Ecological modernisation presents itself as a particularly attractive development theory because it promises to reconcile economic growth with environmental protection. However, its full realisation is far from linear and, in certain contexts, an incomplete implementation can become an easy entry point for dynamics of neoliberalisation of nature. This thesis analyses the dialogue between Ecological Modernisation Theory (EMT) and the neoliberalisation of nature in a marginal ecotourism context, using Koh Phaluai (Thailand) as a case study. The island, 19 km² and home to around 500 residents, has been transformed, through government programs, since 2005 by means of a set of energy and infrastructural interventions that culminated in the government “Clean Energy Island” project (2010–2012). This programme consolidated a narrative in which sustainability and economic growth are compatible and contributed to constructing a new ontology of the island itself. Since then, subsequent discourses and investments have operated under the implicit assumption that Phaluai is a “clean energy island”. Through a theoretical reconstruction and collection of empirical data, the thesis shows how EMT makes an environmental reform trajectory both thinkable and politically legitimate. At the same time, the ethnographic analysis highlights how this realisation often remains partial, as it depends on social and institutional preconditions that are difficult to stabilise over time. For instance, fieldwork in Koh Phaluai has shown that, once the image of the island as “sustainable” has been consolidated and accessibility has increased, the conditions produced by the EMT-like phase can become conditions of investability. In this shift, sustainability tends to translate into devices typical of the neoliberalisation of nature, especially through ecotourism, real-estate valorisation, and conflicts over land and access. What emerges is an open yet fragile trajectory towards an ecological modernity, whose outcome depends on capacities of local actors to govern power asymmetries and market pressures.

La modernizzazione ecologica si presenta come una teoria di sviluppo particolarmente attraente perché promette di coniugare crescita economica e salvaguardia ambientale. Tuttavia, la sua piena realizzazione è tutt’altro che lineare e, in alcuni contesti, una sua attuazione incompleta può trasformarsi in una agevole porta d’ingresso per dinamiche di neoliberalizzazione della natura. Questa tesi analizza il dialogo tra Ecological Modernisation Theory (EMT) e neoliberalizzazione della natura in un contesto marginale di ecoturismo, utilizzando Koh Phaluai (Thailandia) come caso studio. L’isola, 19 km² e circa 500 residenti, è stata trasformata a partire dal 2005, per mezzo di programmi governativi, da un insieme di interventi energetici e infrastrutturali culminati nel progetto governativo della “Clean Energy Island” (2010–2012), che ha consolidato una narrazione in cui sostenibilità e crescita economica risultano compatibili e ha contribuito a costruire una nuova ontologia dell’isola stessa. Da allora, discorsi e investimenti successivi operano entro l’assunto implicito che Phaluai sia “l’isola dell’energia pulita”. Attraverso una ricostruzione teorica e dati empirici raccolti sul campo, la tesi mostra come l’EMT renda pensabile e politicamente legittimabile un percorso di riforma ambientale. Al contempo però, attraverso un’analisi etnografica, viene messo in luce come tale realizzazione risulti spesso parziale, poiché dipende da precondizioni sociali e istituzionali difficili da stabilizzare nel tempo. Infatti, il lavoro sul campo svolto a Koh Phaluai ha permesso di mostrare come, una volta consolidata l’immagine dell’isola “sostenibile” e aumentata l’accessibilità, le condizioni prodotte dalla fase EMT-like possano diventare condizioni di investibilità. In questo passaggio, la sostenibilità tende a tradursi in dispositivi tipici della neoliberalizzazione della natura, soprattutto attraverso ecoturismo, valorizzazione immobiliare e conflitti su terra e accessi. Ne emerge una traiettoria verso una modernità ecologica aperta ma fragile, in cui l’esito dipende dalla capacità degli attori locali di governare asimmetrie di potere e pressioni di mercato.

