Coasts are among the territories that have undergone the greatest transformation over the past fifty years. They represent the interface between sea and land and between nature and society and, as such, they are subject to the cumulative influence of human activities in both systems. Population growth, uncontrolled building expansion and industrial settlements have profoundly altered the profile of shorelines, with direct impacts on the landscape. These areas constitute complex geographies, which are among the most strategic ecosystems but, at the same time, are still fragile and unstable. In recent decades, their vulnerability has increased due to climate change, which intensifies the effects of pollution, sea level rise, marine intrusion and erosion. These factors threaten not only the physical stability of the coasts, but also their ability to sustain natural habitats and human activities. In Italy, even though the UN 2030 Agenda emphasises the importance of strengthening the resilience and protection of coastal and marine areas, a coherent and concrete national strategy for integrated management is still lacking. However, in the twenty-first century, it is fundamental to address the state of health of coastal areas as an urgent matter, in order to guide future choices according to the principles of sustainability, through multidisciplinary studies on the environmental, cultural and historical dynamics that characterize them. This thesis, which is design-oriented in nature, addresses this challenge through the analysis of the general state of Italian coastal degradation and, subsequently, focuses on the abandonment of former SIR pier area in Calabria. The project proposes a gradual regeneration, based on balanced human interventions that are aware of existing critical issues, grounded in principles of coexistence and coevolution between humans and nature. Architecture is therefore not an end in itself, but a tool to observe, understand and interact with the landscape in a non-invasive manner. In contrast with traditional seaside tourism development models, which are often standardized and high-impact, an integrated system of architecture, infrastructure, and landscape is outlined, prioritizing the balance between conservation and responsible human development.

Le coste sono tra i territori più trasformati degli ultimi cinquant’anni. Situate all’interfaccia tra mare e terra, tra natura e società, subiscono l’influenza cumulativa delle attività umane in entrambi i sistemi. Crescita demografica, espansione edilizia incontrollata e insediamenti industriali hanno modificato profondamente il profilo dei litorali, con impatti diretti sul paesaggio. Queste aree costituiscono geografie complesse: tra gli ecosistemi più strategici ma, al tempo stesso, fragili e instabili. La loro vulnerabilità è aumentata negli ultimi decenni a causa dei cambiamenti climatici, che accentuano gli impatti dell’inquinamento e amplificano processi come l’innalzamento del livello del mare, l’ingressione marina e l’erosione. Questi fattori minacciano non solo la stabilità fisica delle coste, ma anche la loro capacità di sostenere habitat naturali e attività umane. Paradossalmente, in Italia, nonostante l’Agenda ONU 2030 sottolinei l’importanza di rafforzare la resilienza e la tutela delle aree costiere e marine, manca ancora una strategia nazionale organica e concreta per la gestione integrata. Nel XXI secolo, invece, è urgente porre attenzione allo stato di salute delle aree litoranee per orientare le scelte future secondo principi di sostenibilità, attraverso studi multidisciplinari sulle dinamiche ambientali, culturali e storiche che le caratterizzano. La tesi, di natura progettuale, affronta questa sfida analizzando lo scenario generale del degrado costiero italiano e, di seguito, concentrandosi sul caso dell’area dismessa del pontile ex SIR in Calabria. Il progetto propone una rigenerazione graduale, basata su interventi antropici equilibrati e consapevoli delle criticità esistenti, basati su principi di coesistenza e coevoluzione tra uomo e natura. L’architettura non è così fine a sé stessa, ma strumento per osservare, comprendere e interagire con il paesaggio in maniera non invasiva. In contrasto con i modelli tradizionali di sviluppo turistico-balneari, spesso omologati e ad alto impatto, si delinea un sistema integrato di architetture, infrastrutture e paesaggio che mette al centro l’equilibrio tra conservazione e sviluppo umano responsabile.

