Designing complexity—conceiving architecture as a complex fact—is today a necessity. On the one hand, the metropolitan condition, especially in its peripheral form, increasingly liquefied, unstable, and contradictory, calls for unprecedented perspectives in its design; on the other, the progressive loss of collective memory and the ongoing cultural revolution—phenomena exacerbated by the systematic absence of certain public buildings, deemed “unprofitable”—demand a radical reconsideration: why are these typologies no longer able to establish profound relationships with their social fabric, to truly become places of public life? This dual theme takes shape through the formulation of a possible paradigm for contemporary architectural design and through a design experimentation, advancing the hypothesis of a strategy for the re-actualization and reinvention of a specific typology: the archive. The research results in the development of a project that completes the expansion of the new Archival Hub of the Municipality of Milan—Mi.M.A. (Milan Metropolitan Archive)—by enlarging the Cittadella degli Archivi on via Gregorovius, within the peripheral context of the Niguarda and Bicocca districts. The thesis aims to reconfigure the archive not only as a place for structuring knowledge and memory, but also and above all as a promoter of spaces and moments of associated life within an increasingly heterogeneous and fragmented peripheral-metropolitan context—a facilitator of public life. It proposes to rethink the archive as a complex building, a place capable of integrating different spaces that multiply its public vocation, through an appropriate program able—potentially—to redefine its very status. Even before understanding its modalities, it is necessary to investigate why all this is needed. What does complexity mean, and why does it constitute an ineludible category of contemporaneity? The research does not intend to offer solutions nor to dispel doubts, but to generate new questions, open unprecedented issues, and propose possible paths to follow—a possible why.

Progettare la complessità, concepire l’architettura come fatto complesso, è oggi una necessità. Da una parte, la condizione metropolitana, soprattutto quella periferica, sempre più liquefatta, labile, contradditoria, invita ad acquisire inediti punti di vista per il suo progetto; dall’altra, la perdita progressiva di una memoria collettiva, la rivoluzione culturale in atto, fenomeni aggravati dall’assenza sistematica di alcuni edifici pubblici – considerati come “poco redditizi” –, necessitano un ripensamento radicale: perché tali tipologie non riescono più a stabilire relazioni profonde con il loro tessuto sociale – ad essere realmente luoghi della vita pubblica? Tale duplice tema si concretizza prefigurando un possibile paradigma per il progetto d’architettura contemporaneo ed una sperimentazione progettuale, attraverso l’ipotesi di una strategia per la riattualizzazione e reinvenzione di una specifica tipologia: l’archivio. La ricerca si traduce nell’elaborazione di un progetto che completi l’espansione del nuovo Polo Archivistico del Comune di Milano – Mi.M.A. (Milan Metropolitan Archive), ampliando la Cittadella degli Archivi di via Gregorovius, nel contesto periferico dei quartieri Niguarda e Bicocca. La tesi pone come proprio obiettivo il riconfigurare l’archivio non solo come luogo di strutturazione della conoscenza e della memoria, ma anche e soprattutto come promotore di spazi e momenti di vita associata in un contesto periferico-metropolitano sempre più eterogeno e frammentario – un facilitatore della vita pubblica. Si propone di ripensare l’archivio in quanto edificio complesso, come luogo capace di integrare spazi differenti che ne moltiplichino la vocazione pubblica, attraverso un programma adeguato che ne sappia ridefinire – potenzialmente – il suo stesso statuto. Ancora prima di comprenderne le modalità, è necessario indagare perché tutto ciò sia necessario. Cosa significa complessità, e perché costituisce una categoria ineludibile della contemporaneità? La ricerca non intende offrire soluzioni né dissipare dubbi, ma generare nuovi interrogativi, aprire questioni inedite, proporre possibili tracce da seguire – un possibile perché.

Mi.lan M.etropolitan A.rchive A.rto .Theque : l'archivio come edificio complesso

Prete, Franco
2024/2025

Abstract

Designing complexity—conceiving architecture as a complex fact—is today a necessity. On the one hand, the metropolitan condition, especially in its peripheral form, increasingly liquefied, unstable, and contradictory, calls for unprecedented perspectives in its design; on the other, the progressive loss of collective memory and the ongoing cultural revolution—phenomena exacerbated by the systematic absence of certain public buildings, deemed “unprofitable”—demand a radical reconsideration: why are these typologies no longer able to establish profound relationships with their social fabric, to truly become places of public life? This dual theme takes shape through the formulation of a possible paradigm for contemporary architectural design and through a design experimentation, advancing the hypothesis of a strategy for the re-actualization and reinvention of a specific typology: the archive. The research results in the development of a project that completes the expansion of the new Archival Hub of the Municipality of Milan—Mi.M.A. (Milan Metropolitan Archive)—by enlarging the Cittadella degli Archivi on via Gregorovius, within the peripheral context of the Niguarda and Bicocca districts. The thesis aims to reconfigure the archive not only as a place for structuring knowledge and memory, but also and above all as a promoter of spaces and moments of associated life within an increasingly heterogeneous and fragmented peripheral-metropolitan context—a facilitator of public life. It proposes to rethink the archive as a complex building, a place capable of integrating different spaces that multiply its public vocation, through an appropriate program able—potentially—to redefine its very status. Even before understanding its modalities, it is necessary to investigate why all this is needed. What does complexity mean, and why does it constitute an ineludible category of contemporaneity? The research does not intend to offer solutions nor to dispel doubts, but to generate new questions, open unprecedented issues, and propose possible paths to follow—a possible why.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
26-mar-2026
2024/2025
Progettare la complessità, concepire l’architettura come fatto complesso, è oggi una necessità. Da una parte, la condizione metropolitana, soprattutto quella periferica, sempre più liquefatta, labile, contradditoria, invita ad acquisire inediti punti di vista per il suo progetto; dall’altra, la perdita progressiva di una memoria collettiva, la rivoluzione culturale in atto, fenomeni aggravati dall’assenza sistematica di alcuni edifici pubblici – considerati come “poco redditizi” –, necessitano un ripensamento radicale: perché tali tipologie non riescono più a stabilire relazioni profonde con il loro tessuto sociale – ad essere realmente luoghi della vita pubblica? Tale duplice tema si concretizza prefigurando un possibile paradigma per il progetto d’architettura contemporaneo ed una sperimentazione progettuale, attraverso l’ipotesi di una strategia per la riattualizzazione e reinvenzione di una specifica tipologia: l’archivio. La ricerca si traduce nell’elaborazione di un progetto che completi l’espansione del nuovo Polo Archivistico del Comune di Milano – Mi.M.A. (Milan Metropolitan Archive), ampliando la Cittadella degli Archivi di via Gregorovius, nel contesto periferico dei quartieri Niguarda e Bicocca. La tesi pone come proprio obiettivo il riconfigurare l’archivio non solo come luogo di strutturazione della conoscenza e della memoria, ma anche e soprattutto come promotore di spazi e momenti di vita associata in un contesto periferico-metropolitano sempre più eterogeno e frammentario – un facilitatore della vita pubblica. Si propone di ripensare l’archivio in quanto edificio complesso, come luogo capace di integrare spazi differenti che ne moltiplichino la vocazione pubblica, attraverso un programma adeguato che ne sappia ridefinire – potenzialmente – il suo stesso statuto. Ancora prima di comprenderne le modalità, è necessario indagare perché tutto ciò sia necessario. Cosa significa complessità, e perché costituisce una categoria ineludibile della contemporaneità? La ricerca non intende offrire soluzioni né dissipare dubbi, ma generare nuovi interrogativi, aprire questioni inedite, proporre possibili tracce da seguire – un possibile perché.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/252754