In the Alpine valleys of Valtellina and Valchiavenna, starting in the early decades of the 20th century, dams, penstocks and hydroelectric power plants profoundly transformed the landscape, the local economy and the identity of the communities. In addition to their productive function, these facilities are now important examples of industrial archaeology. However, their gradual decommissioning or underutilisation has generated physical, environmental and social problems, highlighting the need to develop methodological tools capable of guiding their regeneration in a coherent and sustainable manner. To meet this need, the research proposes S.H.A.P.E. (Strategies for High-potential Areas for Planning & Expansion), a parametric strategic-analytical tool designed to support decision-making and planning in the reactivation of decommissioned hydroelectric heritage. The model integrates historical, architectural, engineering, territorial, environmental and economic indicators within a multi-criteria evaluation framework that includes established methods, such as the Analytic Hierarchy Process developed by Thomas L. Saaty. S.H.A.P.E. is structured on two levels: the territorial level, which assesses the role of the plants within the provincial Alpine infrastructure system, and the municipal level of the individual structure, which analyses architectural characteristics, state of conservation and possible reuse scenarios. This dual perspective allows the question of “why regenerate” to be transformed into an operational model of “how to regenerate”, based on a systemic reading of the structure and its context. The thesis is divided into three parts: an overview of the Alpine hydroelectric system in the province of Sondrio, based on studies by Giuseppe Songini; the methodological construction of the S.H.A.P.E. tool with its system of indicators and parameters; and the application phase, tested through a case study of the former Campovico hydroelectric power plant (SO). S.H.A.P.E. is proposed as a replicable methodological tool, designed to be applied to other contexts with decommissioned hydroelectric power plants, capable of guiding the regeneration of industrial archaeology in a coherent manner, integrated into the territory and respectful of the historical and industrial value of the sites.

Nelle vallate alpine della Valtellina e della Valchiavenna, a partire dai primi decenni del Novecento, dighe, condotte forzate e centrali idroelettriche hanno trasformato profondamente il paesaggio, l’economia locale e l’identità delle comunità. Questi impianti, oltre a svolgere una funzione produttiva, rappresentano oggi importanti testimonianze di archeologia industriale. La loro progressiva dismissione o sottoutilizzo ha però generato criticità fisiche, ambientali e sociali, evidenziando la necessità di sviluppare strumenti metodologici capaci di guidare la loro rigenerazione in modo coerente e sostenibile. Per rispondere a questa esigenza, la ricerca propone S.H.A.P.E. (Strategies for High-potential Areas for Planning & Expansion), uno strumento strategico-analitico parametrico progettato per supportare il processo decisionale e progettuale nella riattivazione del patrimonio idroelettrico dismesso. Il modello integra indicatori storici, architettonici, ingegneristici, territoriali, ambientali ed economici all’interno di una struttura di valutazione multicriteriale che include metodi consolidati, tra cui l’Analytic Hierarchy Process sviluppato da Thomas L. Saaty. S.H.A.P.E. è strutturato su due livelli: l’ambito territoriale, che valuta il ruolo degli impianti all’interno del sistema infrastrutturale alpino provinciale e l’ambito comunale del singolo manufatto, che analizza caratteristiche architettoniche, stato di conservazione e possibili scenari di riuso. Questa doppia prospettiva consente di trasformare il quesito del “perché rigenerare” in un modello operativo del “come rigenerare”, fondato su una lettura sistemica del manufatto e del suo contesto. La tesi si articola in tre parti: un inquadramento del sistema idroelettrico alpino della provincia di Sondrio, basato sugli studi di Giuseppe Songini; la costruzione metodologica dello strumento S.H.A.P.E. con il relativo sistema di indicatori e parametri; e la fase applicativa, sperimentata attraverso il caso studio dell’ex centrale idroelettrica di Campovico (SO). S.H.A.P.E. si propone come uno strumento metodologico replicabile, pensato per essere applicato anche ad altri contesti con centrali idroelettriche dismesse, capace di guidare la rigenerazione delle archeologie industriali in modo coerente, integrato nel territorio e rispettoso del valore storico-industriale dei luoghi.

