This thesis does not approach slow fashion as a niche aesthetic, an ethical label, or a consumer trend. Instead, it understands slow fashion as a fashion system that is structurally different from fast fashion. Rather than starting from the commonly asked question of how fashion can gradually become more sustainable, the research turns to a more fundamental concern: how are time, value, and responsibility organised and distributed within contemporary fashion systems, and are there alternative ways of organising them? Building on theories of social acceleration, degrowth, sustainability transitions, and consumer culture, the thesis develops a conceptual, system-level understanding of slow fashion. Within this framework, slow fashion is characterised by deceleration, extended product lifecycles, relational forms of value, and the internalisation of responsibility. Through comparative system analysis, fast fashion and slow fashion are positioned as two structurally incompatible fashion systems, rather than as opposite ends of a single spectrum. While fast fashion depends on speed, scale, and the externalisation of costs to maintain economic efficiency, slow fashion reorganises production, consumption, and value creation around durability, care, emotional value, and long-term relationships. The study combines conceptual analysis with selected brand practices to illustrate how slow fashion principles are translated into concrete modes of operation. These include the control of production rhythms, limitations on scale, the development of repair and maintenance infrastructures, and the rethinking of ownership and use. Rather than treating these practices as isolated sustainability tools, the thesis understands them as interconnected components of a coherent system through which time and responsibility are redistributed across the fashion lifecycle. By reframing sustainability as a question of system organisation rather than technical optimisation, this research clarifies the theoretical significance of slow fashion as a system prototype. It argues that the value of slow fashion does not lie in its ability to replace fast fashion at scale, but in its capacity to reveal the structural constraints of growth-oriented fashion systems and to make alternative modes of fashion organisation imaginable.

Questa tesi non affronta la slow fashion come un’estetica di nicchia, un’etichetta etica o una semplice tendenza di consumo. Al contrario, la considera come un sistema moda strutturalmente diverso dal fast fashion. Invece di partire dalla domanda comunemente posta su come la moda possa diventare gradualmente più sostenibile, la ricerca si concentra su una questione più fondamentale: come vengono organizzati e distribuiti il tempo, il valore e la responsabilità all’interno dei sistemi moda contemporanei, e se esistano modalità alternative di organizzarli. Sulla base delle teorie dell’accelerazione sociale, della decrescita, delle transizioni verso la sostenibilità e della cultura del consumo, la tesi sviluppa una comprensione concettuale e sistemica della slow fashion. In questo quadro teorico, la slow fashion è caratterizzata da decelerazione, estensione del ciclo di vita dei prodotti, forme relazionali di valore e interiorizzazione della responsabilità. Attraverso un’analisi comparativa dei sistemi, fast fashion e slow fashion vengono posizionate come due sistemi moda strutturalmente incompatibili, piuttosto che come poli opposti di uno stesso spettro. Mentre il fast fashion dipende da velocità, scala ed esternalizzazione dei costi per mantenere l’efficienza economica, la slow fashion riorganizza produzione, consumo e creazione di valore attorno a durabilità, cura, valore emotivo e relazioni di lungo periodo. Lo studio combina analisi concettuale e pratiche selezionate di brand per illustrare come i principi della slow fashion vengano tradotti in modalità operative concrete. Tra queste vi sono il controllo dei ritmi produttivi, la limitazione della scala, lo sviluppo di infrastrutture per la riparazione e la manutenzione, e la ridefinizione delle modalità di proprietà e di utilizzo. Piuttosto che considerare tali pratiche come strumenti isolati di sostenibilità, la tesi le interpreta come componenti interconnesse di un sistema coerente attraverso il quale tempo e responsabilità vengono ridistribuiti lungo l’intero ciclo di vita della moda. Riformulando la sostenibilità come una questione di organizzazione sistemica piuttosto che di ottimizzazione tecnica, questa ricerca chiarisce il significato teorico della slow fashion come prototipo di sistema. Si sostiene che il valore della slow fashion non risieda nella sua capacità di sostituire il fast fashion su larga scala, ma nella sua capacità di rendere visibili i vincoli strutturali dei sistemi moda orientati alla crescita e di rendere immaginabili modalità alternative di organizzazione della moda.

