In Mexico, the toss of a coin is decided by the phrase “¿águila o sol?”, a daily gesture that evokes two opposing yet inseparable images engraved on the national currency. This expression becomes a lens through which to interpret the territory between Toluca and Santiago Tlacotepec, an agricultural landscape destined to be progressively absorbed by urban expansion. As with the coin toss, this condition does not imply a clear choice between alternatives, but rather reveals a state of tension and coexistence. Urban growth in this region unfolds through a succession of partial, often uncoordinated decisions, in which settlements, infrastructure, and productive land overlap. This process is closely linked to autoconstrucción, or self-built architecture, which constitutes the majority of Mexico’s building stock. Far from being merely “informal,” this practice represents a complex and adaptive system, grounded in local resource management, economy of means, and incremental modes of construction, capable of addressing needs that the formal market fails to meet. Within this context, the territory south of Toluca, on the slopes of the Nevado de Toluca, clearly reveals the entanglement of agricultural landscapes, water infrastructures, and expanding settlements. At an altitude of approximately 2,600 meters, cultivated fields, reservoirs, and emerging urbanization coexist in an unstable yet productive condition, one that is expected to intensify in the coming years. In this scenario, water—and rainfall in particular—assumes a central role. As a diffuse, intermittent, and non-proprietary resource, it moves across fields, infrastructures, and settlements, making visible the relationships between city and countryside. Practices of water collection and management reveal a territorial logic that combines measurable technical systems with local forms of knowledge, operating through processes of accumulation, adaptation, and transformation over time. In this sense, Águila o Sol does not function as a symbolic metaphor, but rather as a description of a territorial condition: an unstable balance between complementary logics—natural and artificial, planned and spontaneous—that shapes contemporary forms of inhabitation and urban expansion.

In Messico, il lancio della moneta si decide con la frase “¿águila o sol?”, un gesto quotidiano che evoca due immagini opposte ma inseparabili, incise sulla valuta nazionale. Questa espressione diventa una lente attraverso cui interpretare il territorio tra Toluca e Santiago Tlacotepec, un paesaggio agricolo destinato a essere progressivamente assorbito dall’espansione urbana. Come nel lancio della moneta, questa condizione non implica una scelta netta tra alternative, ma rivela uno stato di tensione e convivenza. La crescita urbana in questa regione si sviluppa attraverso una successione di decisioni parziali, spesso scollegate tra loro, in cui insediamenti, infrastrutture e terre produttive si sovrappongono. Questo processo è strettamente legato all’autoconstrucción, o architettura autogestita, che costituisce la maggior parte del patrimonio edilizio messicano. Lontana dall’essere semplicemente “informale”, questa pratica rappresenta un sistema complesso e adattivo, fondato sulla gestione locale delle risorse, sull’economia dei mezzi e sui modi incrementali di costruzione, in grado di soddisfare bisogni che il mercato formale non riesce a coprire. In questo contesto, il territorio a sud di Toluca, sulle pendici del Nevado de Toluca, mostra chiaramente l’intreccio tra paesaggi agricoli, infrastrutture idriche e insediamenti in espansione. A un’altitudine di circa 2.600 metri, campi coltivati, bacini idrici e urbanizzazione emergente convivono in una condizione instabile ma produttiva, destinata a intensificarsi nei prossimi anni. In questo scenario, l’acqua—e in particolare la pioggia—assume un ruolo centrale. Come risorsa diffusa, intermittente e non proprietaria, essa si muove attraverso campi, infrastrutture e insediamenti, rendendo visibili le relazioni tra città e campagna. Le pratiche di raccolta e gestione dell’acqua rivelano una logica territoriale che combina sistemi tecnici misurabili con forme locali di conoscenza, operando attraverso processi di accumulazione, adattamento e trasformazione nel tempo. In questo senso, Águila o Sol non funziona come metafora simbolica, ma piuttosto come descrizione di una condizione territoriale: un equilibrio instabile tra logiche complementari—naturali e artificiali, pianificate e spontanee—che modellano le forme contemporanee di abitazione e di espansione urbana.

