This master's thesis investigates the role of contemporary architectural design as a tool of resistance against formal standardisation and the loss of identity generated by globalisation processes. Starting from a critical analysis of post-war anthropological and spatial change, the work takes as its theoretical foundation Christian Norberg-Schulz's phenomenology of Genius Loci and the principles of Critical Regionalism. The aim is to demonstrate how architecture must return to being an “act of identification”, capable of interpreting the specific vocation of a site, mediating between material tradition and technological innovation. This theoretical framework finds its practical application in the complex topographical and historical reality of Narni, in Umbria, and in its millennial dialectical relationship with the Nera River. Through an in-depth historiographical investigation, the thesis analyses the evolution of the river infrastructure, comparing two emblematic structures: the Roman Ponte d'Augusto, conceived as a monumental expression of imperial power and transformed over the centuries into a “sublime ruin”, and the medieval “Ponte di Ferro” (or Ponte Nuovo), born out of a collapse and established as an empirical, resilient and constantly evolving infrastructure. The interpretation of these pre-existing elements and the hybrid landscape generated by modern industrialisation forms the basis for the architectural project. The intervention aims to redevelop the landscape and architecture of the area below the Ponte d'Augusto bridge, with the aim of reconnecting the historic city perched on the cliff with the modern, productive city of Narni Scalo. Synthesising the different souls of the river, no longer just a barrier, transit route or industrial engine, but an ecological and social infrastructure, the project aims to transform a fragmented margin into a new place of life and interaction.

La presente tesi magistrale indaga il ruolo del progetto architettonico contemporaneo come strumento di resistenza contro l'omologazione formale e la perdita di identità generata dai processi di globalizzazione. Partendo da un'analisi critica della mutazione antropologica e spaziale del dopoguerra, il lavoro assume come fondamento teorico la fenomenologia del Genius Loci di Christian Norberg-Schulz e i principi del Regionalismo Critico. L'obiettivo è dimostrare come l'architettura debba tornare a essere un "atto di identificazione", capace di interpretare la vocazione specifica di un sito, mediando tra tradizione materiale e innovazione tecnologica. Questo impianto teorico trova la sua applicazione pratica nella complessa realtà topografica e storica di Narni, in Umbria, e nel suo millenario rapporto dialettico con il fiume Nera. Attraverso una profonda indagine storiografica, la tesi analizza l'evoluzione dell'infrastruttura fluviale, mettendo a confronto due manufatti emblematici: il romano Ponte d'Augusto, concepito come espressione monumentale del potere imperiale e trasformatosi nei secoli in una "rovina sublime", e il medievale "Ponte di Ferro" (o Ponte Nuovo), nato da un crollo e affermatosi come infrastruttura empirica, resiliente e in continua evoluzione materica. La lettura di queste preesistenze e del paesaggio ibrido generato dall'industrializzazione moderna costituisce la base per il progetto architettonico. L'intervento mira alla riqualificazione paesaggistica e architettonica dell'area sottostante al Ponte d'Augusto, con la finalità di operare una ricucitura tra la città storica arroccata sulla rupe e la città moderna produttiva di Narni Scalo. Sintetizzando le diverse anime del fiume, non più solo barriera, via di transito o motore industriale, ma infrastruttura ecologica e sociale, il progetto ambisce a trasformare un margine frammentato in un nuovo luogo di vita e relazione.

Layers of passage: from the Three Bridges to a contemporary threshold on the Nera River

Amicizia, Alessio
2024/2025

Abstract

This master's thesis investigates the role of contemporary architectural design as a tool of resistance against formal standardisation and the loss of identity generated by globalisation processes. Starting from a critical analysis of post-war anthropological and spatial change, the work takes as its theoretical foundation Christian Norberg-Schulz's phenomenology of Genius Loci and the principles of Critical Regionalism. The aim is to demonstrate how architecture must return to being an “act of identification”, capable of interpreting the specific vocation of a site, mediating between material tradition and technological innovation. This theoretical framework finds its practical application in the complex topographical and historical reality of Narni, in Umbria, and in its millennial dialectical relationship with the Nera River. Through an in-depth historiographical investigation, the thesis analyses the evolution of the river infrastructure, comparing two emblematic structures: the Roman Ponte d'Augusto, conceived as a monumental expression of imperial power and transformed over the centuries into a “sublime ruin”, and the medieval “Ponte di Ferro” (or Ponte Nuovo), born out of a collapse and established as an empirical, resilient and constantly evolving infrastructure. The interpretation of these pre-existing elements and the hybrid landscape generated by modern industrialisation forms the basis for the architectural project. The intervention aims to redevelop the landscape and architecture of the area below the Ponte d'Augusto bridge, with the aim of reconnecting the historic city perched on the cliff with the modern, productive city of Narni Scalo. Synthesising the different souls of the river, no longer just a barrier, transit route or industrial engine, but an ecological and social infrastructure, the project aims to transform a fragmented margin into a new place of life and interaction.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
25-mar-2026
2024/2025
La presente tesi magistrale indaga il ruolo del progetto architettonico contemporaneo come strumento di resistenza contro l'omologazione formale e la perdita di identità generata dai processi di globalizzazione. Partendo da un'analisi critica della mutazione antropologica e spaziale del dopoguerra, il lavoro assume come fondamento teorico la fenomenologia del Genius Loci di Christian Norberg-Schulz e i principi del Regionalismo Critico. L'obiettivo è dimostrare come l'architettura debba tornare a essere un "atto di identificazione", capace di interpretare la vocazione specifica di un sito, mediando tra tradizione materiale e innovazione tecnologica. Questo impianto teorico trova la sua applicazione pratica nella complessa realtà topografica e storica di Narni, in Umbria, e nel suo millenario rapporto dialettico con il fiume Nera. Attraverso una profonda indagine storiografica, la tesi analizza l'evoluzione dell'infrastruttura fluviale, mettendo a confronto due manufatti emblematici: il romano Ponte d'Augusto, concepito come espressione monumentale del potere imperiale e trasformatosi nei secoli in una "rovina sublime", e il medievale "Ponte di Ferro" (o Ponte Nuovo), nato da un crollo e affermatosi come infrastruttura empirica, resiliente e in continua evoluzione materica. La lettura di queste preesistenze e del paesaggio ibrido generato dall'industrializzazione moderna costituisce la base per il progetto architettonico. L'intervento mira alla riqualificazione paesaggistica e architettonica dell'area sottostante al Ponte d'Augusto, con la finalità di operare una ricucitura tra la città storica arroccata sulla rupe e la città moderna produttiva di Narni Scalo. Sintetizzando le diverse anime del fiume, non più solo barriera, via di transito o motore industriale, ma infrastruttura ecologica e sociale, il progetto ambisce a trasformare un margine frammentato in un nuovo luogo di vita e relazione.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/252445