Despite its considerable cultural, real estate, and touristic value, the Kazimierz quarter in Kraków remains characterized by a degraded and fragmented urban fabric. The origins of this condition lie in the district’s complex history. Formerly the Jewish quarter of Kraków, after the war, deprived of its original population, many of Kazimierz’s buildings were left without proper maintenance for decades and gradually fell into disrepair, or were even intentionally demolished. The 1990s brought radical political and economic transformation the first tangible revitalization actuated through tourism implementation, gradually reshaping the district’s urban structure, economic functions, social composition, and image. Nevertheless, Kazimierz still exhibits a fragmented urban tissue by numerous urban gaps, the remnants of postwar demolitions, or uncompleted developments, that disrupt the continuity of the urban fabric. Today these spaces, are often converted into temporary car parks or food-truck zones. Their persistence underlines structural issues as unclear or fragmented property ownership, complex inheritance disputes, and absentee landlords. The presence of numerous gaps is a great opportunity to create new public and private spaces for the local community and preserve a diversified nature of the social tissue. The logic behind the new interventions is to create density to the physical and social dimension of the district, not intended as a mere numerical parameter but thought as the diversified nature of elements that define a space as urban. Building within the built city therefore requires a conscious engagement with existing urban conditions. Architecture does not emerge in isolation, nor does it rely solely on abstract or universal models detached from context. Instead, it takes shape in response to specific spatial, historical, and social circumstances. Interventions in consolidated urban environments must operate within defined limits, integrating with established layouts, scales, and relationships rather than disregarding them. More broadly, working within the existing city entails an attitude of completion, repair, and transformation rather than replacement.

Nonostante il suo considerevole valore culturale, immobiliare e turistico, il quartiere di Kazimierz a Cracovia rimane caratterizzato da un tessuto urbano degradato e frammentato. Le origini di questa condizione risiedono nella storia complessa del quartiere. Un tempo quartiere ebraico di Cracovia, dopo la guerra, privato della sua popolazione originaria, molti edifici di Kazimierz rimasero per decenni senza adeguata manutenzione e caddero progressivamente in rovina, oppure furono addirittura demoliti intenzionalmente. Gli anni Novanta portarono una radicale trasformazione politica ed economica e le prime concrete azioni di rivitalizzazione, attuate attraverso l’implementazione del turismo, che hanno gradualmente rimodellato la struttura urbana del quartiere, le sue funzioni economiche, la composizione sociale e la sua immagine. Tuttavia, Kazimierz presenta ancora un tessuto urbano frammentato, segnato da numerosi vuoti urbani, residui delle demolizioni del dopoguerra o di sviluppi mai completati, che interrompono la continuità del tessuto costruito. Oggi questi spazi sono spesso convertiti in parcheggi temporanei o aree per food truck. La loro persistenza evidenzia problemi strutturali come la proprietà poco chiara o frammentata, complesse dispute ereditarie e la presenza di proprietari assenti. La presenza di numerosi vuoti rappresenta una grande opportunità per creare nuovi spazi pubblici e privati per la comunità locale e preservare la natura diversificata del tessuto sociale. La logica alla base dei nuovi interventi è quella di creare densità nella dimensione fisica e sociale del quartiere, intesa non come un semplice parametro numerico, ma come la natura diversificata degli elementi che definiscono uno spazio come urbano. Costruire all’interno della città costruita richiede quindi un confronto consapevole con le condizioni urbane esistenti. L’architettura non emerge in isolamento, né si affida esclusivamente a modelli astratti o universali slegati dal contesto. Al contrario, prende forma in risposta a specifiche circostanze spaziali, storiche e sociali. Gli interventi in ambienti urbani consolidati devono operare entro limiti definiti, integrandosi con assetti, scale e relazioni già stabiliti, anziché ignorarli. Più in generale, lavorare all’interno della città esistente implica un atteggiamento di completamento, riparazione e trasformazione piuttosto che di sostituzione.