Águila o Sol? : public hydraulic infrastructures in the Toluca Valley

Sánchez Cardenas, Guillermo;Serri Pini, Matilde
2025/2026

Abstract

In Mexico, the toss of a coin is decided by the phrase “¿águila o sol?”, a daily gesture that evokes two opposing yet inseparable images engraved on the national currency. This expression becomes a lens through which to interpret the territory between Toluca and Santiago Tlacotepec, an agricultural landscape destined to be progressively absorbed by urban expansion. As with the coin toss, this condition does not imply a clear choice between alternatives, but rather reveals a state of tension and coexistence. Urban growth in this region unfolds through a succession of partial, often uncoordinated decisions, in which settlements, infrastructure, and productive land overlap. This process is closely linked to autoconstrucción, or self-built architecture, which constitutes the majority of Mexico’s building stock. Far from being merely “informal,” this practice represents a complex and adaptive system, grounded in local resource management, economy of means, and incremental modes of construction, capable of addressing needs that the formal market fails to meet. Within this context, the territory south of Toluca, on the slopes of the Nevado de Toluca, clearly reveals the entanglement of agricultural landscapes, water infrastructures, and expanding settlements. At an altitude of approximately 2,600 meters, cultivated fields, reservoirs, and emerging urbanization coexist in an unstable yet productive condition, one that is expected to intensify in the coming years. In this scenario, water—and rainfall in particular—assumes a central role. As a diffuse, intermittent, and non-proprietary resource, it moves across fields, infrastructures, and settlements, making visible the relationships between city and countryside. Practices of water collection and management reveal a territorial logic that combines measurable technical systems with local forms of knowledge, operating through processes of accumulation, adaptation, and transformation over time. In this sense, Águila o Sol does not function as a symbolic metaphor, but rather as a description of a territorial condition: an unstable balance between complementary logics—natural and artificial, planned and spontaneous—that shapes contemporary forms of inhabitation and urban expansion.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
26-mar-2026
2025/2026
In Messico, il lancio della moneta si decide con la frase “¿águila o sol?”, un gesto quotidiano che evoca due immagini opposte ma inseparabili, incise sulla valuta nazionale. Questa espressione diventa una lente attraverso cui interpretare il territorio tra Toluca e Santiago Tlacotepec, un paesaggio agricolo destinato a essere progressivamente assorbito dall’espansione urbana. Come nel lancio della moneta, questa condizione non implica una scelta netta tra alternative, ma rivela uno stato di tensione e convivenza. La crescita urbana in questa regione si sviluppa attraverso una successione di decisioni parziali, spesso scollegate tra loro, in cui insediamenti, infrastrutture e terre produttive si sovrappongono. Questo processo è strettamente legato all’autoconstrucción, o architettura autogestita, che costituisce la maggior parte del patrimonio edilizio messicano. Lontana dall’essere semplicemente “informale”, questa pratica rappresenta un sistema complesso e adattivo, fondato sulla gestione locale delle risorse, sull’economia dei mezzi e sui modi incrementali di costruzione, in grado di soddisfare bisogni che il mercato formale non riesce a coprire. In questo contesto, il territorio a sud di Toluca, sulle pendici del Nevado de Toluca, mostra chiaramente l’intreccio tra paesaggi agricoli, infrastrutture idriche e insediamenti in espansione. A un’altitudine di circa 2.600 metri, campi coltivati, bacini idrici e urbanizzazione emergente convivono in una condizione instabile ma produttiva, destinata a intensificarsi nei prossimi anni. In questo scenario, l’acqua—e in particolare la pioggia—assume un ruolo centrale. Come risorsa diffusa, intermittente e non proprietaria, essa si muove attraverso campi, infrastrutture e insediamenti, rendendo visibili le relazioni tra città e campagna. Le pratiche di raccolta e gestione dell’acqua rivelano una logica territoriale che combina sistemi tecnici misurabili con forme locali di conoscenza, operando attraverso processi di accumulazione, adattamento e trasformazione nel tempo. In questo senso, Águila o Sol non funziona come metafora simbolica, ma piuttosto come descrizione di una condizione territoriale: un equilibrio instabile tra logiche complementari—naturali e artificiali, pianificate e spontanee—che modellano le forme contemporanee di abitazione e di espansione urbana.
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