The thesis investigates the connections between Taoism and Western architecture, taking non-hierarchical thinking and the dialectic between emptiness and fullness as the key to interpreting contemporary design. Starting from the origins of Taoism in China and the principles expressed in the Tao Te Ching (Tao, wu wei, yin and yang, qi), the research analyzes how these concepts, understood as dynamic and relational categories, have influenced the Western way of conceiving space, time, and the relationship between human beings and nature. In Taoism, space and time are manifestations of a fluid and cyclical order: emptiness takes on a generative value, balance arises from the complementarity of opposites, and harmony is a dynamic process. These visions resonate in 20th-century and contemporary architecture, as analyzed in the selected case studies, which are characterized by the centrality of perceptual experience, continuity between interior and exterior, and the enhancement of light, context, and natural rhythms. The West does not merely adopt Eastern forms, but assimilates a more relational, fluid, and non-hierarchical approach to design. The research adopts an interdisciplinary approach, intertwining philosophy, history, and design practice, and reflects the analyzed principles in its method. The research process is presented through linear graphic devices, two conceptual scrolls, which visually translate a thought process through connections, stratifications, and continuous flows. The work identifies Taoism as a cultural bridge capable of orienting the project towards more conscious, sustainable, and harmonious models, transforming not only the perception of space, but the very practice of design.

La tesi indaga le connessioni tra Taoismo e architettura occidentale, assumendo il pensiero non gerarchico e la dialettica tra vuoto e pieno come chiave interpretativa del progetto contemporaneo. A partire dalle origini del Taoismo in Cina e dai principi espressi nel Tao Te Ching (Tao, wu wei, yin e yang, qi) la ricerca analizza come tali concetti, intesi come categorie dinamiche e relazionali, abbiano influenzato il modo occidentale di concepire spazio, tempo e rapporto tra essere umano e natura. Nel Taoismo, spazio e tempo sono manifestazioni di un ordine fluido e ciclico: il vuoto assume valore generativo, l’equilibrio nasce dalla complementarità degli opposti e l’armonia è un processo dinamico. Queste visioni trovano risonanza nell’architettura del Novecento e contemporanea analizzata nei casi studio selezionati, caratterizzati dalla centralità dell’esperienza percettiva, dalla continuità tra interno ed esterno, dalla valorizzazione della luce, del contesto e dei ritmi naturali. L’Occidente non si limita ad adottare forme orientali, ma assimila un’attitudine progettuale più relazionale, fluida e non gerarchica. La ricerca adotta un approccio interdisciplinare, intrecciando filosofia, storia e pratica progettuale, e riflette nel proprio metodo i principi analizzati. Il percorso di ricerca viene restituito attraverso dispositivi grafici lineari, due rotoli concettuali, che traducono visivamente un pensiero per connessioni, stratificazioni e flussi continui. Il lavoro individua nel Taoismo un ponte culturale capace di orientare il progetto verso modelli più consapevoli, sostenibili e armonici, trasformando non solo la percezione dello spazio, ma la pratica stessa del progettare.

Dal Tao al contemporaneo : dialogo tra cultura, design e architettura : dalla filosofia taoista alle pratiche di progettazione occidentale: lo spazio come principio di connessione

De Giovanni, Valeria
2024/2025

Abstract

The thesis investigates the connections between Taoism and Western architecture, taking non-hierarchical thinking and the dialectic between emptiness and fullness as the key to interpreting contemporary design. Starting from the origins of Taoism in China and the principles expressed in the Tao Te Ching (Tao, wu wei, yin and yang, qi), the research analyzes how these concepts, understood as dynamic and relational categories, have influenced the Western way of conceiving space, time, and the relationship between human beings and nature. In Taoism, space and time are manifestations of a fluid and cyclical order: emptiness takes on a generative value, balance arises from the complementarity of opposites, and harmony is a dynamic process. These visions resonate in 20th-century and contemporary architecture, as analyzed in the selected case studies, which are characterized by the centrality of perceptual experience, continuity between interior and exterior, and the enhancement of light, context, and natural rhythms. The West does not merely adopt Eastern forms, but assimilates a more relational, fluid, and non-hierarchical approach to design. The research adopts an interdisciplinary approach, intertwining philosophy, history, and design practice, and reflects the analyzed principles in its method. The research process is presented through linear graphic devices, two conceptual scrolls, which visually translate a thought process through connections, stratifications, and continuous flows. The work identifies Taoism as a cultural bridge capable of orienting the project towards more conscious, sustainable, and harmonious models, transforming not only the perception of space, but the very practice of design.
ARC III - Scuola del Design
26-mar-2026
2024/2025
La tesi indaga le connessioni tra Taoismo e architettura occidentale, assumendo il pensiero non gerarchico e la dialettica tra vuoto e pieno come chiave interpretativa del progetto contemporaneo. A partire dalle origini del Taoismo in Cina e dai principi espressi nel Tao Te Ching (Tao, wu wei, yin e yang, qi) la ricerca analizza come tali concetti, intesi come categorie dinamiche e relazionali, abbiano influenzato il modo occidentale di concepire spazio, tempo e rapporto tra essere umano e natura. Nel Taoismo, spazio e tempo sono manifestazioni di un ordine fluido e ciclico: il vuoto assume valore generativo, l’equilibrio nasce dalla complementarità degli opposti e l’armonia è un processo dinamico. Queste visioni trovano risonanza nell’architettura del Novecento e contemporanea analizzata nei casi studio selezionati, caratterizzati dalla centralità dell’esperienza percettiva, dalla continuità tra interno ed esterno, dalla valorizzazione della luce, del contesto e dei ritmi naturali. L’Occidente non si limita ad adottare forme orientali, ma assimila un’attitudine progettuale più relazionale, fluida e non gerarchica. La ricerca adotta un approccio interdisciplinare, intrecciando filosofia, storia e pratica progettuale, e riflette nel proprio metodo i principi analizzati. Il percorso di ricerca viene restituito attraverso dispositivi grafici lineari, due rotoli concettuali, che traducono visivamente un pensiero per connessioni, stratificazioni e flussi continui. Il lavoro individua nel Taoismo un ponte culturale capace di orientare il progetto verso modelli più consapevoli, sostenibili e armonici, trasformando non solo la percezione dello spazio, ma la pratica stessa del progettare.
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Descrizione: Dialogo tra cultura , design e architettura. Dalla filosofia taoista alle pratiche di progettazione occidentale : lo spazio come principio di connessione.
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