How do you prepare a hospital for the future? This is the question that gave rise to this thesis work, developed within the context of one of the most ambitious challenges in the Milanese healthcare landscape: the merger between the Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori and the Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta, in view of the transfer to the new hub "La Città della Salute e della Ricerca" in Sesto San Giovanni, scheduled for 2030. Relocating a hospital does not simply mean moving machinery from one building to another. It means deciding which equipment still has something to offer beyond 2030 and which instead, is becoming a risk. To do so without an objective methodology would mean relying on intuition, a choice that is hardly sustainable when managing a technological heritage worth tens of millions of euros and when the continuity of care is at stake. To meet this challenge, a model based on the Replacement Priority Index (RPI) was designed and implemented, developed in two complementary variants. The technical version evaluates each device based on objective criteria: performance, age, clinical function, maintenance costs, and market price. The customized version goes beyond pure data, integrating the weight of clinical experience and the operational specificities of the two institutions to provide a snapshot that is more faithful to the reality of the hospital. The work required the construction of a unified database starting from 11,258 medical devices, through a process of unifying CND codes, normalizing historical data, and integrating specific estimates. The RPI calculation was applied to a subset of 2,809 pieces of equipment relevant to the transfer, with a projection of their technological status to 2030. The results highlight a substantial agreement between the two models (83.4%), confirming the methodological solidity of the approach. Both models identified 108 devices as critical, representing a certain minimum requirement of approximately 3.65 million euros. The individual scenarios outline an investment range between 15.6 and 39.8 million euros, while the estimated total requirement for the entire technological heritage amounts to approximately 93.9 million euros. The Critical Area and Support Department is confirmed as the sector with the highest operational risk, having the highest concentration of high-criticality devices in both models. The developed methodological framework stands as a replicable tool for any hospital reality facing the challenge of large-scale technological renewal, with prospects for evolution towards integrated and continuously updated Health Technology Management systems, in line with the principles of Healthcare 4.0.

Come si prepara un ospedale al futuro? È da questa domanda che nasce il presente lavoro di tesi, sviluppato nel contesto di una delle sfide più ambiziose del panorama sanitario milanese: la fusione tra la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori e la Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta, in vista del trasferimento nel nuovo polo "La Città della Salute e della Ricerca" di Sesto San Giovanni, previsto per il 2030. Trasferire un ospedale non significa soltanto spostare macchinari da un edificio all’altro. Significa decidere quali apparecchiature abbiano ancora qualcosa da offrire oltre il 2030 e quali, invece, stiano diventando un rischio. Farlo senza una metodologia oggettiva vorrebbe dire affidarsi all’intuizione, una scelta difficilmente sostenibile quando si gestisce un patrimonio tecnologico da decine di milioni di euro e in gioco c’è la continuità delle cure. Per rispondere a questa sfida, è stato progettato e implementato un modello basato sull’Indice di Priorità di Sostituzione (IPS), sviluppato in due varianti complementari. La versione tecnica valuta ogni dispositivo sulla base di criteri oggettivi: performance, età, funzione clinica, costi manutentivi e prezzo di mercato. La versione customizzata va oltre il dato puro, integrando il peso dell’esperienza clinica e le specificità operative delle due istituzioni, per restituire una fotografia più fedele alla realtà del reparto. Il lavoro ha richiesto la costruzione di un database unificato a partire da 11.258 dispositivi medici, attraverso un processo di unificazione dei codici CND, normalizzazione dei dati storici e integrazione di stime puntuali. Il calcolo IPS è stato applicato a un sottoinsieme di 2.809 apparecchiature rilevanti per il trasferimento, con proiezione dello stato tecnologico al 2030. I risultati evidenziano una sostanziale concordanza tra i due modelli (83,4%), confermando la solidità metodologica dell’approccio. Sono stati identificati 108 dispositivi classificati come critici da entrambi i modelli, per un fabbisogno minimo certo di circa 3,65 milioni di euro. I singoli scenari delineano un range di investimento compreso tra i 15,6 e i 39,8 milioni di euro, mentre la stima del fabbisogno complessivo dell’intero patrimonio tecnologico ammonta a circa 93,9 milioni di euro. Il Dipartimento di Area Critica e di Supporto si conferma il settore a più alto rischio operativo, con la maggiore concentrazione di dispositivi ad alta criticità in entrambi i modelli. Il framework metodologico sviluppato si propone come uno strumento replicabile per qualsiasi realtà ospedaliera che affronti la sfida del rinnovo tecnologico su larga scala, con prospettive di evoluzione verso sistemi di Health Technology Management integrati e continuamente aggiornati, in linea con i principi della Sanità 4.0.