La linea fragile tra architettura e mare: un'analisi sull'ecosistema delle coste italiane

Mazzuchelli, Martina;Molinari, Rachele
2024/2025

Abstract

Coasts are among the territories that have undergone the greatest transformation over the past fifty years. They represent the interface between sea and land and between nature and society and, as such, they are subject to the cumulative influence of human activities in both systems. Population growth, uncontrolled building expansion and industrial settlements have profoundly altered the profile of shorelines, with direct impacts on the landscape. These areas constitute complex geographies, which are among the most strategic ecosystems but, at the same time, are still fragile and unstable. In recent decades, their vulnerability has increased due to climate change, which intensifies the effects of pollution, sea level rise, marine intrusion and erosion. These factors threaten not only the physical stability of the coasts, but also their ability to sustain natural habitats and human activities. In Italy, even though the UN 2030 Agenda emphasises the importance of strengthening the resilience and protection of coastal and marine areas, a coherent and concrete national strategy for integrated management is still lacking. However, in the twenty-first century, it is fundamental to address the state of health of coastal areas as an urgent matter, in order to guide future choices according to the principles of sustainability, through multidisciplinary studies on the environmental, cultural and historical dynamics that characterize them. This thesis, which is design-oriented in nature, addresses this challenge through the analysis of the general state of Italian coastal degradation and, subsequently, focuses on the abandonment of former SIR pier area in Calabria. The project proposes a gradual regeneration, based on balanced human interventions that are aware of existing critical issues, grounded in principles of coexistence and coevolution between humans and nature. Architecture is therefore not an end in itself, but a tool to observe, understand and interact with the landscape in a non-invasive manner. In contrast with traditional seaside tourism development models, which are often standardized and high-impact, an integrated system of architecture, infrastructure, and landscape is outlined, prioritizing the balance between conservation and responsible human development.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
26-mar-2026
2024/2025
Le coste sono tra i territori più trasformati degli ultimi cinquant’anni. Situate all’interfaccia tra mare e terra, tra natura e società, subiscono l’influenza cumulativa delle attività umane in entrambi i sistemi. Crescita demografica, espansione edilizia incontrollata e insediamenti industriali hanno modificato profondamente il profilo dei litorali, con impatti diretti sul paesaggio. Queste aree costituiscono geografie complesse: tra gli ecosistemi più strategici ma, al tempo stesso, fragili e instabili. La loro vulnerabilità è aumentata negli ultimi decenni a causa dei cambiamenti climatici, che accentuano gli impatti dell’inquinamento e amplificano processi come l’innalzamento del livello del mare, l’ingressione marina e l’erosione. Questi fattori minacciano non solo la stabilità fisica delle coste, ma anche la loro capacità di sostenere habitat naturali e attività umane. Paradossalmente, in Italia, nonostante l’Agenda ONU 2030 sottolinei l’importanza di rafforzare la resilienza e la tutela delle aree costiere e marine, manca ancora una strategia nazionale organica e concreta per la gestione integrata. Nel XXI secolo, invece, è urgente porre attenzione allo stato di salute delle aree litoranee per orientare le scelte future secondo principi di sostenibilità, attraverso studi multidisciplinari sulle dinamiche ambientali, culturali e storiche che le caratterizzano. La tesi, di natura progettuale, affronta questa sfida analizzando lo scenario generale del degrado costiero italiano e, di seguito, concentrandosi sul caso dell’area dismessa del pontile ex SIR in Calabria. Il progetto propone una rigenerazione graduale, basata su interventi antropici equilibrati e consapevoli delle criticità esistenti, basati su principi di coesistenza e coevoluzione tra uomo e natura. L’architettura non è così fine a sé stessa, ma strumento per osservare, comprendere e interagire con il paesaggio in maniera non invasiva. In contrasto con i modelli tradizionali di sviluppo turistico-balneari, spesso omologati e ad alto impatto, si delinea un sistema integrato di architetture, infrastrutture e paesaggio che mette al centro l’equilibrio tra conservazione e sviluppo umano responsabile.
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