Building within the built city. An urban regeneration project in Krakow's Kazimierz District

Kilarski, Michal Piotr
2025/2026

Abstract

Despite its considerable cultural, real estate, and touristic value, the Kazimierz quarter in Kraków remains characterized by a degraded and fragmented urban fabric. The origins of this condition lie in the district’s complex history. Formerly the Jewish quarter of Kraków, after the war, deprived of its original population, many of Kazimierz’s buildings were left without proper maintenance for decades and gradually fell into disrepair, or were even intentionally demolished. The 1990s brought radical political and economic transformation the first tangible revitalization actuated through tourism implementation, gradually reshaping the district’s urban structure, economic functions, social composition, and image. Nevertheless, Kazimierz still exhibits a fragmented urban tissue by numerous urban gaps, the remnants of postwar demolitions, or uncompleted developments, that disrupt the continuity of the urban fabric. Today these spaces, are often converted into temporary car parks or food-truck zones. Their persistence underlines structural issues as unclear or fragmented property ownership, complex inheritance disputes, and absentee landlords. The presence of numerous gaps is a great opportunity to create new public and private spaces for the local community and preserve a diversified nature of the social tissue. The logic behind the new interventions is to create density to the physical and social dimension of the district, not intended as a mere numerical parameter but thought as the diversified nature of elements that define a space as urban. Building within the built city therefore requires a conscious engagement with existing urban conditions. Architecture does not emerge in isolation, nor does it rely solely on abstract or universal models detached from context. Instead, it takes shape in response to specific spatial, historical, and social circumstances. Interventions in consolidated urban environments must operate within defined limits, integrating with established layouts, scales, and relationships rather than disregarding them. More broadly, working within the existing city entails an attitude of completion, repair, and transformation rather than replacement.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
26-mar-2026
2025/2026
Nonostante il suo considerevole valore culturale, immobiliare e turistico, il quartiere di Kazimierz a Cracovia rimane caratterizzato da un tessuto urbano degradato e frammentato. Le origini di questa condizione risiedono nella storia complessa del quartiere. Un tempo quartiere ebraico di Cracovia, dopo la guerra, privato della sua popolazione originaria, molti edifici di Kazimierz rimasero per decenni senza adeguata manutenzione e caddero progressivamente in rovina, oppure furono addirittura demoliti intenzionalmente. Gli anni Novanta portarono una radicale trasformazione politica ed economica e le prime concrete azioni di rivitalizzazione, attuate attraverso l’implementazione del turismo, che hanno gradualmente rimodellato la struttura urbana del quartiere, le sue funzioni economiche, la composizione sociale e la sua immagine. Tuttavia, Kazimierz presenta ancora un tessuto urbano frammentato, segnato da numerosi vuoti urbani, residui delle demolizioni del dopoguerra o di sviluppi mai completati, che interrompono la continuità del tessuto costruito. Oggi questi spazi sono spesso convertiti in parcheggi temporanei o aree per food truck. La loro persistenza evidenzia problemi strutturali come la proprietà poco chiara o frammentata, complesse dispute ereditarie e la presenza di proprietari assenti. La presenza di numerosi vuoti rappresenta una grande opportunità per creare nuovi spazi pubblici e privati per la comunità locale e preservare la natura diversificata del tessuto sociale. La logica alla base dei nuovi interventi è quella di creare densità nella dimensione fisica e sociale del quartiere, intesa non come un semplice parametro numerico, ma come la natura diversificata degli elementi che definiscono uno spazio come urbano. Costruire all’interno della città costruita richiede quindi un confronto consapevole con le condizioni urbane esistenti. L’architettura non emerge in isolamento, né si affida esclusivamente a modelli astratti o universali slegati dal contesto. Al contrario, prende forma in risposta a specifiche circostanze spaziali, storiche e sociali. Gli interventi in ambienti urbani consolidati devono operare entro limiti definiti, integrandosi con assetti, scale e relazioni già stabiliti, anziché ignorarli. Più in generale, lavorare all’interno della città esistente implica un atteggiamento di completamento, riparazione e trasformazione piuttosto che di sostituzione.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/252424