Small in size yet vast in imagination, small islands have long attracted travelers, researchers, and dreamers. Often distant from major routes, they preserve fragile ecosystems, resilient communities, and traditions that endure precisely because of their geography. As complex microcosms, islands reflect global phenomena on a reduced scale, such as climate change, sustainability, migration, and cultural identity, making them true laboratories for observation and experimentation. Derived from the Latin insula, meaning “land in the middle of the sea,” the island is, by definition, a bounded space that is nonetheless open to imagination. The term itself embodies a tension between isolation and relationship, distance and connection. It is precisely this ambivalence that forms the foundation of the thesis project. The work proposes a journey through Small Islands, structured around four thematic archipelagos that explore different interpretations of the concept of the island: the geographical island, real and tangible; the island as part of a system, exemplifying a balance between autonomy and interconnection; the island as a metaphor for isolation; and the imaginary island, a place of myth and elsewhere. This theoretical and narrative journey takes shape as an exhibition design project. The exhibition becomes a spatial device that transforms maps into experiences, constructing an immersive itinerary that guides visitors through the various conceptual “archipelagos.” The installation interprets the island not only as an object of study but also as a narrative structure and spatial form, making visible the layered meanings embedded in the term. Maps 2.0 – Small Islands thus emerges as a design-driven investigation that brings together territorial research, theoretical reflection, and curatorial experimentation, proposing a new way of representing minor geographies: no longer marginal, but central to contemporary debate.

Minori per estensione, enormi per immaginario, le piccole isole attraggono viaggiatori, ricercatori e sognatori. Spesso lontane dalle rotte principali, custodiscono ecosistemi fragili, comunità resilienti e tradizioni che sopravvivono grazie alla loro stessa geografia. Microcosmi complessi, riflettono in scala ridotta fenomeni globali quali cambiamento climatico, sostenibilità, migrazione e identità culturale, diventando veri e propri laboratori di osservazione e sperimentazione. Dal latino insula “terra in mezzo al mare”, l’isola è, per definizione, uno spazio delimitato, ma al tempo stesso aperto all’immaginazione. Il termine contiene in sé una tensione tra isolamento e relazione, tra distanza e connessione. Proprio su questa ambivalenza si fonda il progetto di tesi. Il lavoro propone un viaggio attraverso le Piccole Isole, articolato in quattro arcipelaghi tematici che esplorano altrettante declinazioni del concetto di isola; l’isola geografica, reale e concreta; l’isola come parte di un sistema, esempio di equilibrio tra autonomia e interconnessione; l’isola come metafora di isolamento; l’isola immaginaria, luogo del mito e dell’altrove. Questo percorso teorico e narrativo si traduce in un progetto di allestimento espositivo. La mostra diventa dispositivo spaziale capace di trasformare la mappa in esperienza, costruendo un itinerario immersivo che guida il visitatore attraverso i diversi “arcipelaghi” concettuali. L’allestimento interpreta l’isola non solo come oggetto di studio, ma come struttura narrativa e forma spaziale, rendendo visibile la stratificazione di significati che il termine racchiude. Mappe 2.0 - Isole Piccole si configura così come un’indagine progettuale che unisce ricerca territoriale, riflessione teorica e sperimentazione espositiva, proponendo una nuova modalità di rappresentazione delle geografie minori: non più marginali, ma centrali nel dibattito contemporaneo.

Piccole isole : progetto di una mostra itinerante

Corbetta, Ludovica
2025/2026

Abstract

Small in size yet vast in imagination, small islands have long attracted travelers, researchers, and dreamers. Often distant from major routes, they preserve fragile ecosystems, resilient communities, and traditions that endure precisely because of their geography. As complex microcosms, islands reflect global phenomena on a reduced scale, such as climate change, sustainability, migration, and cultural identity, making them true laboratories for observation and experimentation. Derived from the Latin insula, meaning “land in the middle of the sea,” the island is, by definition, a bounded space that is nonetheless open to imagination. The term itself embodies a tension between isolation and relationship, distance and connection. It is precisely this ambivalence that forms the foundation of the thesis project. The work proposes a journey through Small Islands, structured around four thematic archipelagos that explore different interpretations of the concept of the island: the geographical island, real and tangible; the island as part of a system, exemplifying a balance between autonomy and interconnection; the island as a metaphor for isolation; and the imaginary island, a place of myth and elsewhere. This theoretical and narrative journey takes shape as an exhibition design project. The exhibition becomes a spatial device that transforms maps into experiences, constructing an immersive itinerary that guides visitors through the various conceptual “archipelagos.” The installation interprets the island not only as an object of study but also as a narrative structure and spatial form, making visible the layered meanings embedded in the term. Maps 2.0 – Small Islands thus emerges as a design-driven investigation that brings together territorial research, theoretical reflection, and curatorial experimentation, proposing a new way of representing minor geographies: no longer marginal, but central to contemporary debate.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
26-mar-2026
2025/2026
Minori per estensione, enormi per immaginario, le piccole isole attraggono viaggiatori, ricercatori e sognatori. Spesso lontane dalle rotte principali, custodiscono ecosistemi fragili, comunità resilienti e tradizioni che sopravvivono grazie alla loro stessa geografia. Microcosmi complessi, riflettono in scala ridotta fenomeni globali quali cambiamento climatico, sostenibilità, migrazione e identità culturale, diventando veri e propri laboratori di osservazione e sperimentazione. Dal latino insula “terra in mezzo al mare”, l’isola è, per definizione, uno spazio delimitato, ma al tempo stesso aperto all’immaginazione. Il termine contiene in sé una tensione tra isolamento e relazione, tra distanza e connessione. Proprio su questa ambivalenza si fonda il progetto di tesi. Il lavoro propone un viaggio attraverso le Piccole Isole, articolato in quattro arcipelaghi tematici che esplorano altrettante declinazioni del concetto di isola; l’isola geografica, reale e concreta; l’isola come parte di un sistema, esempio di equilibrio tra autonomia e interconnessione; l’isola come metafora di isolamento; l’isola immaginaria, luogo del mito e dell’altrove. Questo percorso teorico e narrativo si traduce in un progetto di allestimento espositivo. La mostra diventa dispositivo spaziale capace di trasformare la mappa in esperienza, costruendo un itinerario immersivo che guida il visitatore attraverso i diversi “arcipelaghi” concettuali. L’allestimento interpreta l’isola non solo come oggetto di studio, ma come struttura narrativa e forma spaziale, rendendo visibile la stratificazione di significati che il termine racchiude. Mappe 2.0 - Isole Piccole si configura così come un’indagine progettuale che unisce ricerca territoriale, riflessione teorica e sperimentazione espositiva, proponendo una nuova modalità di rappresentazione delle geografie minori: non più marginali, ma centrali nel dibattito contemporaneo.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/252361