This thesis investigates housing precarity in Milan through the analysis of 374 motivational letters submitted to emergency housing programmes between 2017 and 2025. It examines how housing vulnerability is administratively recognized and managed under structural scarcity. Drawing on housing pathways theory and a hybrid computational pipeline, the study constructs vulnerability profiles revealing patterned intersections of private rental fragility, informal coping strategies, precarious employment, household constraints, and institutional mediation. Empirical findings show that housing emergency is not exceptional but structurally produced within a residual welfare regime. Applicants — predominantly low-income working tenants — face eviction through rent arrears despite continued employment, reflecting wage–rent mismatches in a high-pressure market. Informal hosting emerges as a widespread yet unstable coping mechanism, while institutional contact indicates welfare-embedded trajectories. The typological analysis identifies four vulnerability profiles — eviction-linked working poverty, households in informal housing arrangements, formal non-eviction displacement, and an unclassified residual group — each associated with distinct mechanisms and implying differentiated policy responses. The analysis conceptualizes housing precarity as managed precarity: a governance configuration in which emergency programmes recognize vulnerability yet reproduce temporariness and selective deservingness under limited supply. This dynamic manifests empirically as managed instability — precarity that is documented, classified, and temporarily alleviated but not structurally resolved. Migrants, precarious workers, and households facing life-course disruptions are disproportionately exposed to short-term support. Situated within Italy’s homeownership-dominant housing regime and Lombardy’s welfare abitativo framework, the findings challenge market-failure narratives, reframing precarity as governance under scarcity. Methodologically, the thesis proposes a scalable approach to administrative narrative analysis, demonstrating how qualitative documents can be structured without losing interpretive depth. Despite narrative bias and sample limitations, the corpus illuminates how precarity materializes in bureaucratic practice. The thesis concludes by advocating structural reforms expanding permanent housing supply and integrating housing with labour protections to counter managed insecurity.

Questa tesi indaga la precarietà abitativa a Milano attraverso l’analisi di 374 lettere motivazionali presentate ai programmi di emergenza abitativa tra il 2017 e il 2025. Lo studio esamina come la vulnerabilità abitativa venga riconosciuta e gestita a livello amministrativo in condizioni di scarsità strutturale. Basandosi sulla teoria dei percorsi abitativi e su una pipeline computazionale ibrida, la ricerca costruisce profili di vulnerabilità che rivelano intersezioni ricorrenti tra fragilità nel mercato dell’affitto privato, strategie informali di adattamento, precarietà lavorativa, vincoli familiari e mediazione istituzionale. I risultati empirici mostrano che l’emergenza abitativa non è un fenomeno eccezionale, bensì strutturalmente prodotto all’interno di un regime di welfare residuale. I richiedenti — prevalentemente lavoratori a basso reddito con contratti di affitto — subiscono lo sfratto per morosità nonostante la presenza di un’occupazione, a riflesso dello squilibrio tra salari e costi abitativi in un mercato ad alta pressione. L’ospitalità informale emerge come meccanismo di adattamento diffuso ma instabile, mentre il contatto con i servizi sociali indica traiettorie inserite nel sistema di welfare. L’analisi tipologica individua quattro profili di vulnerabilità — povertà lavorativa connessa allo sfratto, nuclei in condizioni abitative informali, displacement da alloggi formali per cause diverse dalla morosità, e un gruppo residuale non classificabile — ciascuno associato a meccanismi distinti e a logiche di intervento differenziate. L’analisi concettualizza la precarietà abitativa come precarietà gestita: una configurazione di governance in cui i programmi emergenziali riconoscono la vulnerabilità ma al contempo riproducono temporaneità e meccanismi selettivi di meritevolezza in un contesto di offerta limitata. Questa dinamica si manifesta empiricamente come instabilità gestita — una precarietà che viene documentata, classificata e temporaneamente alleviata, senza essere risolta in termini strutturali. Migranti, lavoratori precari e nuclei familiari colpiti da fratture nel corso di vita risultano esposti in modo sproporzionato a forme di sostegno a breve termine. Situati nel quadro del regime abitativo italiano, dominato dalla proprietà, e nel sistema di welfare abitativo lombardo, i risultati mettono in discussione le narrazioni incentrate sul fallimento di mercato, riformulando la precarietà come forma di governo della scarsità. Sul piano metodologico, la tesi propone un approccio scalabile all’analisi di narrazioni amministrative, dimostrando come documenti qualitativi possano essere strutturati senza perdere profondità interpretativa. Nonostante i limiti legati alla distorsione narrativa e alla natura del campione, il corpus illumina le modalità attraverso cui la precarietà si materializza nella pratica burocratica. La tesi si conclude con la proposta di riforme strutturali volte ad ampliare l’offerta di alloggi permanenti e a integrare le politiche abitative con le tutele del lavoro, al fine di contrastare l’insicurezza abitativa gestita.