Slow fashion as a cultural movement : time, value, and systemic reorganisation in contemporary fashion

ZANG, TAO
2024/2025

Abstract

This thesis does not approach slow fashion as a niche aesthetic, an ethical label, or a consumer trend. Instead, it understands slow fashion as a fashion system that is structurally different from fast fashion. Rather than starting from the commonly asked question of how fashion can gradually become more sustainable, the research turns to a more fundamental concern: how are time, value, and responsibility organised and distributed within contemporary fashion systems, and are there alternative ways of organising them? Building on theories of social acceleration, degrowth, sustainability transitions, and consumer culture, the thesis develops a conceptual, system-level understanding of slow fashion. Within this framework, slow fashion is characterised by deceleration, extended product lifecycles, relational forms of value, and the internalisation of responsibility. Through comparative system analysis, fast fashion and slow fashion are positioned as two structurally incompatible fashion systems, rather than as opposite ends of a single spectrum. While fast fashion depends on speed, scale, and the externalisation of costs to maintain economic efficiency, slow fashion reorganises production, consumption, and value creation around durability, care, emotional value, and long-term relationships. The study combines conceptual analysis with selected brand practices to illustrate how slow fashion principles are translated into concrete modes of operation. These include the control of production rhythms, limitations on scale, the development of repair and maintenance infrastructures, and the rethinking of ownership and use. Rather than treating these practices as isolated sustainability tools, the thesis understands them as interconnected components of a coherent system through which time and responsibility are redistributed across the fashion lifecycle. By reframing sustainability as a question of system organisation rather than technical optimisation, this research clarifies the theoretical significance of slow fashion as a system prototype. It argues that the value of slow fashion does not lie in its ability to replace fast fashion at scale, but in its capacity to reveal the structural constraints of growth-oriented fashion systems and to make alternative modes of fashion organisation imaginable.
ARC III - Scuola del Design
26-mar-2026
2024/2025
Questa tesi non affronta la slow fashion come un’estetica di nicchia, un’etichetta etica o una semplice tendenza di consumo. Al contrario, la considera come un sistema moda strutturalmente diverso dal fast fashion. Invece di partire dalla domanda comunemente posta su come la moda possa diventare gradualmente più sostenibile, la ricerca si concentra su una questione più fondamentale: come vengono organizzati e distribuiti il tempo, il valore e la responsabilità all’interno dei sistemi moda contemporanei, e se esistano modalità alternative di organizzarli. Sulla base delle teorie dell’accelerazione sociale, della decrescita, delle transizioni verso la sostenibilità e della cultura del consumo, la tesi sviluppa una comprensione concettuale e sistemica della slow fashion. In questo quadro teorico, la slow fashion è caratterizzata da decelerazione, estensione del ciclo di vita dei prodotti, forme relazionali di valore e interiorizzazione della responsabilità. Attraverso un’analisi comparativa dei sistemi, fast fashion e slow fashion vengono posizionate come due sistemi moda strutturalmente incompatibili, piuttosto che come poli opposti di uno stesso spettro. Mentre il fast fashion dipende da velocità, scala ed esternalizzazione dei costi per mantenere l’efficienza economica, la slow fashion riorganizza produzione, consumo e creazione di valore attorno a durabilità, cura, valore emotivo e relazioni di lungo periodo. Lo studio combina analisi concettuale e pratiche selezionate di brand per illustrare come i principi della slow fashion vengano tradotti in modalità operative concrete. Tra queste vi sono il controllo dei ritmi produttivi, la limitazione della scala, lo sviluppo di infrastrutture per la riparazione e la manutenzione, e la ridefinizione delle modalità di proprietà e di utilizzo. Piuttosto che considerare tali pratiche come strumenti isolati di sostenibilità, la tesi le interpreta come componenti interconnesse di un sistema coerente attraverso il quale tempo e responsabilità vengono ridistribuiti lungo l’intero ciclo di vita della moda. Riformulando la sostenibilità come una questione di organizzazione sistemica piuttosto che di ottimizzazione tecnica, questa ricerca chiarisce il significato teorico della slow fashion come prototipo di sistema. Si sostiene che il valore della slow fashion non risieda nella sua capacità di sostituire il fast fashion su larga scala, ma nella sua capacità di rendere visibili i vincoli strutturali dei sistemi moda orientati alla crescita e di rendere immaginabili modalità alternative di organizzazione della moda.
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Descrizione: Slow Fashion as a Cultural Movement
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/252081