Wildfires are an increasingly pressing phenomenon in the landscape, remaking the environment in a rhythm of destruction and rebirth. Beyond their impact on the environment, wildfires are a shifting and evolving spatial phenomenon, moving, accelerating, and leaving behind a trail of evidence of their progress. The current project considers wildfire as a spatial actor in its own right, examining its relationship with wind, topography, and vegetation and translating this into an architectural discourse of instability, unpredictability, and flux. The project, situated in Hyde Park and referencing the experimental approach of the Serpentine Pavilion, positions itself in opposition to its context. In a space associated with familiarity and control, the project provides a space that subverts expectation and eschews comfort. Rather than representing the fire, the pavilion makes its presence felt, moving the viewer through a series of increasingly intense spatial experiences, disorienting and discomfiting the viewer as they enter a space that is fundamentally alien and unfamiliar. In this way, the project considers wildfire as a force of transformation as well as one of destruction.

Gli incendi boschivi stanno diventando un fenomeno sempre più urgente nel paesaggio, rimodellando l’ambiente secondo un ritmo di distruzione e rinascita. Oltre al loro impatto sull’ambiente, gli incendi rappresentano un fenomeno spaziale dinamico ed evolutivo, che si muove, accelera e lascia dietro di sé tracce del proprio passaggio. Il progetto attuale considera l’incendio boschivo come un attore spaziale a sé stante, esaminando la sua relazione con il vento, la topografia e la vegetazione, e traducendo questi aspetti in un discorso architettonico fatto di instabilità, imprevedibilità e flusso. Il progetto, situato a Hyde Park e ispirato all’approccio sperimentale del Serpentine Pavilion, si pone in opposizione al suo contesto. In uno spazio associato alla familiarità e al controllo, il progetto propone un ambiente che sovverte le aspettative e rifiuta il comfort. Piuttosto che rappresentare il fuoco, il padiglione ne rende percepibile la presenza, guidando il visitatore attraverso una serie di esperienze spaziali sempre più intense, disorientandolo e mettendolo a disagio mentre entra in uno spazio fondamentalmente alieno e sconosciuto. In questo modo, il progetto considera l’incendio boschivo come una forza di trasformazione oltre che di distruzione.

Scars of fire: Serpentine Pavilion design inspired by wildfire and regeneration

Yenice, Yeraz Lora
2025/2026

Abstract

Wildfires are an increasingly pressing phenomenon in the landscape, remaking the environment in a rhythm of destruction and rebirth. Beyond their impact on the environment, wildfires are a shifting and evolving spatial phenomenon, moving, accelerating, and leaving behind a trail of evidence of their progress. The current project considers wildfire as a spatial actor in its own right, examining its relationship with wind, topography, and vegetation and translating this into an architectural discourse of instability, unpredictability, and flux. The project, situated in Hyde Park and referencing the experimental approach of the Serpentine Pavilion, positions itself in opposition to its context. In a space associated with familiarity and control, the project provides a space that subverts expectation and eschews comfort. Rather than representing the fire, the pavilion makes its presence felt, moving the viewer through a series of increasingly intense spatial experiences, disorienting and discomfiting the viewer as they enter a space that is fundamentally alien and unfamiliar. In this way, the project considers wildfire as a force of transformation as well as one of destruction.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
26-mar-2026
2025/2026
Gli incendi boschivi stanno diventando un fenomeno sempre più urgente nel paesaggio, rimodellando l’ambiente secondo un ritmo di distruzione e rinascita. Oltre al loro impatto sull’ambiente, gli incendi rappresentano un fenomeno spaziale dinamico ed evolutivo, che si muove, accelera e lascia dietro di sé tracce del proprio passaggio. Il progetto attuale considera l’incendio boschivo come un attore spaziale a sé stante, esaminando la sua relazione con il vento, la topografia e la vegetazione, e traducendo questi aspetti in un discorso architettonico fatto di instabilità, imprevedibilità e flusso. Il progetto, situato a Hyde Park e ispirato all’approccio sperimentale del Serpentine Pavilion, si pone in opposizione al suo contesto. In uno spazio associato alla familiarità e al controllo, il progetto propone un ambiente che sovverte le aspettative e rifiuta il comfort. Piuttosto che rappresentare il fuoco, il padiglione ne rende percepibile la presenza, guidando il visitatore attraverso una serie di esperienze spaziali sempre più intense, disorientandolo e mettendolo a disagio mentre entra in uno spazio fondamentalmente alieno e sconosciuto. In questo modo, il progetto considera l’incendio boschivo come una forza di trasformazione oltre che di distruzione.
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