The built environment plays a central role in addressing contemporary environmental, social, and economic challenges. While sustainable development has traditionally focused on minimizing negative impacts, emerging regenerative development paradigms argue for systemic approaches capable of restoring ecological systems, strengthening social capital, and generating long-term territorial value. Within this context, this thesis investigates whether community hubs generated through the adaptive reuse of abandoned or underused public spaces in Italy can be interpreted as merely sustainable initiatives or as genuinely regenerative systems. The research analyzes ten Italian case studies located across different territorial. An adapted Regenerative Lens framework, derived from Buckton et al. (2023) and integrated with built-environment-specific dimensions, is developed to assess regenerative depth across five dimensions: ecological worldview, mutualis, diversity, agency and reflexivity. The comparative analysis is further supported by a Business Model Canvas (BMC) developed for each case study and a Triple Layered Business Model Canvas (TLBMC) applied comparatively to evaluate economic, environmental, and social sustainability integration. The findings reveal a significant correlation between territorial scale and regenerative depth. Community hubs located in smaller municipalities tend to demonstrate stronger regenerative characteristics, particularly in terms of social value creation, ecological-territorial integration, and governance co-creation. Conversely, hubs in larger metropolitan areas exhibit greater economic diversification and financial resilience, benefiting from broader catchment areas and stronger market dynamics. However, higher economic sustainability does not necessarily correspond to deeper regenerative transformation. Ultimately, the study demonstrates that built environment regeneration can function not only as adaptive reuse but as a catalyst for territorial renewal, social cohesion, and ecological resilience.

Il patrimonio immobiliare, in particolare quello abbandonato o in disuso, riveste un ruolo centrale nell’affrontare le sfide ambientali, sociali ed economiche contemporanee. Se lo sviluppo sostenibile si è tradizionalmente concentrato sulla riduzione degli impatti negativi, i paradigmi dello sviluppo rigenerativo propongono approcci orientati al ripristino dei sistemi ecologici, al rafforzamento del capitale sociale e alla generazione di valore territoriale di lungo periodo. In questo contesto, la tesi indaga se gli hub di comunità nati dalla riqualificazione di spazi pubblici abbandonati o sottoutilizzati in Italia possano essere interpretati come iniziative di sostenibilità tradizionale o come sistemi effettivamente rigenerativi. La ricerca analizza dieci casi studio italiani collocati in contesti differenti, dai grandi centri metropolitani ai piccoli comuni. Viene sviluppato un framework analitico basato su un adattamento della Regenerative Lens di Buckton et al. (2023), integrata con dimensioni proprie del built environment, per valutare la profondità rigenerativa secondo cinque dimensioni: visione ecologica, integrazione sociale, inclusività, governance e adattabilità. L’analisi è supportata dall’elaborazione di un Business Model Canvas per ciascun caso e dall’applicazione comparativa del Triple Layered Business Model Canvas, al fine di esaminare l’integrazione delle dimensioni economica, ambientale e sociale. I risultati evidenziano una correlazione significativa tra scala territoriale e profondità rigenerativa. Gli hub situati in piccoli comuni mostrano caratteristiche rigenerative più marcate, in particolare in termini di valore sociale, integrazione territoriale e co-progettazione della governance. Al contrario, i casi metropolitani presentano maggiore diversificazione economica e resilienza finanziaria, senza che ciò implichi una trasformazione rigenerativa più profonda. Nel complesso, lo studio dimostra che la rigenerazione dell’ambiente costruito può configurarsi come catalizzatore di rinnovo territoriale, coesione sociale e resilienza ecologica, qualora governance, finanza e identità locale risultino coerentemente integrate.

Regenerative Real Estate: a comparison of innovative business models across italian community hubs

Gaiazzi, Roberta
2024/2025

Abstract

The built environment plays a central role in addressing contemporary environmental, social, and economic challenges. While sustainable development has traditionally focused on minimizing negative impacts, emerging regenerative development paradigms argue for systemic approaches capable of restoring ecological systems, strengthening social capital, and generating long-term territorial value. Within this context, this thesis investigates whether community hubs generated through the adaptive reuse of abandoned or underused public spaces in Italy can be interpreted as merely sustainable initiatives or as genuinely regenerative systems. The research analyzes ten Italian case studies located across different territorial. An adapted Regenerative Lens framework, derived from Buckton et al. (2023) and integrated with built-environment-specific dimensions, is developed to assess regenerative depth across five dimensions: ecological worldview, mutualis, diversity, agency and reflexivity. The comparative analysis is further supported by a Business Model Canvas (BMC) developed for each case study and a Triple Layered Business Model Canvas (TLBMC) applied comparatively to evaluate economic, environmental, and social sustainability integration. The findings reveal a significant correlation between territorial scale and regenerative depth. Community hubs located in smaller municipalities tend to demonstrate stronger regenerative characteristics, particularly in terms of social value creation, ecological-territorial integration, and governance co-creation. Conversely, hubs in larger metropolitan areas exhibit greater economic diversification and financial resilience, benefiting from broader catchment areas and stronger market dynamics. However, higher economic sustainability does not necessarily correspond to deeper regenerative transformation. Ultimately, the study demonstrates that built environment regeneration can function not only as adaptive reuse but as a catalyst for territorial renewal, social cohesion, and ecological resilience.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
26-mar-2026
2024/2025
Il patrimonio immobiliare, in particolare quello abbandonato o in disuso, riveste un ruolo centrale nell’affrontare le sfide ambientali, sociali ed economiche contemporanee. Se lo sviluppo sostenibile si è tradizionalmente concentrato sulla riduzione degli impatti negativi, i paradigmi dello sviluppo rigenerativo propongono approcci orientati al ripristino dei sistemi ecologici, al rafforzamento del capitale sociale e alla generazione di valore territoriale di lungo periodo. In questo contesto, la tesi indaga se gli hub di comunità nati dalla riqualificazione di spazi pubblici abbandonati o sottoutilizzati in Italia possano essere interpretati come iniziative di sostenibilità tradizionale o come sistemi effettivamente rigenerativi. La ricerca analizza dieci casi studio italiani collocati in contesti differenti, dai grandi centri metropolitani ai piccoli comuni. Viene sviluppato un framework analitico basato su un adattamento della Regenerative Lens di Buckton et al. (2023), integrata con dimensioni proprie del built environment, per valutare la profondità rigenerativa secondo cinque dimensioni: visione ecologica, integrazione sociale, inclusività, governance e adattabilità. L’analisi è supportata dall’elaborazione di un Business Model Canvas per ciascun caso e dall’applicazione comparativa del Triple Layered Business Model Canvas, al fine di esaminare l’integrazione delle dimensioni economica, ambientale e sociale. I risultati evidenziano una correlazione significativa tra scala territoriale e profondità rigenerativa. Gli hub situati in piccoli comuni mostrano caratteristiche rigenerative più marcate, in particolare in termini di valore sociale, integrazione territoriale e co-progettazione della governance. Al contrario, i casi metropolitani presentano maggiore diversificazione economica e resilienza finanziaria, senza che ciò implichi una trasformazione rigenerativa più profonda. Nel complesso, lo studio dimostra che la rigenerazione dell’ambiente costruito può configurarsi come catalizzatore di rinnovo territoriale, coesione sociale e resilienza ecologica, qualora governance, finanza e identità locale risultino coerentemente integrate.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/252120