S.H.A.P.E. come strumento strategico per la rigenerazione dell'archeologia industriale dismessa : il caso studio dell'ex Centrale Idroelettrica di Campovico (SO)

Mazzoni, Filippo;BERNARDI, LUCA
2024/2025

Abstract

In the Alpine valleys of Valtellina and Valchiavenna, starting in the early decades of the 20th century, dams, penstocks and hydroelectric power plants profoundly transformed the landscape, the local economy and the identity of the communities. In addition to their productive function, these facilities are now important examples of industrial archaeology. However, their gradual decommissioning or underutilisation has generated physical, environmental and social problems, highlighting the need to develop methodological tools capable of guiding their regeneration in a coherent and sustainable manner. To meet this need, the research proposes S.H.A.P.E. (Strategies for High-potential Areas for Planning & Expansion), a parametric strategic-analytical tool designed to support decision-making and planning in the reactivation of decommissioned hydroelectric heritage. The model integrates historical, architectural, engineering, territorial, environmental and economic indicators within a multi-criteria evaluation framework that includes established methods, such as the Analytic Hierarchy Process developed by Thomas L. Saaty. S.H.A.P.E. is structured on two levels: the territorial level, which assesses the role of the plants within the provincial Alpine infrastructure system, and the municipal level of the individual structure, which analyses architectural characteristics, state of conservation and possible reuse scenarios. This dual perspective allows the question of “why regenerate” to be transformed into an operational model of “how to regenerate”, based on a systemic reading of the structure and its context. The thesis is divided into three parts: an overview of the Alpine hydroelectric system in the province of Sondrio, based on studies by Giuseppe Songini; the methodological construction of the S.H.A.P.E. tool with its system of indicators and parameters; and the application phase, tested through a case study of the former Campovico hydroelectric power plant (SO). S.H.A.P.E. is proposed as a replicable methodological tool, designed to be applied to other contexts with decommissioned hydroelectric power plants, capable of guiding the regeneration of industrial archaeology in a coherent manner, integrated into the territory and respectful of the historical and industrial value of the sites.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
25-mar-2026
2024/2025
Nelle vallate alpine della Valtellina e della Valchiavenna, a partire dai primi decenni del Novecento, dighe, condotte forzate e centrali idroelettriche hanno trasformato profondamente il paesaggio, l’economia locale e l’identità delle comunità. Questi impianti, oltre a svolgere una funzione produttiva, rappresentano oggi importanti testimonianze di archeologia industriale. La loro progressiva dismissione o sottoutilizzo ha però generato criticità fisiche, ambientali e sociali, evidenziando la necessità di sviluppare strumenti metodologici capaci di guidare la loro rigenerazione in modo coerente e sostenibile. Per rispondere a questa esigenza, la ricerca propone S.H.A.P.E. (Strategies for High-potential Areas for Planning & Expansion), uno strumento strategico-analitico parametrico progettato per supportare il processo decisionale e progettuale nella riattivazione del patrimonio idroelettrico dismesso. Il modello integra indicatori storici, architettonici, ingegneristici, territoriali, ambientali ed economici all’interno di una struttura di valutazione multicriteriale che include metodi consolidati, tra cui l’Analytic Hierarchy Process sviluppato da Thomas L. Saaty. S.H.A.P.E. è strutturato su due livelli: l’ambito territoriale, che valuta il ruolo degli impianti all’interno del sistema infrastrutturale alpino provinciale e l’ambito comunale del singolo manufatto, che analizza caratteristiche architettoniche, stato di conservazione e possibili scenari di riuso. Questa doppia prospettiva consente di trasformare il quesito del “perché rigenerare” in un modello operativo del “come rigenerare”, fondato su una lettura sistemica del manufatto e del suo contesto. La tesi si articola in tre parti: un inquadramento del sistema idroelettrico alpino della provincia di Sondrio, basato sugli studi di Giuseppe Songini; la costruzione metodologica dello strumento S.H.A.P.E. con il relativo sistema di indicatori e parametri; e la fase applicativa, sperimentata attraverso il caso studio dell’ex centrale idroelettrica di Campovico (SO). S.H.A.P.E. si propone come uno strumento metodologico replicabile, pensato per essere applicato anche ad altri contesti con centrali idroelettriche dismesse, capace di guidare la rigenerazione delle archeologie industriali in modo coerente, integrato nel territorio e rispettoso del valore storico-industriale dei luoghi.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/252416