This thesis reimagines the food experience within the Politecnico di Milano Bovisa–Durando campus as a shared and sensorial landscape that encourages cultural exchange, social connection, and sustainable awareness. While food is central to everyday student life, campus dining environments often function as efficient service areas where eating becomes fast, isolated, and detached from spatial quality. The absence of places to pause, gather, or linger limits the social and cultural potential of meals. In response, the research explores how design can align with the university’s food policies and sustainability goals to support a community-driven food environment. Food operates as a cultural language through which people recognize one another and form a sense of belonging. Shared meals historically create dialogue, trust, and collective identity, yet within contemporary academic environments this potential is rarely supported spatially. The university therefore requires environments that consciously enable conviviality which are spaces where different individuals can remain together without obligation. Architecture, in this context, acts as a mediator and not directing behaviour, but shaping conditions that allow relationships to emerge naturally around everyday rituals. The project focuses on the existing garden of the Bovisa–Candiani campus and investigates terrain as social infrastructure. The proposal reshapes the ground into sculpted mounds, basins, and circular landforms known as Momentscapes. These formations create informal dining areas, gathering zones, preparation spaces, and places for pause and reflection. Through this approach, the campus shifts from a place of consumption to a place of shared experience. The thesis ultimately proposes that community cannot be designed directly, but the spatial conditions for it can be cultivated. By transforming the garden into a convivial landscape, everyday meals evolve into opportunities for connection, cultural understanding, and more conscious engagement with food.

Questa tesi reinterpreta l’esperienza del cibo all’interno del campus Bovisa–Durando del Politecnico di Milano come un paesaggio condiviso e sensoriale capace di favorire scambio culturale, connessione sociale e consapevolezza sostenibile. Sebbene il cibo sia parte centrale della quotidianità studentesca, gli spazi di ristorazione universitari funzionano spesso come aree di servizio efficienti, in cui il pasto diventa rapido, isolato e privo di qualità spaziale. L’assenza di luoghi in cui sostare, incontrarsi o permanere limita il potenziale sociale e culturale del mangiare. In risposta, la ricerca indaga come il progetto possa allinearsi alle politiche alimentari e agli obiettivi di sostenibilità dell’università per sostenere un ambiente alimentare orientato alla comunità. Il cibo opera come linguaggio culturale attraverso cui le persone si riconoscono e costruiscono senso di appartenenza. Storicamente il pasto condiviso genera dialogo, fiducia e identità collettiva, tuttavia negli ambienti accademici contemporanei tale potenzialità raramente trova un adeguato supporto spaziale. L’università richiede quindi ambienti che abilitino consapevolmente la convivialità, ovvero spazi in cui individui differenti possano coesistere senza obbligo di interazione. In questo contesto l’architettura agisce come mediatore: non dirige i comportamenti, ma costruisce condizioni che permettono alle relazioni di emergere naturalmente attorno ai rituali quotidiani. Il progetto si concentra sul giardino esistente del campus Bovisa Candiani e interpreta il terreno come infrastruttura sociale. La proposta rimodella il suolo in una serie di rilievi, bacini e forme circolari denominate Momentscapes, che generano aree informali per il consumo del cibo, spazi di incontro, zone di preparazione e luoghi di pausa e riflessione. Attraverso questo approccio il campus si trasforma da luogo di consumo a luogo di esperienza condivisa. La tesi sostiene infine che la comunità non possa essere progettata direttamente, ma che possano essere coltivate le condizioni spaziali affinché essa emerga. La trasformazione del giardino in un paesaggio conviviale consente ai pasti quotidiani di diventare occasioni di relazione, comprensione culturale e maggiore consapevolezza verso il cibo.

The global table: cultivating conviviality through food, space, and shared experience

Patel, Khush Vimal
2025/2026

Abstract

This thesis reimagines the food experience within the Politecnico di Milano Bovisa–Durando campus as a shared and sensorial landscape that encourages cultural exchange, social connection, and sustainable awareness. While food is central to everyday student life, campus dining environments often function as efficient service areas where eating becomes fast, isolated, and detached from spatial quality. The absence of places to pause, gather, or linger limits the social and cultural potential of meals. In response, the research explores how design can align with the university’s food policies and sustainability goals to support a community-driven food environment. Food operates as a cultural language through which people recognize one another and form a sense of belonging. Shared meals historically create dialogue, trust, and collective identity, yet within contemporary academic environments this potential is rarely supported spatially. The university therefore requires environments that consciously enable conviviality which are spaces where different individuals can remain together without obligation. Architecture, in this context, acts as a mediator and not directing behaviour, but shaping conditions that allow relationships to emerge naturally around everyday rituals. The project focuses on the existing garden of the Bovisa–Candiani campus and investigates terrain as social infrastructure. The proposal reshapes the ground into sculpted mounds, basins, and circular landforms known as Momentscapes. These formations create informal dining areas, gathering zones, preparation spaces, and places for pause and reflection. Through this approach, the campus shifts from a place of consumption to a place of shared experience. The thesis ultimately proposes that community cannot be designed directly, but the spatial conditions for it can be cultivated. By transforming the garden into a convivial landscape, everyday meals evolve into opportunities for connection, cultural understanding, and more conscious engagement with food.
ARC III - Scuola del Design
26-mar-2026
2025/2026
Questa tesi reinterpreta l’esperienza del cibo all’interno del campus Bovisa–Durando del Politecnico di Milano come un paesaggio condiviso e sensoriale capace di favorire scambio culturale, connessione sociale e consapevolezza sostenibile. Sebbene il cibo sia parte centrale della quotidianità studentesca, gli spazi di ristorazione universitari funzionano spesso come aree di servizio efficienti, in cui il pasto diventa rapido, isolato e privo di qualità spaziale. L’assenza di luoghi in cui sostare, incontrarsi o permanere limita il potenziale sociale e culturale del mangiare. In risposta, la ricerca indaga come il progetto possa allinearsi alle politiche alimentari e agli obiettivi di sostenibilità dell’università per sostenere un ambiente alimentare orientato alla comunità. Il cibo opera come linguaggio culturale attraverso cui le persone si riconoscono e costruiscono senso di appartenenza. Storicamente il pasto condiviso genera dialogo, fiducia e identità collettiva, tuttavia negli ambienti accademici contemporanei tale potenzialità raramente trova un adeguato supporto spaziale. L’università richiede quindi ambienti che abilitino consapevolmente la convivialità, ovvero spazi in cui individui differenti possano coesistere senza obbligo di interazione. In questo contesto l’architettura agisce come mediatore: non dirige i comportamenti, ma costruisce condizioni che permettono alle relazioni di emergere naturalmente attorno ai rituali quotidiani. Il progetto si concentra sul giardino esistente del campus Bovisa Candiani e interpreta il terreno come infrastruttura sociale. La proposta rimodella il suolo in una serie di rilievi, bacini e forme circolari denominate Momentscapes, che generano aree informali per il consumo del cibo, spazi di incontro, zone di preparazione e luoghi di pausa e riflessione. Attraverso questo approccio il campus si trasforma da luogo di consumo a luogo di esperienza condivisa. La tesi sostiene infine che la comunità non possa essere progettata direttamente, ma che possano essere coltivate le condizioni spaziali affinché essa emerga. La trasformazione del giardino in un paesaggio conviviale consente ai pasti quotidiani di diventare occasioni di relazione, comprensione culturale e maggiore consapevolezza verso il cibo.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/252690