This dissertation investigates how digital governance reshapes the classic frictions of agency theory, represented by adverse selection, moral hazard, and information asymmetry, focusing in particular on project-based organizations (PBOs), where temporary coalitions and fast execution rhythms tend to intensify the problems between the principal and the agent. The study is based on the key concept that digital governance should not be merely understood as more technology, but rather as an operational governance architecture composed of four foundational mechanisms, namely control, coordination, incentives, and trust, that are embedded and amplified through digital systems. In this context, perceived transparency is treated as a distinct construct, considering that evidence and traces produced by the digital system are used consistently, fairly, and contestably, shaping how actors interpret and respond to evaluation and monitoring. To empirically test the proposed framework, a structural model was developed, organized around three key research questions: whether the four pillars explain digital governance in PBOs (RQ1), whether digital governance mitigates the three agency frictions (RQ2), and whether perceived transparency mediates these effects (RQ3). To validate the model, a cross-sectional survey was administered to professionals working in project contexts and responses obtained were analysed by means of PLS-SEM, adopting a two-stage approach to estimate a higher-order formative construct for digital governance and using nonparametric bootstrapping for inference. The findings confirms the overall adequacy of the model highlighting the existence of strong relationships between digital governance and agency theory frictions, as well as the selective role of perceived transparency in influencing these dynamics. Together, they justify further targeted studies for each of the paths of development indicated above, to clarify the impact of digital governance and the resulting operational implications.

Questa tesi indaga come la governance digitale rimodelli le classiche frizioni della teoria dell’agenzia, rappresentate da selezione avversa, azzardo morale e asimmetria informativa, con un’attenzione particolare alle organizzazioni basate su progetti (PBOs), in cui coalizioni temporanee e ritmi di esecuzione rapidi tendono a intensificare i problemi tra principale e agente. Lo studio si fonda sull’idea che la governance digitale non debba essere intesa semplicemente come più tecnologia, bensì come un’architettura operativa di governance composta dai quattro meccanismi fondamentali rappresentati da controllo, coordinamento, incentivi e fiducia, che vengono potenziati attraverso i sistemi digitali. In questo contesto, la trasparenza percepita è trattata come un costrutto distinto, riferendosi alla convinzione che le evidenze e le tracce generate dal sistema digitale siano utilizzate in modo coerente, equo e contestabile, influenzando il modo in cui gli attori interpretano e reagiscono alla valutazione e al monitoraggio. Per validare empiricamente il quadro proposto, è stato sviluppato un modello strutturato attorno a tre principali domande di ricerca: se i quattro meccanismi fondamentali spiegano la governance digitale nelle PBOs (RQ1), se la governance digitale mitiga le tre frizioni dell’agenzia (RQ2) e se la trasparenza percepita media tali effetti (RQ3). Per validare il modello è stato elaborato un questionario, somministrato poi a professionisti che operano in contesti progettuali. Le risposte raccolte sono state analizzate mediante il metodo statistico PLS-SEM, e analisi è stata svolta in due passaggi, per ricostruire in modo affidabile il concetto di governance digitale. La solidità dei risultati è stata verificata con ripetute rielaborazioni dei dati. I risultati ottenuti confermano l’adeguatezza complessiva del modello ed evidenziano l’esistenza di relazioni robuste, per quanto non omogenee, tra la governance digitale e le frizioni della teoria dell’agenzia, nonché il ruolo selettivo della trasparenza percepita nell’influenzare tali dinamiche, giustificando così ulteriori studi mirati su ciascuna di tali relazioni volti a chiarirne le specifiche ricadute operative.

How digital governance is reshaping the agency frictions: evidence from a PLS-SEM study of project-based organizations

Trenta, Paolo
2024/2025

Abstract

This dissertation investigates how digital governance reshapes the classic frictions of agency theory, represented by adverse selection, moral hazard, and information asymmetry, focusing in particular on project-based organizations (PBOs), where temporary coalitions and fast execution rhythms tend to intensify the problems between the principal and the agent. The study is based on the key concept that digital governance should not be merely understood as more technology, but rather as an operational governance architecture composed of four foundational mechanisms, namely control, coordination, incentives, and trust, that are embedded and amplified through digital systems. In this context, perceived transparency is treated as a distinct construct, considering that evidence and traces produced by the digital system are used consistently, fairly, and contestably, shaping how actors interpret and respond to evaluation and monitoring. To empirically test the proposed framework, a structural model was developed, organized around three key research questions: whether the four pillars explain digital governance in PBOs (RQ1), whether digital governance mitigates the three agency frictions (RQ2), and whether perceived transparency mediates these effects (RQ3). To validate the model, a cross-sectional survey was administered to professionals working in project contexts and responses obtained were analysed by means of PLS-SEM, adopting a two-stage approach to estimate a higher-order formative construct for digital governance and using nonparametric bootstrapping for inference. The findings confirms the overall adequacy of the model highlighting the existence of strong relationships between digital governance and agency theory frictions, as well as the selective role of perceived transparency in influencing these dynamics. Together, they justify further targeted studies for each of the paths of development indicated above, to clarify the impact of digital governance and the resulting operational implications.
ING - Scuola di Ingegneria Industriale e dell'Informazione
26-mar-2026
2024/2025
Questa tesi indaga come la governance digitale rimodelli le classiche frizioni della teoria dell’agenzia, rappresentate da selezione avversa, azzardo morale e asimmetria informativa, con un’attenzione particolare alle organizzazioni basate su progetti (PBOs), in cui coalizioni temporanee e ritmi di esecuzione rapidi tendono a intensificare i problemi tra principale e agente. Lo studio si fonda sull’idea che la governance digitale non debba essere intesa semplicemente come più tecnologia, bensì come un’architettura operativa di governance composta dai quattro meccanismi fondamentali rappresentati da controllo, coordinamento, incentivi e fiducia, che vengono potenziati attraverso i sistemi digitali. In questo contesto, la trasparenza percepita è trattata come un costrutto distinto, riferendosi alla convinzione che le evidenze e le tracce generate dal sistema digitale siano utilizzate in modo coerente, equo e contestabile, influenzando il modo in cui gli attori interpretano e reagiscono alla valutazione e al monitoraggio. Per validare empiricamente il quadro proposto, è stato sviluppato un modello strutturato attorno a tre principali domande di ricerca: se i quattro meccanismi fondamentali spiegano la governance digitale nelle PBOs (RQ1), se la governance digitale mitiga le tre frizioni dell’agenzia (RQ2) e se la trasparenza percepita media tali effetti (RQ3). Per validare il modello è stato elaborato un questionario, somministrato poi a professionisti che operano in contesti progettuali. Le risposte raccolte sono state analizzate mediante il metodo statistico PLS-SEM, e analisi è stata svolta in due passaggi, per ricostruire in modo affidabile il concetto di governance digitale. La solidità dei risultati è stata verificata con ripetute rielaborazioni dei dati. I risultati ottenuti confermano l’adeguatezza complessiva del modello ed evidenziano l’esistenza di relazioni robuste, per quanto non omogenee, tra la governance digitale e le frizioni della teoria dell’agenzia, nonché il ruolo selettivo della trasparenza percepita nell’influenzare tali dinamiche, giustificando così ulteriori studi mirati su ciascuna di tali relazioni volti a chiarirne le specifiche ricadute operative.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/252621