In a city where access to housing is becoming increasingly selective, inactive built heritage acquires strategic value: not as a residue, but as a latent infrastructure for living. In Milan, rising costs and pressure from the real estate market also affect the so-called “grey area” of students, young professionals, and middle-income households, who are often excluded from both the private market and public housing. At the same time, the stock of disused or underutilized public buildings represents a potentially decisive spatial resource to address contemporary needs without further land consumption. Within this framework, the research investigates the role of interior and spatial design in adaptive reuse processes of existing buildings, developing a design proposal based on the case study of the former public school at Via Zama 23. The work combines an analysis of the urban context and housing dynamics with a typological and spatial reading of the building, integrated with a reflection on social housing models in the Italian context. The outcome is a reactivation project that explores new configurations of living and collective space, interpreting the disused school as an active material capable of generating spatial and social relationships consistent with real needs and with a sustainable transformation of the city.

In una città dove l’accesso alla casa diventa selettivo, il costruito inattivo assume un valore strategico: non come residuo, ma come infrastruttura latente dell’abitare. A Milano, l’aumento dei costi e la pressione del mercato immobiliare colpiscono anche la “fascia grigia” di studenti, giovani lavoratori e nuclei con redditi intermedi, spesso esclusi sia dal mercato libero sia dall’edilizia pubblica. Parallelamente, il patrimonio di edifici pubblici dismessi o sottoutilizzati rappresenta una risorsa spaziale potenzialmente decisiva per rispondere ai bisogni contemporanei senza nuovo consumo di suolo. All’interno di questo quadro, la ricerca indaga il ruolo dell’interior e spatial design nei processi di riuso adattivo del costruito esistente, sviluppando una proposta progettuale a partire dal caso studio della scuola pubblica dismessa di via Zama 23. Il lavoro combina un’analisi del contesto urbano e delle dinamiche abitative con una lettura tipologica e spaziale dell’edificio, integrata da una riflessione sui modelli di social housing nel contesto italiano. L’esito è un progetto di riattivazione dell’edificio che esplora nuove configurazioni dell’abitare e della dimensione collettiva, interpretando la scuola dismessa come materia attiva capace di generare relazioni spaziali e sociali coerenti con bisogni reali e con una trasformazione sostenibile della città.

Zama 23 : ritrovare l'abitare : riuso adattivo di una scuola pubblica dismessa per l'abitare sociale

Orsini, Chiara
2024/2025

Abstract

In a city where access to housing is becoming increasingly selective, inactive built heritage acquires strategic value: not as a residue, but as a latent infrastructure for living. In Milan, rising costs and pressure from the real estate market also affect the so-called “grey area” of students, young professionals, and middle-income households, who are often excluded from both the private market and public housing. At the same time, the stock of disused or underutilized public buildings represents a potentially decisive spatial resource to address contemporary needs without further land consumption. Within this framework, the research investigates the role of interior and spatial design in adaptive reuse processes of existing buildings, developing a design proposal based on the case study of the former public school at Via Zama 23. The work combines an analysis of the urban context and housing dynamics with a typological and spatial reading of the building, integrated with a reflection on social housing models in the Italian context. The outcome is a reactivation project that explores new configurations of living and collective space, interpreting the disused school as an active material capable of generating spatial and social relationships consistent with real needs and with a sustainable transformation of the city.
ARC III - Scuola del Design
26-mar-2026
2024/2025
In una città dove l’accesso alla casa diventa selettivo, il costruito inattivo assume un valore strategico: non come residuo, ma come infrastruttura latente dell’abitare. A Milano, l’aumento dei costi e la pressione del mercato immobiliare colpiscono anche la “fascia grigia” di studenti, giovani lavoratori e nuclei con redditi intermedi, spesso esclusi sia dal mercato libero sia dall’edilizia pubblica. Parallelamente, il patrimonio di edifici pubblici dismessi o sottoutilizzati rappresenta una risorsa spaziale potenzialmente decisiva per rispondere ai bisogni contemporanei senza nuovo consumo di suolo. All’interno di questo quadro, la ricerca indaga il ruolo dell’interior e spatial design nei processi di riuso adattivo del costruito esistente, sviluppando una proposta progettuale a partire dal caso studio della scuola pubblica dismessa di via Zama 23. Il lavoro combina un’analisi del contesto urbano e delle dinamiche abitative con una lettura tipologica e spaziale dell’edificio, integrata da una riflessione sui modelli di social housing nel contesto italiano. L’esito è un progetto di riattivazione dell’edificio che esplora nuove configurazioni dell’abitare e della dimensione collettiva, interpretando la scuola dismessa come materia attiva capace di generare relazioni spaziali e sociali coerenti con bisogni reali e con una trasformazione sostenibile della città.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/252077