Managed instability: housing precarity and emergency governance in Milan

Larionov, Danila
2024/2025

Abstract

This thesis investigates housing precarity in Milan through the analysis of 374 motivational letters submitted to emergency housing programmes between 2017 and 2025. It examines how housing vulnerability is administratively recognized and managed under structural scarcity. Drawing on housing pathways theory and a hybrid computational pipeline, the study constructs vulnerability profiles revealing patterned intersections of private rental fragility, informal coping strategies, precarious employment, household constraints, and institutional mediation. Empirical findings show that housing emergency is not exceptional but structurally produced within a residual welfare regime. Applicants — predominantly low-income working tenants — face eviction through rent arrears despite continued employment, reflecting wage–rent mismatches in a high-pressure market. Informal hosting emerges as a widespread yet unstable coping mechanism, while institutional contact indicates welfare-embedded trajectories. The typological analysis identifies four vulnerability profiles — eviction-linked working poverty, households in informal housing arrangements, formal non-eviction displacement, and an unclassified residual group — each associated with distinct mechanisms and implying differentiated policy responses. The analysis conceptualizes housing precarity as managed precarity: a governance configuration in which emergency programmes recognize vulnerability yet reproduce temporariness and selective deservingness under limited supply. This dynamic manifests empirically as managed instability — precarity that is documented, classified, and temporarily alleviated but not structurally resolved. Migrants, precarious workers, and households facing life-course disruptions are disproportionately exposed to short-term support. Situated within Italy’s homeownership-dominant housing regime and Lombardy’s welfare abitativo framework, the findings challenge market-failure narratives, reframing precarity as governance under scarcity. Methodologically, the thesis proposes a scalable approach to administrative narrative analysis, demonstrating how qualitative documents can be structured without losing interpretive depth. Despite narrative bias and sample limitations, the corpus illuminates how precarity materializes in bureaucratic practice. The thesis concludes by advocating structural reforms expanding permanent housing supply and integrating housing with labour protections to counter managed insecurity.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
26-mar-2026
2024/2025
Questa tesi indaga la precarietà abitativa a Milano attraverso l’analisi di 374 lettere motivazionali presentate ai programmi di emergenza abitativa tra il 2017 e il 2025. Lo studio esamina come la vulnerabilità abitativa venga riconosciuta e gestita a livello amministrativo in condizioni di scarsità strutturale. Basandosi sulla teoria dei percorsi abitativi e su una pipeline computazionale ibrida, la ricerca costruisce profili di vulnerabilità che rivelano intersezioni ricorrenti tra fragilità nel mercato dell’affitto privato, strategie informali di adattamento, precarietà lavorativa, vincoli familiari e mediazione istituzionale. I risultati empirici mostrano che l’emergenza abitativa non è un fenomeno eccezionale, bensì strutturalmente prodotto all’interno di un regime di welfare residuale. I richiedenti — prevalentemente lavoratori a basso reddito con contratti di affitto — subiscono lo sfratto per morosità nonostante la presenza di un’occupazione, a riflesso dello squilibrio tra salari e costi abitativi in un mercato ad alta pressione. L’ospitalità informale emerge come meccanismo di adattamento diffuso ma instabile, mentre il contatto con i servizi sociali indica traiettorie inserite nel sistema di welfare. L’analisi tipologica individua quattro profili di vulnerabilità — povertà lavorativa connessa allo sfratto, nuclei in condizioni abitative informali, displacement da alloggi formali per cause diverse dalla morosità, e un gruppo residuale non classificabile — ciascuno associato a meccanismi distinti e a logiche di intervento differenziate. L’analisi concettualizza la precarietà abitativa come precarietà gestita: una configurazione di governance in cui i programmi emergenziali riconoscono la vulnerabilità ma al contempo riproducono temporaneità e meccanismi selettivi di meritevolezza in un contesto di offerta limitata. Questa dinamica si manifesta empiricamente come instabilità gestita — una precarietà che viene documentata, classificata e temporaneamente alleviata, senza essere risolta in termini strutturali. Migranti, lavoratori precari e nuclei familiari colpiti da fratture nel corso di vita risultano esposti in modo sproporzionato a forme di sostegno a breve termine. Situati nel quadro del regime abitativo italiano, dominato dalla proprietà, e nel sistema di welfare abitativo lombardo, i risultati mettono in discussione le narrazioni incentrate sul fallimento di mercato, riformulando la precarietà come forma di governo della scarsità. Sul piano metodologico, la tesi propone un approccio scalabile all’analisi di narrazioni amministrative, dimostrando come documenti qualitativi possano essere strutturati senza perdere profondità interpretativa. Nonostante i limiti legati alla distorsione narrativa e alla natura del campione, il corpus illumina le modalità attraverso cui la precarietà si materializza nella pratica burocratica. La tesi si conclude con la proposta di riforme strutturali volte ad ampliare l’offerta di alloggi permanenti e a integrare le politiche abitative con le tutele del lavoro, al fine di contrastare l’insicurezza abitativa gestita.
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