Performing arts organisations are increasingly required to demonstrate the public value they generate, yet social impact in theatre, music, dance, opera and street arts is difficult to evidence: outcomes are often intangible, relational, context-dependent and long-term, while reporting systems favour short-term, standardised metrics. This thesis examines how social impact is currently defined, produced and measured in the performing arts, and which assumptions and organisational conditions shape evaluation practices. The research follows a two-step design. First, a systematic literature review was carried out using a structured protocol inspired by the PICO framework to map definitions, models and tools for impact measurement in the cultural sector. Second, an empirical qualitative study was conducted through semi-structured interviews with purposively selected senior managers and key actors in the Italian performing arts ecosystem. Data were analysed through iterative thematic analysis, using Theory of Change (ToC) as an interpretive lens to reconstruct causal logics, evidence choices and credibility strategies. Findings show that social impact functions as a plural, contested boundary concept. Impact is rarely attributed to the performance alone; it emerges from a wider arrangement of programming, mediation, accessibility, continuity and partnerships. Measurement is often episodic and compliance-driven, relying on quantitative proxies (outputs, attendance), while learning-oriented evaluation is constrained by limited resources, skills and short funding cycles. Additionality and attribution remain the main credibility knot for medium-to-long-term change, and reputation often substitutes for robust evidence. The thesis proposes a sector-sensitive ToC and a “proportionate rigour” approach that combines a small set of prioritised outcomes, mixed evidence and transparent limits, informing both organisational practice and cultural policy design.

Le organizzazioni di arti performative sono sempre più chiamate a rendicontare il valore pubblico generato, ma l’impatto sociale in teatro, musica, danza, opera e arti di strada è difficile da dimostrare: gli esiti sono spesso intangibili, relazionali, situati e di lungo periodo, mentre la rendicontazione privilegia metriche rapide e standardizzate. Questa tesi indaga come l’impatto sociale venga oggi definito, prodotto e misurato nelle performing arts e quali assunzioni e condizioni organizzative orientino tali pratiche. La ricerca adotta un disegno in due fasi. In primo luogo, una revisione sistematica della letteratura, tramite un protocollo strutturato ispirato al modello PICO, ricostruisce definizioni, modelli e strumenti di misurazione dell’impatto nel settore culturale. In secondo luogo, uno studio empirico qualitativo basato su interviste semi-strutturate a manager e attori chiave del contesto italiano esplora scelte, vincoli e logiche decisionali. Le interviste sono state analizzate con analisi tematica iterativa, usando la Theory of Change (ToC) per esplicitare catene causali, evidenze adottate e strategie di credibilità. I risultati mostrano che l’impatto sociale è un concetto plurale e conteso: non deriva dalla singola performance, ma da un dispositivo più ampio di programmazione, mediazione, accessibilità, continuità e partnership. La misurazione appare spesso episodica e “compliance-driven”, dominata da proxy quantitativi (output, partecipazione), mentre l’uso valutativo a fini di apprendimento è limitato da carenze di risorse, competenze e cicli di finanziamento brevi. Addizionalità e attribuzione restano il nodo critico per cambiamenti medio-lunghi e, in assenza di evidenze robuste, la reputazione tende a sostituire la prova. La tesi propone una ToC settoriale e un approccio di “rigore proporzionato” che integra pochi esiti prioritari, evidenze miste e trasparenza sui limiti, con implicazioni per governance organizzativa e policy culturali.

Beyond applause: are attendance and audience participation enough to measure the social impact of the performing arts? A critical review of the international literature and a qualitative interview-based investigation of social impact evaluation practices in the performing arts sector

Poletti, Thomas
2024/2025

Abstract

Performing arts organisations are increasingly required to demonstrate the public value they generate, yet social impact in theatre, music, dance, opera and street arts is difficult to evidence: outcomes are often intangible, relational, context-dependent and long-term, while reporting systems favour short-term, standardised metrics. This thesis examines how social impact is currently defined, produced and measured in the performing arts, and which assumptions and organisational conditions shape evaluation practices. The research follows a two-step design. First, a systematic literature review was carried out using a structured protocol inspired by the PICO framework to map definitions, models and tools for impact measurement in the cultural sector. Second, an empirical qualitative study was conducted through semi-structured interviews with purposively selected senior managers and key actors in the Italian performing arts ecosystem. Data were analysed through iterative thematic analysis, using Theory of Change (ToC) as an interpretive lens to reconstruct causal logics, evidence choices and credibility strategies. Findings show that social impact functions as a plural, contested boundary concept. Impact is rarely attributed to the performance alone; it emerges from a wider arrangement of programming, mediation, accessibility, continuity and partnerships. Measurement is often episodic and compliance-driven, relying on quantitative proxies (outputs, attendance), while learning-oriented evaluation is constrained by limited resources, skills and short funding cycles. Additionality and attribution remain the main credibility knot for medium-to-long-term change, and reputation often substitutes for robust evidence. The thesis proposes a sector-sensitive ToC and a “proportionate rigour” approach that combines a small set of prioritised outcomes, mixed evidence and transparent limits, informing both organisational practice and cultural policy design.
ING - Scuola di Ingegneria Industriale e dell'Informazione
26-mar-2026
2024/2025
Le organizzazioni di arti performative sono sempre più chiamate a rendicontare il valore pubblico generato, ma l’impatto sociale in teatro, musica, danza, opera e arti di strada è difficile da dimostrare: gli esiti sono spesso intangibili, relazionali, situati e di lungo periodo, mentre la rendicontazione privilegia metriche rapide e standardizzate. Questa tesi indaga come l’impatto sociale venga oggi definito, prodotto e misurato nelle performing arts e quali assunzioni e condizioni organizzative orientino tali pratiche. La ricerca adotta un disegno in due fasi. In primo luogo, una revisione sistematica della letteratura, tramite un protocollo strutturato ispirato al modello PICO, ricostruisce definizioni, modelli e strumenti di misurazione dell’impatto nel settore culturale. In secondo luogo, uno studio empirico qualitativo basato su interviste semi-strutturate a manager e attori chiave del contesto italiano esplora scelte, vincoli e logiche decisionali. Le interviste sono state analizzate con analisi tematica iterativa, usando la Theory of Change (ToC) per esplicitare catene causali, evidenze adottate e strategie di credibilità. I risultati mostrano che l’impatto sociale è un concetto plurale e conteso: non deriva dalla singola performance, ma da un dispositivo più ampio di programmazione, mediazione, accessibilità, continuità e partnership. La misurazione appare spesso episodica e “compliance-driven”, dominata da proxy quantitativi (output, partecipazione), mentre l’uso valutativo a fini di apprendimento è limitato da carenze di risorse, competenze e cicli di finanziamento brevi. Addizionalità e attribuzione restano il nodo critico per cambiamenti medio-lunghi e, in assenza di evidenze robuste, la reputazione tende a sostituire la prova. La tesi propone una ToC settoriale e un approccio di “rigore proporzionato” che integra pochi esiti prioritari, evidenze miste e trasparenza sui limiti, con implicazioni per governance organizzativa e policy culturali.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/253113