Verso la Città della Salute e della Ricerca: un modello avanzato di IPS per la gestione strategica del parco tecnologico 2030

PISANELLO, ALESSANDRO
2025/2026

Abstract

How do you prepare a hospital for the future? This is the question that gave rise to this thesis work, developed within the context of one of the most ambitious challenges in the Milanese healthcare landscape: the merger between the Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori and the Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta, in view of the transfer to the new hub "La Città della Salute e della Ricerca" in Sesto San Giovanni, scheduled for 2030. Relocating a hospital does not simply mean moving machinery from one building to another. It means deciding which equipment still has something to offer beyond 2030 and which instead, is becoming a risk. To do so without an objective methodology would mean relying on intuition, a choice that is hardly sustainable when managing a technological heritage worth tens of millions of euros and when the continuity of care is at stake. To meet this challenge, a model based on the Replacement Priority Index (RPI) was designed and implemented, developed in two complementary variants. The technical version evaluates each device based on objective criteria: performance, age, clinical function, maintenance costs, and market price. The customized version goes beyond pure data, integrating the weight of clinical experience and the operational specificities of the two institutions to provide a snapshot that is more faithful to the reality of the hospital. The work required the construction of a unified database starting from 11,258 medical devices, through a process of unifying CND codes, normalizing historical data, and integrating specific estimates. The RPI calculation was applied to a subset of 2,809 pieces of equipment relevant to the transfer, with a projection of their technological status to 2030. The results highlight a substantial agreement between the two models (83.4%), confirming the methodological solidity of the approach. Both models identified 108 devices as critical, representing a certain minimum requirement of approximately 3.65 million euros. The individual scenarios outline an investment range between 15.6 and 39.8 million euros, while the estimated total requirement for the entire technological heritage amounts to approximately 93.9 million euros. The Critical Area and Support Department is confirmed as the sector with the highest operational risk, having the highest concentration of high-criticality devices in both models. The developed methodological framework stands as a replicable tool for any hospital reality facing the challenge of large-scale technological renewal, with prospects for evolution towards integrated and continuously updated Health Technology Management systems, in line with the principles of Healthcare 4.0.
ING - Scuola di Ingegneria Industriale e dell'Informazione
26-mar-2026
2025/2026
Come si prepara un ospedale al futuro? È da questa domanda che nasce il presente lavoro di tesi, sviluppato nel contesto di una delle sfide più ambiziose del panorama sanitario milanese: la fusione tra la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori e la Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta, in vista del trasferimento nel nuovo polo "La Città della Salute e della Ricerca" di Sesto San Giovanni, previsto per il 2030. Trasferire un ospedale non significa soltanto spostare macchinari da un edificio all’altro. Significa decidere quali apparecchiature abbiano ancora qualcosa da offrire oltre il 2030 e quali, invece, stiano diventando un rischio. Farlo senza una metodologia oggettiva vorrebbe dire affidarsi all’intuizione, una scelta difficilmente sostenibile quando si gestisce un patrimonio tecnologico da decine di milioni di euro e in gioco c’è la continuità delle cure. Per rispondere a questa sfida, è stato progettato e implementato un modello basato sull’Indice di Priorità di Sostituzione (IPS), sviluppato in due varianti complementari. La versione tecnica valuta ogni dispositivo sulla base di criteri oggettivi: performance, età, funzione clinica, costi manutentivi e prezzo di mercato. La versione customizzata va oltre il dato puro, integrando il peso dell’esperienza clinica e le specificità operative delle due istituzioni, per restituire una fotografia più fedele alla realtà del reparto. Il lavoro ha richiesto la costruzione di un database unificato a partire da 11.258 dispositivi medici, attraverso un processo di unificazione dei codici CND, normalizzazione dei dati storici e integrazione di stime puntuali. Il calcolo IPS è stato applicato a un sottoinsieme di 2.809 apparecchiature rilevanti per il trasferimento, con proiezione dello stato tecnologico al 2030. I risultati evidenziano una sostanziale concordanza tra i due modelli (83,4%), confermando la solidità metodologica dell’approccio. Sono stati identificati 108 dispositivi classificati come critici da entrambi i modelli, per un fabbisogno minimo certo di circa 3,65 milioni di euro. I singoli scenari delineano un range di investimento compreso tra i 15,6 e i 39,8 milioni di euro, mentre la stima del fabbisogno complessivo dell’intero patrimonio tecnologico ammonta a circa 93,9 milioni di euro. Il Dipartimento di Area Critica e di Supporto si conferma il settore a più alto rischio operativo, con la maggiore concentrazione di dispositivi ad alta criticità in entrambi i modelli. Il framework metodologico sviluppato si propone come uno strumento replicabile per qualsiasi realtà ospedaliera che affronti la sfida del rinnovo tecnologico su larga scala, con prospettive di evoluzione verso sistemi di Health Technology Management integrati e continuamente aggiornati, in linea con i principi della Sanità 4.0.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/253164