Making the clean energy island investable. how ecological modernisation enables the neoliberalisation of nature in an ecotourism frontier: the case of Koh Phaluai

COMI, SERGIO
2024/2025

Abstract

Ecological modernisation presents itself as a particularly attractive development theory because it promises to reconcile economic growth with environmental protection. However, its full realisation is far from linear and, in certain contexts, an incomplete implementation can become an easy entry point for dynamics of neoliberalisation of nature. This thesis analyses the dialogue between Ecological Modernisation Theory (EMT) and the neoliberalisation of nature in a marginal ecotourism context, using Koh Phaluai (Thailand) as a case study. The island, 19 km² and home to around 500 residents, has been transformed, through government programs, since 2005 by means of a set of energy and infrastructural interventions that culminated in the government “Clean Energy Island” project (2010–2012). This programme consolidated a narrative in which sustainability and economic growth are compatible and contributed to constructing a new ontology of the island itself. Since then, subsequent discourses and investments have operated under the implicit assumption that Phaluai is a “clean energy island”. Through a theoretical reconstruction and collection of empirical data, the thesis shows how EMT makes an environmental reform trajectory both thinkable and politically legitimate. At the same time, the ethnographic analysis highlights how this realisation often remains partial, as it depends on social and institutional preconditions that are difficult to stabilise over time. For instance, fieldwork in Koh Phaluai has shown that, once the image of the island as “sustainable” has been consolidated and accessibility has increased, the conditions produced by the EMT-like phase can become conditions of investability. In this shift, sustainability tends to translate into devices typical of the neoliberalisation of nature, especially through ecotourism, real-estate valorisation, and conflicts over land and access. What emerges is an open yet fragile trajectory towards an ecological modernity, whose outcome depends on capacities of local actors to govern power asymmetries and market pressures.
ING I - Scuola di Ingegneria Civile, Ambientale e Territoriale
26-mar-2026
2024/2025
La modernizzazione ecologica si presenta come una teoria di sviluppo particolarmente attraente perché promette di coniugare crescita economica e salvaguardia ambientale. Tuttavia, la sua piena realizzazione è tutt’altro che lineare e, in alcuni contesti, una sua attuazione incompleta può trasformarsi in una agevole porta d’ingresso per dinamiche di neoliberalizzazione della natura. Questa tesi analizza il dialogo tra Ecological Modernisation Theory (EMT) e neoliberalizzazione della natura in un contesto marginale di ecoturismo, utilizzando Koh Phaluai (Thailandia) come caso studio. L’isola, 19 km² e circa 500 residenti, è stata trasformata a partire dal 2005, per mezzo di programmi governativi, da un insieme di interventi energetici e infrastrutturali culminati nel progetto governativo della “Clean Energy Island” (2010–2012), che ha consolidato una narrazione in cui sostenibilità e crescita economica risultano compatibili e ha contribuito a costruire una nuova ontologia dell’isola stessa. Da allora, discorsi e investimenti successivi operano entro l’assunto implicito che Phaluai sia “l’isola dell’energia pulita”. Attraverso una ricostruzione teorica e dati empirici raccolti sul campo, la tesi mostra come l’EMT renda pensabile e politicamente legittimabile un percorso di riforma ambientale. Al contempo però, attraverso un’analisi etnografica, viene messo in luce come tale realizzazione risulti spesso parziale, poiché dipende da precondizioni sociali e istituzionali difficili da stabilizzare nel tempo. Infatti, il lavoro sul campo svolto a Koh Phaluai ha permesso di mostrare come, una volta consolidata l’immagine dell’isola “sostenibile” e aumentata l’accessibilità, le condizioni prodotte dalla fase EMT-like possano diventare condizioni di investibilità. In questo passaggio, la sostenibilità tende a tradursi in dispositivi tipici della neoliberalizzazione della natura, soprattutto attraverso ecoturismo, valorizzazione immobiliare e conflitti su terra e accessi. Ne emerge una traiettoria verso una modernità ecologica aperta ma fragile, in cui l’esito dipende dalla capacità degli attori locali di governare asimmetrie di potere e pressioni di mercato.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/253131