In the contemporary hospitality landscape, particularly within the luxury segment, sustainability represents a strategic and cultural necessity, driven by an increasingly aware public interested in concrete and verifiable environmental practices. However, many systems adopted by high-end hotels—such as wastewater recovery and treatment—remain invisible, confined to technical spaces and deprived of narrative value. Similarly, indoor gardens associated with the Farm-to-Table trend, although present within restaurant spaces, often appear as highly technological devices with limited experiential engagement. Gea is positioned within this context as a product-system that adapts the Zero-Mile System to the hospitality environment—a model that biofilters domestic dishwasher wastewater and reuses it to irrigate plants. The project is developed as wall-mounted modules installed directly within the restaurant dining area, each composed of a microalgae biofilter and aromatic plants. The innovation lies in bringing the biofiltration and irrigation processes into direct contact with the public, transforming them into a scenographic element with a living and iconic aesthetic. Through light signals, guests engage in a visual-passive interaction with the activity of the microalgae, gaining awareness of the ongoing cycle. Interaction becomes direct and tactile through the “Gems,” removable plant vessels in which the herbs grow: guests can take them to their table—where they illuminate—and later reposition them within the system, embodying the Farm-to-Table movement. The cycle thus becomes visible and participatory, transforming resource circularity into a shared and conscious experience.

Nel panorama contemporaneo dell’ospitalità, in particolare nel segmento lusso, la sostenibilità rappresenta una necessità strategica e culturale, guidata da un pubblico sempre più consapevole e interessato a pratiche ambientali concrete e verificabili. Tuttavia, molti dei sistemi adottati dagli hotel di alta gamma – come quelli di recupero e trattamento delle acque reflue – restano invisibili, confinati in spazi tecnici e privi di narrazione. Anche gli orti indoor legati al trend Farm-To-Table, pur presenti nelle sale ristorante, si configurano spesso come dispositivi altamente tecnologici e poco coinvolgenti dal punto di vista esperienziale. Gea si inserisce in questo scenario come sistema-prodotto che adatta al contesto alberghiero lo Zero-Mile System, un modello di biofiltrazione delle acque reflue della lavastoviglie domestica, riutilizzate per irrigare le piante. Il progetto è declinato in moduli a parete installabili nella sala ristorante, ciascuno composto da un biofiltro a microalghe e da piante aromatiche. L’innovazione consiste nel portare il processo di biofiltrazione e irrigazione a diretto contatto con il pubblico, trasformandolo in un elemento scenografico dall’estetica viva e iconica. Attraverso segnali luminosi, gli ospiti interagiscono in modo visivo-passivo con l’attività delle microalghe, acquisendo consapevolezza del ciclo. L’interazione diventa diretta e tattile con le Gemme, vasetti removibili in cui crescono le piante: gli ospiti possono prelevarle, portarle al tavolo – dove si illuminano – e riposizionarle nel sistema, concretizzando il movimento Farm-To-Table. Il ciclo si rende così visibile e partecipato, trasformando la circolarità delle risorse in un’esperienza condivisa e consapevole.

Gea: reframing the zero-mile biofiltration system for farm-to-table hospitality

Argentieri, Lucrezia
2024/2025

Abstract

In the contemporary hospitality landscape, particularly within the luxury segment, sustainability represents a strategic and cultural necessity, driven by an increasingly aware public interested in concrete and verifiable environmental practices. However, many systems adopted by high-end hotels—such as wastewater recovery and treatment—remain invisible, confined to technical spaces and deprived of narrative value. Similarly, indoor gardens associated with the Farm-to-Table trend, although present within restaurant spaces, often appear as highly technological devices with limited experiential engagement. Gea is positioned within this context as a product-system that adapts the Zero-Mile System to the hospitality environment—a model that biofilters domestic dishwasher wastewater and reuses it to irrigate plants. The project is developed as wall-mounted modules installed directly within the restaurant dining area, each composed of a microalgae biofilter and aromatic plants. The innovation lies in bringing the biofiltration and irrigation processes into direct contact with the public, transforming them into a scenographic element with a living and iconic aesthetic. Through light signals, guests engage in a visual-passive interaction with the activity of the microalgae, gaining awareness of the ongoing cycle. Interaction becomes direct and tactile through the “Gems,” removable plant vessels in which the herbs grow: guests can take them to their table—where they illuminate—and later reposition them within the system, embodying the Farm-to-Table movement. The cycle thus becomes visible and participatory, transforming resource circularity into a shared and conscious experience.
ARC III - Scuola del Design
26-mar-2026
2024/2025
Nel panorama contemporaneo dell’ospitalità, in particolare nel segmento lusso, la sostenibilità rappresenta una necessità strategica e culturale, guidata da un pubblico sempre più consapevole e interessato a pratiche ambientali concrete e verificabili. Tuttavia, molti dei sistemi adottati dagli hotel di alta gamma – come quelli di recupero e trattamento delle acque reflue – restano invisibili, confinati in spazi tecnici e privi di narrazione. Anche gli orti indoor legati al trend Farm-To-Table, pur presenti nelle sale ristorante, si configurano spesso come dispositivi altamente tecnologici e poco coinvolgenti dal punto di vista esperienziale. Gea si inserisce in questo scenario come sistema-prodotto che adatta al contesto alberghiero lo Zero-Mile System, un modello di biofiltrazione delle acque reflue della lavastoviglie domestica, riutilizzate per irrigare le piante. Il progetto è declinato in moduli a parete installabili nella sala ristorante, ciascuno composto da un biofiltro a microalghe e da piante aromatiche. L’innovazione consiste nel portare il processo di biofiltrazione e irrigazione a diretto contatto con il pubblico, trasformandolo in un elemento scenografico dall’estetica viva e iconica. Attraverso segnali luminosi, gli ospiti interagiscono in modo visivo-passivo con l’attività delle microalghe, acquisendo consapevolezza del ciclo. L’interazione diventa diretta e tattile con le Gemme, vasetti removibili in cui crescono le piante: gli ospiti possono prelevarle, portarle al tavolo – dove si illuminano – e riposizionarle nel sistema, concretizzando il movimento Farm-To-Table. Il ciclo si rende così visibile e partecipato, trasformando la circolarità delle risorse in un’esperienza condivisa e consapevole.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/253152