso nei termini di uno sradicamento geografico come possono essere le migrazioni, gli esili e le deportazioni) nella traduzione in forme che sono socialmente significative, politicamente operative e accessibili a livello esperienziale. Occupandosi nello specifico di testimonianze traumatiche, in quanto tipiche del dislocamento. Posiziona la testimonianza come materiale dinamico che prende forma dalle scelte del progettista, dove esso agisce come mediatore tra testimone e pubblico. Dalla bibliografia, ricerca e l’osservazione di casi studio la ricerca propone due livelli di analisi, una tecnico-strumentale, una interpretativa-curatoriale. Dall’applicazione di queste ultime ad una selezione curata di casi studio, la ricerca identifica pattern e modelli traduttivi, divergenze e ricorrenze nelle strategie di mediazione nel design della comunicazione applicato alla testimonianza. Ne emergono aspetti chiave su come il progetto medi la distanza tra testimone e pubblico, l’utilizzo di tracce materiche come persistenza di memoria, l’uso delle tecnologie immersive per accrescere l’empatia e la scala del trauma da una dimensione individuale a una sistemica. Progetti come le investigazioni di Forensic Architecture, Carne y Arena e le installazioni video di Bouchra Khalili illustrano come la testimonianza può essere trasformata in prova, esperienza e performance linguistica. Inoltre lo studio mette in luce l’emergere di modelli traduttivi ibridi in cui sono negoziate varie tensioni: immediatezza e riflessione, empatia e prova, presenza e mediazione. La tesi inquadra il design della comunicazione come pratica in grado di tradurre esperienze vissute in forme pubbliche, significative e accessibili, fornendo voce a storie che altrimenti rimarrebbero silenziose.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/252063