Milan is one of Europe’s leading university centers, where the growing pressure exerted by the student population on the housing system highlights a criticality that goes beyond the quantitative dimension of the demand for beds. In the Italian contest, university residences are grafted onto the consolidated urban fabric according to episodic and fragmentary logics. In this context, the production of new buildable land appears unsustainable. The design approach therefore shifts from an expansive to a transformative logic, through the application of the strategy of overbuilding above a retail warehouse, interpreted not as a simple addition to a building, but rather as an architectural device for selective densification and typological hybridization. Large commercial buildings, located in strategic urban areas, are reinterpreted as potentially adaptable infrastructures, becoming the subject of morphological rewriting: they intervene on the urban section, reconfiguring the relationship between the commercial base and the new residential volume, between public space and private infrastructure. The insertion of student residences above these structures activates a process of “construction upon construction” that recalls the theories of adaptive reuse and the compact city (Jenks, Burton, Williams, 1996), promoting the addition of new spaces. The thesis investigates the potential application of this strategy by proposing a design hypothesis in which the university residence is adopted as an experimental device to redefine the relationship between density, sustainability, and quality of living, investigating the possibility of transforming introverted and monofunctional spaces into active and permeable urban nodes. The work therefore situates itself within the contemporary debate on urban transformation, proposing, through a design experiment on a building belonging to the Esselunga in Milan, overbuilding as an architectural strategy capable of combining reuse, intensification, and the right to housing, through an intervention that simultaneously operates on typological, morphological, and socio-spatial dimensions.

Milano si configura come uno dei principali poli universitari europei, dove la crescente pressione esercitata dalla popolazione studentesca sul sistema abitativo evidenzia una criticità che travalica la dimensione quantitativa del fabbisogno di posti letto. Nel modello italiano, la residenza universitaria si innesta nel tessuto urbano consolidato secondo logiche episodiche e frammentarie. In questo contesto la produzione di nuovo suolo edificabile appare insostenibile. La riflessione progettuale si sposta, perciò, dalla logica espansiva a quella trasformativa, grazie all’applicazione della strategia dell’overbuilding above a retail warehouse, interpretata non come semplice sopraelevazione edilizia, bensì come dispositivo architettonico di densificazione selettiva e di ibridazione tipologica. I grandi contenitori commerciali, situati in ambiti urbani strategici, vengono riletti come infrastrutture potenzialmente adattabili diventando soggetto della riscrittura morfologica: interviene sulla sezione urbana, riconfigurando il rapporto tra basamento commerciale e nuovo volume abitativo, tra spazio pubblico e infrastruttura privata. L’inserimento di residenze studentesche sopra tali strutture attiva un processo di “costruzione sulla costruzione” che richiama le teorie dell’adaptive reuse e della città compatta (Jenks, Burton, Williams, 1996), promuovendo l’addizione di nuovi spazi. La tesi indaga il potenziale applicativo di questa strategia proponendo un’ipotesi progettuale in cui la residenza universitaria viene assunta come dispositivo sperimentale per ridefinire il rapporto tra densità, sostenibilità e qualità dell’abitare, esplorando la possibilità di trasformare spazi introversi e monofunzionali in nodi urbani attivi e permeabili. Il lavoro si colloca pertanto nel dibattito contemporaneo sulla trasformazione della città, proponendo, attraverso una sperimentazione progettuale su un edificio della catena Esselunga di Milano, l’overbuilding come strategia architettonica capace di coniugare riuso, intensificazione e diritto all’abitare, attraverso un intervento che opera simultaneamente sulla dimensione tipologica, morfologica e socio-spaziale.

Student whood: nuovi suoli per l'abitare studentesco

Bianchi, Giulia;Martinelli, Sara;Santamaria, Simone
2024/2025

Abstract

Milan is one of Europe’s leading university centers, where the growing pressure exerted by the student population on the housing system highlights a criticality that goes beyond the quantitative dimension of the demand for beds. In the Italian contest, university residences are grafted onto the consolidated urban fabric according to episodic and fragmentary logics. In this context, the production of new buildable land appears unsustainable. The design approach therefore shifts from an expansive to a transformative logic, through the application of the strategy of overbuilding above a retail warehouse, interpreted not as a simple addition to a building, but rather as an architectural device for selective densification and typological hybridization. Large commercial buildings, located in strategic urban areas, are reinterpreted as potentially adaptable infrastructures, becoming the subject of morphological rewriting: they intervene on the urban section, reconfiguring the relationship between the commercial base and the new residential volume, between public space and private infrastructure. The insertion of student residences above these structures activates a process of “construction upon construction” that recalls the theories of adaptive reuse and the compact city (Jenks, Burton, Williams, 1996), promoting the addition of new spaces. The thesis investigates the potential application of this strategy by proposing a design hypothesis in which the university residence is adopted as an experimental device to redefine the relationship between density, sustainability, and quality of living, investigating the possibility of transforming introverted and monofunctional spaces into active and permeable urban nodes. The work therefore situates itself within the contemporary debate on urban transformation, proposing, through a design experiment on a building belonging to the Esselunga in Milan, overbuilding as an architectural strategy capable of combining reuse, intensification, and the right to housing, through an intervention that simultaneously operates on typological, morphological, and socio-spatial dimensions.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
26-mar-2026
2024/2025
Milano si configura come uno dei principali poli universitari europei, dove la crescente pressione esercitata dalla popolazione studentesca sul sistema abitativo evidenzia una criticità che travalica la dimensione quantitativa del fabbisogno di posti letto. Nel modello italiano, la residenza universitaria si innesta nel tessuto urbano consolidato secondo logiche episodiche e frammentarie. In questo contesto la produzione di nuovo suolo edificabile appare insostenibile. La riflessione progettuale si sposta, perciò, dalla logica espansiva a quella trasformativa, grazie all’applicazione della strategia dell’overbuilding above a retail warehouse, interpretata non come semplice sopraelevazione edilizia, bensì come dispositivo architettonico di densificazione selettiva e di ibridazione tipologica. I grandi contenitori commerciali, situati in ambiti urbani strategici, vengono riletti come infrastrutture potenzialmente adattabili diventando soggetto della riscrittura morfologica: interviene sulla sezione urbana, riconfigurando il rapporto tra basamento commerciale e nuovo volume abitativo, tra spazio pubblico e infrastruttura privata. L’inserimento di residenze studentesche sopra tali strutture attiva un processo di “costruzione sulla costruzione” che richiama le teorie dell’adaptive reuse e della città compatta (Jenks, Burton, Williams, 1996), promuovendo l’addizione di nuovi spazi. La tesi indaga il potenziale applicativo di questa strategia proponendo un’ipotesi progettuale in cui la residenza universitaria viene assunta come dispositivo sperimentale per ridefinire il rapporto tra densità, sostenibilità e qualità dell’abitare, esplorando la possibilità di trasformare spazi introversi e monofunzionali in nodi urbani attivi e permeabili. Il lavoro si colloca pertanto nel dibattito contemporaneo sulla trasformazione della città, proponendo, attraverso una sperimentazione progettuale su un edificio della catena Esselunga di Milano, l’overbuilding come strategia architettonica capace di coniugare riuso, intensificazione e diritto all’abitare, attraverso un intervento che opera simultaneamente sulla dimensione tipologica, morfologica e socio-spaziale.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/253070